Gaza, uccisi cinque palestinesi


Durante raid dell'esercito israeliano


Cinque palestinesi, di cui quattro armati e un giovane passante, sono stati uccisi dal fuoco di militari israeliani impegnati in un raid nella Striscia di Gaza. L'esercito israeliano ha confermato che gli scontri si sono svolti nel villaggio di Abassan, a est di Khan Yunis, riferendo che i soldati erano alla ricerca di armi usate da militanti palestinesi. Almeno altre sei persone sono rimaste ferite.
Un velivolo israeliano ha sparato un missile contro un gruppo di persone radunate ad Abbassan. "Abbiamo colpito un gruppo di uomini armati che si avvicinava alle nostre truppe", ha detto un portavoce dell'esercito, "ci sono stati alcuni scontri a fuoco". L'operazione a est di Khan Younis era stata lanciata per "smantellare una serie di infrastrutture a disposizione dei terroristi" e far crollare tunnel utilizzati dai miliziani nell'area al confine con Israele. La giovane vittima, Suheib Iqdah, è stata ucciso insieme a un altro civile mentre si trovava vicino al gruppo di miliziani.



Israele,accusa di stupro per Katzav

Chiesta incriminazione del Presidente

La polizia israeliana ha chiesto che il presidente Moshe Katsav venga incriminato per il reato di violenza carnale: lo riferiscono i mezzi di informazione dello Stato ebraico, secondo cui gli investigatori avrebbero trovato anche prove relative a reati di frode e abuso d'ufficio in relazione ad alcune domande di grazia accolte dal presidente. La richiesta della polizia è stata presentata al procuratore Meni Mazuz.
Nel dettagliato rapporto presentato dalla polizia al procuratore generale dello Stato e al capo della Pubblica Accusa Eran Shendar, sono contenuti i risultati dell'inchiesta condotta nei confronti di Katzav dalla quale sarebbero emerse violenze, molestie sessuali e atti indecenti commessi nei confronti di sue ex-dipendenti non solo durante la sua presidenza ma anche in anni precedenti in cui aveva avuto incarichi ministeriali.

Secondo la radio israeliana Katsav rischia da 3 a 16 anni di detenzione, e il procuratore dovrebbe pronnunciarsi entro due o tre settimane.

Dal canto suo Katzav, che ha 60 anni, è sposato e ha cinque figli, ha ripetuamente negato i sospetti nei suoi confronti e ha detto di essere vittima "di un pubblico linciaggio senza processo". Una posizione non certo condivisa dalla polizia e dal ministero della Giustizia che, in un comunicato congiunto, hanno affermato che "vi sono prove concrete che riguardano diverse donne che hanno lavorato sotto la sua autorità che il presidente ha commesso crimini sessuali di stupro e di violente molestie sessuali senza consenso".

Ma sul capo di Katzav non pendono soltanto le accuse di violenza sessuale. Il presidente israeliano avrebbe violato la legge contro le intercettazioni abusive installando "cimici" per ascoltare le conversazioni telefoniche dei suoi dipendenti. Si tratta di crimini che prevedono molti anni di detenzione. Le raccomandazioni della polizia non sono vincolanti per Mazuz e Shendar, anche se si ritiene molto probabile che saranno accolte.

Katzav ha respinto ripetuti suggerimenti che gli sono stati apertamente rivolti da più parti di rassegnare le dimissioni e di risparmiare al paese l'imbarazzo e la vergogna di avere un presidente in stato di accusa per crimini così infamanti. Un primo risultato i suoi accusatori lo hanno intanto ottenuto: il fratello del Presidente ha infatti fatto sapere che martedì Katzav non si presenterà alla Knesset alla seduta festiva che marca l'inizio della sessione invernale. In un primo momento sembrava fosse deciso a presenziare alla seduta ma senza tenere un discorso.


Fonte tgcom.it