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  1. #1
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    Laicità. Una geografia delle nostre radici


    Giovanni Boniolo (a cura di). Laicità. Una geografia delle nostre radici. “Gli struzzi”, Einaudi, Torino 2006, pp. 257, 15,80 €. ISBN 8806178938.


    Nel mondo laico dev’essersi oramai diffusa la convinzione che si sia raggiunto l’anno zero, il punto più basso di un percorso cominciato quasi un secolo e mezzo fa con lo Stato unitario. Non si spiegherebbe altrimenti il proliferare di antologie con malcelate ambizioni pedagogiche, dalle quali trapela neanche troppo velatamente l’urgenza di ri-spiegare la laicità a una popolazione che evidentemente sembra averne perso le coordinate, e di ri-partire alla conquista di diritti che nella gran parte degli altri Paesi europei sono ritenuti assodati e intangibili. Obbiettivo che ovviamente condivido, avendo tra l’altro curato personalmente una di queste raccolte. Obbiettivo che, tuttavia, potrebbe rivelarsi un po’ troppo deterministico, come ben insegna l’esperienza del ventennio fascista. Non c’è, infatti, alcun potenziale limite all’arretramento: citando Freak Antoni, «una volta toccato il fondo potrebbero anche costringerti a scavare».


    Per evitare che i laici finiscano ai lavori forzati non c’è dunque altra strada che quella di un rinnovato impegno, teorico e pratico. Il testo curato da Giovanni Boniolo è utile sotto entrambi i punti di vista, perché all’indispensabile momento di riflessione affianca spesso una meritoria opera di documentazione, che in almeno in un caso (l’ottimo contributo di Clotilde Pontecorvo) è stata già utilizzata con profitto dall’UAAR nell’ambito del proprio progetto sull’ora alternativa.

    Naturalmente, come sempre accade in questi casi, i contributi presentati si caratterizzano per l’eterogeneità di stile e di contenuto. Tuttavia gli autori (senz’altro di ottimo livello) sono riusciti a mantenere una significativa unità di intenti che non si registrò, ad esempio, in un volume come Le ragioni dei laici (Laterza 2005), dove a un cattolico engagé come Andrea Riccardi furono lasciate ampie praterie per rivendicare le radici cristiane del continente, nel nome della «sana» laicità tanto cara a Meister Ratzinger.

    La definizione di laicità, proposta da Boniolo nell’introduzione, collide invece diametralmente con l’interpretazione datane dal papa: «Laicità: atteggiamento intellettuale caratterizzato in modo sufficiente dal lasciare (e auspicabilmente dall’avere) libertà di coscienza, intesa quale libertà di conoscenza, libertà di credenza, libertà di critica e autocritica». Non vi sono fantomatiche leggi naturali o inattendibili testi sacri alla base di una società laica. Vi è invece un atteggiamento anti-dogmatico e anti-fondamentalista da applicare, coerentemente, anche a «chiunque radicalizzi e assolutizzi una delle caratteristiche dell’essere laico», una tipologia definita da Boniolo “pseudo-laica”, al fine di evitare la «mistificante differenziazione fra laici “buoni” (noi) e laici “cattivi” (gli altri)».


    Benché alcune tematiche (liberalismo, mass media, radici greche) siano state inserite un po’ forzosamente, l’impianto complessivo dell’opera è notevole, e fornisce a chi la legge un importante strumento per navigare nelle acque perigliose del laicismo contemporaneo.
    Raffaele Carcano
    Ottobre 2006

