Berlusconi: «Non sarebbe più una democrazia. La leadership del centrodestra sarà scelta democraticamente. Visioni diverse con Casini»
ROMA - «Non ci credo, sarebbe un atto di banditismo e non sarebbe più una democrazia quel Paese in cui una parte politica andasse al governo e intendesse colpire l'avversario attraverso le sue aziende e le sue proprietà private. Non ci credo». Lo ha dichiarato il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, a Campobasso per la campagna elettorale regionale, rispondendo a chi gli fa notare che il governo, con la riforma Gentiloni, potrebbe togliere una rete a Mediaset (il disegno di legge che modifica la Gasparri sull'assetto radiotelevisivo prevede che entro il 2008 - ma il termine potrebbe slittare - sia la Rai che Mediaset dovranno trasferire sul digitale terrestre una delle loro tre reti, con ogni probabilità Raitre e Rete 4).
LEADER - Berlusconi ha poi parlato della questione-leadership all'interno del centrodestra. L'ex premier ha dichiarato che al momento bisogna parlare di quella del governo «che è in discussione». «Per quanto riguarda il centrodestra - ha aggiunto - si deciderà democraticamente al momento opportuno».
«VISIONI DIVERSE» - Tra i leader dell'opposizione, però, non c'è pieno accordo sulle strategie da seguire. Tanto che Berlusconi definisce l'incontro di ieri (mercoledì, ndr) con il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, «molto cordiale» anche se «sono emerse visioni diverse». L'ex premier ha spiegato che «Casini si attende che dal Partito democratico scappino molti ex democristiani che non vogliono stare con i comunisti». Con i vertici dell'Udc è stato comunque concordato «un lavoro su emendamenti comuni» da presentare per la finanziaria. Sulla manovra Berlusconi non risparmia critiche. «Sulle successioni si sono spaventati dall'accoglienza che hanno avuto e stanno tentando di fare marcia indietro come sui tagli agli enti locali». «Hanno contraddetto se stessi - ha aggiunto il leader di Forza Italia - non hanno avuto il coraggio di chiamarla tassa di successione ed è diventata la tassa sul morto».




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