Seyyed Ali' al Khamine'i, la guida della rivoluzione islamica, rompe un lungo silenzio per elogiare la resistenza islamica libanese e frustare la politica imperialista statunitense. Spunti di riflessioni per noi Europei: da che parte vogliamo stare?
di Dagoberto Husayn Bellucci
BEIRUT - Erano parecchi mesi che la Guida della Rivoluzione Islamica, Grande Ayatollah Sayyed Ali' al Khamine'i, non presenziava ad una orazione collettiva a Teheran.
Dopo un lungo silenzio la Guida Suprema della Rivoluzione è tornata a far sentire la sua voce e lo ha fatto guidando la "salat al yuma'a" (la preghiera rituale del Venerdì) presso l'Università di Teheran dinanzi ad una folla immensa di fedeli che attendevano con ansia e passione rivoluzionaria la sua analisi dopo i giorni dell'aggressione sionista al Libano e le pressioni oramai quotidiane delle lobbies mondialiste contro la Repubblica Islamica dell'Iran.
La Guida della Rivoluzione ha parlato molto chiaramente, tenendo due sermoni in lingua araba, e salutando i muhjaeddin della Resistenza Islamica libanese come "valorose e possenti avanguardie dell'Islam" che si oppone "ai complotti e agli intrighi dell'Imperialismo mondiale".
Parole durissime rivolte contro l'"entità criminale sionista, lo stato terrorista di "Israele" che nel silenzio internazionale perpetua le sue efferate violenze ed i suoi crimini contro la popolazione palestinese" e contro la politica egemonica dell'America , il "Grande Satana" nemico dei popoli e della libertà delle nazioni.
Khamine'i ha analizzato in particolare la situazione del Vicino Oriente dove la strategia atlantico-sionista aveva da tempo varato quel piano diabolico e quella cospirazione che prendeva il nome di "Nuovo o Grande Medio Oriente".
Un progetto partorito nel cuore delle lobbies d'affari mondialiste, elaborato dai centri di studi strategici d'oltreoceano e sponsorizzato da tutte le principali istituzioni atlantico-sioniste operative nella regione.
Un monito agli imperialisti e ai loro alleati sionisti a desistere da questi progetti diabolici la Guida della Rivoluzione lo ha lanciato all'indirizzo dei dirigenti di Tel Aviv e Washington "ignari della forza rivoluzionaria dell'Islam" e "incoscienti di fronte alla sollevazione dei musulmani e della Comunità dei Credenti mondiale".
"Questa strategia - ha dichiarato la Guida della Rivoluzione Islamica iraniana - è miseramente fallita ovunque. Americani e sionisti hanno pensato di imporre le loro volontà esportando la democrazia a colpi di mano conditi da violenze, aggressioni e stragi. In Iraq come in Afghanistan stiamo osservando come la popolazione rifiuti di sottomettersi e non accetti la presenza di truppe straniere sul proprio territorio".
L'Ayatollah Khamine'i ha continuato sottolineando che "questo complotto contro l'Islam viene da lontano. E' dall'11 settembre 2001 che il Grande Satana americano lavora contro la libertà e l'indipendenza delle nazioni musulmane. Sono anni che tentano ogni strada per inasprire le violenze interconfessionali, per aprire secolari ferite sfruttando sempre le divisioni da loro create artificialmente e le differenze tra curdi e arabi o tra sunniti e sciiti. In Iraq gli americani hanno completamente fallito come e' evidente dalla loro impossibilità di controllare quel territorio e sedare le rivolte e l'ostilità popolare contro le loro truppe".
"Il piano americano prevedeva anche di inasprire odio etnico e violenza confessionale nell'amato Libano. Hanno tentato con le risoluzioni Onu imponendo ritmi di marcia per destabilizzare il paese dell'amata Resistenza Islamica. Hanno dichiarato che quest'ultima non era legittima. L'hanno chiamata "milizia". Ma , malgrado tutti i loro intrighi, non erano riusciti a realizzare alcuno dei loro piani per disarmarla. Hanno dunque aggredito il Libano utilizzando il loro cavallo di troia nella regione l'entità criminale sionista. Ma anche questo stato terrorista ha fallito contro la volontà dei combattenti Hizb'Allah e la loro fede granitica. Non sono riusciti a piegare la Resistenza né in Palestina né in Libano ed adesso si interrogano sui loro fallimenti".
Secondo la Guida della Rivoluzione l'obiettivo dei sionisti e dei loro protettori statunitensi era quello di distruggere completamente le basi della Resistenza Islamica in Libano e eliminare la presenza di Hizb'Allah dall'esecutivo nazionale.
Entrambi gli obiettivi sono miseramente falliti da un lato per l'eroica volontà di resistenza dei combattenti di Hizb'Allah e dall'altra per il sostegno corale e unanime della stragrande maggioranza della popolazione libanese che, al di là delle differenze confessionali, ha sostenuto la Resistenza rifiutando le logiche destabilizzanti dei potentati d'oltre Atlantico.
