Plutone non è più il nono pianeta
24/8/2006
Il sistema solare perde un pezzo e diventa composto da 11 pianeti. Il corpo celeste, scoperto nel 1930 e mai visitato da una sonda, è stato "retrocesso" a "pianeta nano" per ragioni di grandezza. A stabilirlo l'Unione astronomica internazionale riunita a Praga. Il declassamento è il risultato di una nuova definizione per la prima volta dagli astronomi, che definiscono le caratteristiche che deve possedere un corpo celeste per avere la dignità di pianeta
Doveva diventare a dodici pianeti, invece il sistema solare ne perde uno.
La stessa commissione internazionale di astronomi che pochi giorni fa aveva promosso i tre nuovi pianeti Cerere, Caronte e 2003 UB313 (Xena), ha deciso oggi di togliere a Plutone la stessa "dignità".
Il sistema solare secondo gli astronomi della Iau (Unione astronomica internazionale) riuniti in questi giorni a Praga è quindi formato da undici pianeti.
I maggiori astronomi della comunità scientifica internazionale hanno infatti approvato un cambiamento storico nella definizione di pianeta, secondo cui Plutone, il nono e più distante membro del Sistema Solare, non sarebbe più un pianeta in senso stretto.
Dopo una tumultuosa settimana di discussioni, l'Unione Astronomica Internazionale ha quindi privato Plutone dello status di pianeta, retrocedendolo al rango di "pianeta nano".
E' la prima volta che la comunità scientifica internazionale dà una definizione univoca di che cosa sia e che cosa non sia un pianeta.
Il declassamento di Plutone è stato dettato proprio dalle sue dimensioni troppo piccole (il suo diametro medio è di circa 2306 chilometri). I miglioramenti nelle osservazioni spaziali stanno permettendo infatti agli scienziati di scoprire l'esistenza di molti altri corpi celesti della grandezza simile a quella dell'ex pianeta e da qui l'esigenza di introdurre la categoria dei "pianeti nani".
Scoperto nel 1930 e ribattezzato in onore della divinità romana dell'oltretomba, Plutone è il pianeta più distante dal sole e l'unico a non essere mai stato visitato da una sonda. Molte misurazioni sono quindi approssimative e non confermate. La sua debole atmosfera è composta prevalentemente da metano gassoso, argon, azoto, monossido di carbonio e ossigeno.
La sua superficie, composta da ghiaccio d'acqua e di metano, non è uniforme, come dimostrano le sensibili variazioni di albedo (la quantità di luce riflessa indietro) riscontrabili da Terra nel corso della sua rotazione.
Da tempo la natura di Plutone era al centro del dibattito astrofisico.
Una parte di scienziati ipotizza infatti che possa essere un grosso asteroide della fascia di Kuiper, intuizione rafforzata quando è stato scoperto un asteroide appartenente a questa fascia con un diametro di ben 1000 km, circa la metà di Plutone. Prima del declassamento Plutone oltre a essere classificato come pianeta era anche considerato il maggiore dei corpi della fascia di Kuiper.




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