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«Bufale dopate, fuori i nomi dei colpevoli»
Confconsumatori sollecita la magistratura. E intanto dal Nord arrivano altre disdette della mozzarella casertana.
«Provvederemo a incontrare nuovi fornitori di bufala campana ubicati nella zona del Salernitano e non più nel Casertano».
Il laconico messaggio firmato da uno dei consorzi di distribuzione della mozzarella di bufala campana dop del Nord (Cremona, nella fattispecie) è uno dei tanti arrivati in questi giorni ai trasformatori del latte bufalino di Terra di Lavoro. L’effetto della clamorosa inchiesta dei Nas di Napoli, con il sequestro dei 9 allevamenti e delle 1500 bufale dopate, non accenna a diminuire nonostante i chiarimenti dell’Istituto superiore di sanità («L’ormone somministrato agli animali non è cancerogeno», ha detto il direttore Macrì).
Le disdette ci sono e le polemiche pure, spesso strumentali ma in parte sicuramente giustificate. Ieri ad esempio la Confconsumatori ha inviato un'istanza alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per conoscere i nomi delle aziende che hanno prodotto le mozzarelle contaminate, per sapere dove le stesse siano state distribuite e se attualmente siano ancora in commercio.
Mara Colla, presidente nazionale di Confconsumatori, afferma: «Si tratta di un altro fatto gravissimo. Ancora una volta risulta evidente la necessità di rafforzare i controlli sulla sicurezza degli alimenti e di contrastare le pratiche corrotte e le organizzazioni criminali nel settore alimentare. A tal fine chiediamo al Governo attenzione e risorse economiche, nonchè la riorganizzazione delle competenze in capo ai soggetti deputati ai controlli, per conseguire maggiore efficienza a tutela della salute dei consumatori».
Il Consorzio di tutela della mozzarella dop, che nella scala gerarchica dei controlli viene subito dopo le Asl competenti per territorio (e i rispettivi servizi veterinari) ribadisce che una minima percentuale di allevatori non in regola non può minare la solidità e la credibilità della filiera bufalina.
E intanto nell’area del Basso Volturno c’è mobilitazione. A Castelvolturno ieri è stata approvata per acclamazione la proposta del sindaco Francesco Nuzzo di istituire un coordinamento dei sindaci del basso Volturno per le problematiche commesse all'allevamento bufalino e alla produzione della mozzarella. La proposta giunge quasi al temine dell'incontro tenutosi nella sala consiliare del comune rivierasco, alla presenza di sindaci, rappresentanti delle associazioni di categoria, degli allevatori e caseificatori e del consigliere provinciale Giuseppe Raimondo.
E' un'immagine irrituale quella di piazza Annunziata piena di trattori, parcheggiati a ridosso del municipio a voler sottolineare un grido d'allarme dopo la questione dei capi bufalini dopati. Da Nuzzo, promotore dell'iniziativa, due inviti pressanti: quello di controlli assidui da parte dell'Asl e dell'Arpac, con la speranza che finalmente si superino gli individualismi e ci si muova in unità e l'esigenza di portare il problema alle autorità di governo. In mancanza di una risposta, Nuzzo lancia la proposta di una grande manifestazione nella capitale. "In questo modo il Governo capirà -dice - che gli allevatori del basso Volturno non vogliono subire". Importante anche l'esigenza di un miglioramento della qualità dell'ambiente, in quanto autentica ricchezza per l'economia. A Nuzzo hanno fatto seguito Pasquale Campanile, del Dipartimento di prevenzione dell'Asl CE 2 che ha riferito che "la soglia di attenzione è molto alta" e ha invitato gli allevatori a "fare molta attenzione nella gestione dei farmaci perchè l'UE impone norme severe".
Quindi gli interventi dei sindaci Abbate (S.Maria la Fossa) e Parente (Grazzanise) entrambi volti a sostenere l'unità degli agricoltori, mentre Raffaele Ambrosca, vicesindaco di Cancello ed Arnone, ha distinto le problematiche relative agli allevamenti e alla caseificazione, informando di aver diffuso la nota dell'Istituto Superiore di Sanità sul fatto che "non c'è pericolo per la salute" e che il vero problema qui si chiama brucellosi. Raimondo ha dato atto dell'impegno della Provincia e dei tavoli attivati sia con le organizzazione sindacali che con i veterinari e della determinazione di avviare una costante campagna d'informazione."
GIAMMICHELE ABBATE
fonte: Il Mattino
(13.10.2006)




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