Paolo Dorigo, un passato in Autonomia e L.C. è stato condannato nel '94 a 13 anni e mezzo con l'accusa di aver compiuto un attentato alla base USA di Aviano, il 2 settembre del '93: una bottiglia incendiaria contro il muro di recinzione. Accusato da due pentiti ma sempre dichiaratosi estraneo alla vicenda, Dorigo viene riconosciuto colpevole.
Nel '98 la Commissione Europea dei diritti dell'uomo e, l'anno successivo, il Comitato dei Ministri del Consiglio della UE, stabiliscono l'illegittimità della condanna: negato il diritto alla difesa.
Ora i riflettori tornano ad accendersi sull'aspetto piu' oscuro della condizione di Dorigo, che dice di essere sottoposto a torture elettroniche, attraverso appunto un microchip inseritogli nel corpo durante un intervento chirurgico in carcere.
"Cio' che appariva assurdo ha ora riscontri scientifici della veridicità", commenta Giovanni Russo Spena.
"Partendo da questa nuova importante indagine -aggiunge il parlamentare che ha incontrato Dorigo e ha presentato anche alcune interrogazioni- chiediamo che gli organi giurisdizionali riprendano in esame la vicenda di Paolo Dorigo... e, in secondo luogo, vogliamo chiedere al Governo se è possibile che in Italia vengano praticate torture scientifiche di questo tipo, come accade in altri paesi, come gli Stati Uniti." (dal libro "La tortura nel Bel Paese", di Romano Nobile, edito da Malatempora).
Paolo Dorigo sta attuando uno sciopero della fame e di protesta perchè nessuno, magistratura in primo luogo, ha prestato attenzione alle denunce da lui formulate e documentate da radiografie e TAC che hanno evidenziato la presenza di corpi estranei nel condotto uditivo e nel cranio, di natura sconosciuta.




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3 anni di prigione per aver lanciato una molotov contro un muro???
