Dopo Totò Riina, in carcere dal 1993, e Bernardo Provenzano, arrestato l'11 aprile scorso dopo 40 anni di latitanza, nella notte del 20 giugno scorso sono finiti in manette anche i pregiudicati Nino Rotolo, boss di Pagliarelli, l'analista Antonino Cinà, ex medico di Provenzano e di Totò Riina, e il costruttore mafioso dell'Uditore Franco Bonura considerati dagli inquirenti i nuovi vertici di "cosa nostra". Insieme ai "commissari straordinari" della mafia, sono finiti in carcere altri 43 mafiosi tutti pluripregiudicati, mentre altri 6 risultano tutt'ora latitanti.
Per tutti il reato contestato è di associazione per delinquere di stampo mafioso pluriaggravata in riferimento a una impressionante serie di omicidi e estorsioni a danno di imprese commerciali ed industriali siciliane.
"Gli arrestati - ha spiegato il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso - sono reggenti di 13 famiglie mafiose e di sei mandamenti. La caratteristica particolare è che questi capimafia arrestati sono stati in passato quasi tutti condannati per mafia ed hanno già scontato la pena. Una volta pagato il loro debito con la giustizia, sono ritornati a delinquere prendendo in mano le redini delle cosche".
Ci vogliono pene più severe per i mafiosi
416 bis Associazione di tipo mafioso
Chiunque fa parte di un associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone, è punito con la reclusione da tre a sei anni (c.p.32 quater, 417) .
Coloro che promuovono, dirigono o organizzano l`associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da quattro a nove anni .
Domanda:E' data anche a LORO la possibilità di patteggiare e usufruire del rito abbreviato?ANCHE ai MAFIOSI?
Se SI,le pene vanno raddoppiate.




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