  2. #2
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    Vi è invece un atteggiamento anti-dogmatico e anti-fondamentalista da applicare, coerentemente, anche a «chiunque radicalizzi e assolutizzi una delle caratteristiche dell’essere laico», una tipologia definita da Boniolo “pseudo-laica”, al fine di evitare la «mistificante differenziazione fra laici “buoni” (noi) e laici “cattivi” (gli altri)».
    Eppure queste parole..mi ricordano qualcuno... ..che comincia per M..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  3. #3
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    Non vi sono fantomatiche leggi naturali o inattendibili testi sacri alla base di una società laica
    Pessima frase..che poi significa..che una società laica..è fondata sul nulla....Il laico..dovrebbe analizzare meglio..se esistono leggi naturali..e allora..troverebbe la base per edificare la propria società..non semplici convenzioni..che ..appunto perchè sono tali..contano meno di un fico secco..
    Le leggi naturali esistono..non sono nè fanatiche nè intolleranti..ma..mangiare quando siamo sazi..è una negazione delle leggi naturali..come digiunare quando abbiamo fame..e così via..fino a realizzare una società..dove il vivere..sia una cosa sana e divertente..e non uno strazio..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Pessima frase..che poi significa..che una società laica..è fondata sul nulla....Il laico..dovrebbe analizzare meglio..se esistono leggi naturali..e allora..troverebbe la base per edificare la propria società..non semplici convenzioni..che ..appunto perchè sono tali..contano meno di un fico secco..
    Le leggi naturali esistono..non sono nè fanatiche nè intolleranti..ma..mangiare quando siamo sazi..è una negazione delle leggi naturali..come digiunare quando abbiamo fame..e così via..fino a realizzare una società..dove il vivere..sia una cosa sana e divertente..e non uno strazio..
    Per favore, basta con le cazzate.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Morghen Visualizza Messaggio
    Per favore, basta con le cazzate.
    Veramente sono ben lontano dal numero dei tuoi post..mi batti senza pietà..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  6. #6
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    per me dovrebbe essere proibito fare pubblicità sul forum

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Eppure queste parole..mi ricordano qualcuno.....
    Quella frase si riferisce a chi fa dei distinguo fra un laicismo "buono" ed uno "cattivo", ovvero agli stessi integralisti che credono di sapere in assoluto cosa è buono e cosa è cattivo.

    Ne fai parte anche tu.. te ne sei accorto almeno?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Pessima frase..che poi significa..che una società laica..è fondata sul nulla....Il laico..dovrebbe analizzare meglio..se esistono leggi naturali..e allora..troverebbe la base per edificare la propria società..non semplici convenzioni..che ..appunto perchè sono tali..contano meno di un fico secco..
    Le leggi naturali esistono..non sono nè fanatiche nè intolleranti..ma..mangiare quando siamo sazi..è una negazione delle leggi naturali..come digiunare quando abbiamo fame..e così via..fino a realizzare una società..dove il vivere..sia una cosa sana e divertente..e non uno strazio..
    "Non vi sono leggi naturali" significa che è disonesto proporre le proprie opinioni dogmatiche come se fossero "leggi naturali" ed imporle come valori assoluti.

    E' una cosa che fai sempre tu... te ne sei accorto almeno?

  9. #9
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    la LAICITA' in Occidente viene introdotta x la 1° volta in Occidente attraverso la religione CRISTIANA la quale afferma come principio fondante:
    date a CESARE quel che è di Cesare a DIO quel che è di Dio

    se avesse vinto l' ISLAM, Noi tutto, oggi, vivremmo come nell'Afghanistan dei Taleban

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da MEROVINGIO Visualizza Messaggio
    la LAICITA' in Occidente viene introdotta x la 1° volta in Occidente attraverso la religione CRISTIANA la quale afferma come principio fondante:
    date a CESARE quel che è di Cesare a DIO quel che è di Dio
    E questo chi l'ha detto? Sei stato in seminario? Oppure stai molto semplicemente pisciando fuori dal vaso? Perchè sai, c'è un piccolo dibattito intorno a quel passo, e di certezze non ne abbiamo nessuna. Dovresti chiamare il buon Yoshua e chiedergli cosa ne pensa, per poter poi venire a a pontificare qui sopra. Nel frattempo potresti evitare di renderti ridicolo. O no?

    se avesse vinto l' ISLAM, Noi tutto, oggi, vivremmo come nell'Afghanistan dei Taleban
    A parte che l'Islam è stata un'oasi di civiltà in secoli in cui da noi si viveva tipo come bestie, e in modo non esattamente laico, sappi che i Taliban afghani sono frutto dell'ideologia degli ultranazionalisti Pakistani, gente che aveva ben presente certuni presupposti della famigerata modernità occidentale. Quella dei totalitarismi novecenteschi, per intendersi.

 

 
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