“Nella compagnia c'erano problemi di droga e di alcool; si facevano violenti riti di iniziazione. Credo che quei ragazzi fossero sotto l'effetto di anfetamenine o di qualcos'altro quando aprirono il fuoco sui civili”. E’ la sconcertante dichiarazione rilasciata al settimanale Newsweek, dalla moglie di uno dei marine che facevano parte della compagnia finita sotto inchiesta per la strage di Haditha, in Iraq, nella quale sono rimasti uccisi 24 civili.

Fonte: Peacereporter
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