



Washington, 17 ottobre 2006
Il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, ha firmato la legge antiterrorismo. Il controverso provvedimento tutela, tra l'altro, i segreti relativi alle prigioni della Cia e autorizza le severe procedure adottate per interrogare i sospettati di atti terroristici.
La legge antiterrorismo è arrivata alla sigla della Casa Bianca dopo l'accordo interno al partito repubblicano che ha consentito l'approvazione del provvedimento da parte del Congresso. "Quella di firmare una legge in grado di salvare vite umane è un'occasione rara per un presidente. Io ho avuto il privilegio questa mattina", ha detto Bush, attorniato da agenti dell'intelligence e alti vertici militari, nel corso della cerimonia per la firma.
Bush ha dedicato la firma della legge alle vittime dell'11 settembre e nel suo discorso ha più volte ricordato la tragedia del World Trade Center, nel chiaro intento di ricordare agli americani, a meno di tre settimane dalle elezioni di medio termine, l'impegno dell'amministrazione americana sul fronte della sicurezza. Un impegno simbolizzato nel cartello che campeggiava nell'East room della Casa Bianca, che ha ospitato la cerimonia, "Proteggere l'America".
"Con la legge che sto firmando, gli uomini che hanno architettato l'assassinio di quasi 3mila innocenti saranno portati di fronte alla giustizia" ha detto, riferendosi Khalid Sheik Mohammed, considerato l'architetto degli attacchi, e Ramzi Binalshibh, il cosiddetto "20simo dirottatore", i più alti esponenti di al Qaeda in mano agli americani, che potrebbero essere processati dai tribunali militari che il Congresso ha autorizzato con questa legge.
Tribunali che garantiranno un processo "giusto" agli imputati, ha sottolineato Bush replicando alle critiche della organizzazioni dei diritti umani che ritengono che il "Military commission act of 2006" permetterà metodi di interrogatorio che rasentano la tortura e considererà accettabili come prove durante i processi gli elementi ottenuti durante questi interrogatori.
http://www.rainews24.rai.it/Notizia.asp?NewsID=64762
...... no comment






si ma per fare ciò devi prima trovare un popolo "occupato", e se non vado errato è un po' difficile fare la rivoluzione nella rivoluzione, perché di popoli occupati ne vedo e ne ho visti pochi, quei pochi guardacaso erano infatti occupati da una rivoluzione o occupazione a sfondo marxista (vedi Patto di Varsavia)...




co sto post chiudo che s'è fatto tardi, mi aspettano per il raid.
per i popoli dell'Africa nera ci sono speranza per la tua ideologia, sono ancora incontaminati e molto poveri.
per i paesi a maggioranza islamica, troverai uno scoglio molto duro da superare, la gliene frega una minchia di classi sociali, hanno già il loro credo, ed è molto forte, nessuna ideologia se non quella capitalista ci attacca.
E per citare te stesso, Il peggiore dei sacrilegi è il ristagno del pensiero. aggiornatevi![]()


[QUOTE=FLenzi;4697576]
L'americano le troie le trova direttamente nelle strade,
Signore (si fa per dire) Flenzi, Le lancio una sfida:
Lei viene negli USA e assieme andiamo per le strade, di Sua scelta, a contare quante puttane ci sono in giro.
Poi io verro' in Italia e assieme andremo per le strade di mia scelta a contare quante puttane ci sono in giro.
Se non riesco a trovarne ALMENO DIECI VOLTE accettero' la sconfitta.
-N-

