Un tricolore da tutti i balconi, per Luigi Ciavardini!
Luigi ci ha chiesto di non manifestare, ma il nostro grido per la verità su Bologna non può arrestarsi, specie in un momento così critico nello sviluppo della vicenda: pertanto, il Comitato ha lanciato un’iniziativa "silenziosa" per simboleggiare la propria adesione. Un tricolore da tutti i balconi: vi chiediamo soltanto questo semplice gesto per chiedere giustizia.
Il Comitato raccoglierà le foto della vostra bandiera all’indirizzo e-mail: info@loradellaverita.org, e pubblicherà sul sito le immagini pervenute. Vi chiediamo anche di non abbandonare Luigi alla solitudine, inviandogli una cartolina presso il carcere di Regina Coeli (ove è recluso per custodia cautelare), all’indirizzo specificato di seguito. L’idea è quella di spedire una cartolina ogni due giorni, almeno fino al verdetto della Cassazione.
Luigi Ciavardini c/o Casa Circondariale "Regina Coeli"
via della Lungara, 00100 Roma
http://www.azionegiovanivarese.org/a...iavardini.html
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fonte: http://www.noreporter.org/dettaglioArticolo.asp?id=7183
Mille tricolore per Ciavardini
Dobbiamo far sapere a tutti che la nostra battaglia è viva, che noi siamo vivi e che crediamo ostinatamente in questa lotta di civiltà.
Ci risiamo! Una ennesima situazione con la quale tentare di buttare discredito su di un cittadino, reo di aver creduto che, con l'impegno politico, si potesse realizzare l'utopica evoluzione di una società del tutto lobotomizzata e trasformata in un cassone di burattini, utili ad entrare in scena secondo il comando della solita eminenza grigia. E' così che dalla passione per la militanza, dall'essere diposti al sacrificio, pur di dare un impulso alla società in cui vivi e alla Patria che ami, ti ritrovi stragista a 17anni, ti ritrovi a dover vivere con una spada di Damocle sulla testa per 26anni, senza che la giustizia abbia fatto il suo corso.
E' accaduto anche nella mia città, Taranto, ad un uomo che dopo 15anni di carcere, dopo essere stato accusato da collaboratori di giustizia, dell'efferato omicidio di un bambino, dopo essere stato pluri condannato dalla legge, ha ottenuto la revisione del processo e l'assoluzione totale. Si chiama Morrone e forse di lui ne avete sentito parlare.
Uno dei tanti, non uno dei pochi!
Il generale qualunquismo che affoga la nostra distratta comunità nazionale porta, troppe volte, ad emettere sentenze già al momento dell'arresto. La domanda che spesso ci si pone, infatti, e con la quale si tenta di spiegare il comportamento degli inquirenti è sempre la stessa: ma perché proprio lui? Evidentemente ha fatto qualcosa!
Oggi siamo tornati al punto di partenza e quel clima di dubbio che iniziava ad entrare in circolo nei più diffidenti, grazie alle iniziative del Comitato, torna a suscitare e stimolare un giustizialismo che vede il nostro Luigi già colpevole...e per fortuna siamo in un sistema garantista!
Non è possibile tutto questo! Luigi ci ha chiesto di non manifestare, ha chiesto di rimanere allineati e coperti, ma rigorosamente in un composto silenzio.
È giusto così ed indubbiamente è la cosa più sensata!
Ma credo che il nostro silenzio possa trasformarsi in un grido senza fiato!
Non so come le altre persone vivono questo momento, ma io non riesco a pensare ad un silenzio invisibile. Dobbiamo far sapere a tutti che la nostra battaglia è viva, che noi siamo vivi e che crediamo ostinatamente in questa lotta di civiltà.
E' necessario, credo, dare un segno ai ben pensanti che escludono sempre e comunque la possibilità di un accanimento giudiziario nei confronti di Ciavardini.
Possiamo farcela! Possiamo, rispettando la volontà di Luigi, mostrare la voglia di comunicare che ci siamo e che, come sempre, siamo sempre duri a morire!
APPENDIAMO, TUTTI, UN TRICOLORE AI BALCONI. Esponiamo un simbolo neutrale, che non permetta le solite speculazioni dei media e che riesca a dimostrare la trasversalità di una battaglia, che è battaglia di giustizia e verità.
In questi anni, Luigi è diventato la nostra bandiera, un motivo di lotta, un simbolo di comunitarismo. Lui ha lottato, in gioventù, per un Paese migliore, lui ha lottato per quel Tricolore e noi, oggi, possiamo esporre, dalle nostre case, quel simbolo che è elemento di una lotta comune.
E' il momento di affermare, se ce ne fosse bisogno, la nostra presenza, è il momento di dare, almeno per una volta, un contenuto a quel Tricolore che oggi diventa appartenenza solo nelle competizioni calcistice.
APPENDIAMO UNA BANDIERA ALLE NOSTRE FINESTRE, AI NOSTRI BALCONI, AI NOSTRI NEGOZI...IN OGNI POSTO!
Fotografiamo questi Tricolore ed inviamoli alla email del Comitato.


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