MA CHE È 'STO TOXIC PARK?
In risposta alle innumerevoli accuse ricevute circa un mancato intervento politico nella questione del così detto “Toxic Park”, ci vediamo costretti a prendere posizione in merito col presente comunicato e controvoglia. Controvoglia perchè siamo abituati a disamine più approfondite prima di scendere in campo. Controvoglia perchè siamo abituati ad intervenire con risposte, suggerimenti e azioni concrete.
Non siamo lontani dal problema, alcuni dei nostri militanti vivono nel quartiere in questione, viviamo noi per primi molto male il degrado di quella come di altre zone della città, abbiamo passato e passiamo nottate ad attacchinare tra uno spacciatore e l'altro senza che mai siano avvenuti incidenti. Ma non possediamo nemmeno la bacchetta magica, né riteniamo che una bella manifestazione di piazza con balli e canti possa risolvere il problema.
Non siamo intervenuti e – probabilmente – non interverremo perchè le battaglie di retroguardia non ci interessano, né vogliamo difendere alcunchè della attuale società. Ci permettiamo però di esternare alcune riflessioni in materia:
Fermo restando che anche noi siamo contro lo spaccio e la delinquenza, ma – ribadiamo – il problema va affrontato guardando al di là del proprio naso. I problemi vanno risolti alla radice. Per esempio chi c'è all'origine del traffico di droga? E dell'immigrazione sregolata e dei problemi che comporta? Siamo sempre lì.
- anzitutto ci disgusta che una zona della nostra città sia chiamata “Toxic Park”, ennesimo nome ad effetto inventato per i titoli sulla carta stampata, come “Tangentopoli”, “Mani pulite” etc., che i giornalisti chiamino in quel modo il cortile di casa propria;
- la questione è di una delicatezza estrema, in quanto i fattori all'origine del degrado sono innumerevoli, e non basta la richiesta di una retata per risolvere il tutto;
- il disagio coinvolge ormai abitanti, negozianti, passanti, ambulanti di qualunque nazionalità;
- le autorità amministrative locali stanno pensando a tutt'altro;
- le azioni di protesta fini a sé stesse non aiutano chi deve realmente affrontare il problema a farlo con la necessaria serenità, anzi favoriscono il surriscaldamento del clima;
- la sicurezza degli abitanti che portano la sera a spasso il cane ci interessa fino ad un certo punto, dal momento che, stantibus sic rebus, il giorno che spacciatori e delinquenti si sposteranno in un altro quartiere, il problema per loro sarà risolto (tutto ciò è già successo a San Salvario e al Fante). La Comunità bisogna crearla e difenderla tutti insieme, non uno per volta.
Torino, 12 ottobre 2006
Base Militante Progetto Torino
www.progettotorino.org


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