Hizb'Allah ha sconfitto "Israele" questa è la sola ed unica verità che fuoriesce anche dalle stesse ammissioni, più o meno indolore, degli ufficiali dello Stato Maggiore sionista.
Il Libano, strettosi attorno alla sua Resistenza, ha rifiutato di consegnarsi nelle mani di questi burattinai del terrore e dell'odio che - in nome di "democrazia" e "libertà americane" - vorrebbero imporre il loro One World all'intera umanità rendendoci tutti burattini sinagogi, pecore belanti e osannanti la "santa" "Israele" ed il suo "democraticissimo" , "tollerante" e "pacifico" "Governo".
Un’autorità criminale, quella sionista, che continua la ghettizzazione e la spoliazione quotidiana delle abitazioni della popolazione palestinese; la divisione confessionale ed etnica, l'innalzamento di barriere che ritiene "preventive" ai fini della cosiddetta "sicurezza nazionale"...
La sicurezza nazionale di un entità criminale che non ha alcuna legittimità se non quella che si è arrogata - aggressione dopo aggressione contro le nazioni arabe - imponendo all'Occidente mondialista e al resto del pianeta la sua lex judaica.
Imponendo i suoi dogmi e le sue verità. Imponendo la demenziale accusa dell'antisemitismo per chiunque mettesse solo in discussione il diritto dei palestinesi di risiedere e vivere nel loro Stato Nazionale: dalla striscia di Gaza all'Alta Galilea.
"Israele" - questa specie di cancro per le nazioni arabe e vicino orientali - ha aggredito e distrutto, incendiato villaggi e raso al suolo chiese e moschee, cacciato civili innocenti, braccandoli come animali aggressione dopo aggressione.
Non si contano le infamie di questo "stato" che si autoproclama "sola democrazia del Medio Oriente"... da Deir Yassin (1948) a Sabra e Chatila (1982) da Cana (1996) fino alle più recenti stragi di civili trucidati nel silenzio complice del mondo durante l'ultima aggressione al Libano.
E i palestinesi ammazzati come cani giorno dopo giorno? E i ragazzini di 10, 11 o 12 anni uccisi all'uscita da una scuola? E le donne costrette ad abortire per i gas chimici lanciati dagli sgherri di "tsahal" contro le loro abitazioni civili o bloccate ai posti di blocco per impedire loro di raggiungere i vicini ospedali? E gli assassinii mirati? E i ministri e deputati palestinesi, legittimamente eletti non più di nove mesi or sono, arrestati come criminali?
Quanta violenza e quanti lutti dovranno sopportare ancora le popolazioni del Vicino Oriente prima che qualcuno riuscira' ad estirpare questa autentica piaga dal corpo oramai infetto del mondo arabo? Crimine dopo crimine, strage dopo strage "Israele" ha preteso di creare il suo Nuovo Ordine Mondiale fondato sull'egemonia culturale e militare dell'Occidente, sul mito dell'Olocausto di sei milioni di ebrei "gasati" durante l'ultimo conflitto mondiale e sulla propaganda hooliwoodiana dell'American way of life come "ultima spiaggia" per l'intera umanità.
Da Oriente ad Occidente oggi sono invece sempre più numerose le voci che si levano contro questa Giudeocrazia dell'Oro e della Menzogna: il Venezuela di Chavez , la Russia di Putin, la stessa Cina stanno dichiarando da tempo e a chiare lettere tutte le loro perplessità e i loro interrogativi rispetto al prospettato disegno egemonico eurasiatico statunitense.
Le mire sioniste e americane nel Vicino Oriente non si sono certamente dissolte come neve al sole ma, dopo la fallita aggressione al Libano, sono certamente maggiori le difficoltà per lorsignori del Sistema Mondialista.
Hizb'Allah ha dimostrato, per concludere citando sempre la Guida della Rivoluzione Islamica, che opporsi al Nuovo Ordine Mondiale e alle sue logiche grondanti sangue e morte è ancora possibile.
Al di là di ogni ragionevole dubbio la Resistenza Islamica rappresenta oggigiorno sempre più quella metafora utilizzata , un anno e mezzo or sono, dallo stesso Ayatollah Sayyed Ali' al Khamine'i quando defini' l'Islam come "una freccia puntata dritta al cuore dell'Imperialismo mondiale" e Hizb'Allah e la Resistenza Libanese come "la punta di questa freccia".
L'Occidente giudaico-mondialista dovrà dunque riflettere e anche parecchio, rivedere probabilmente la sua strategia e la sua linea.
Due le strade da intraprendere nei nuovi rapporti che l'Occidente dovrà seguire rispetto al mondo arabo e islamico: una porta dritto allo scontro delle civiltà auspicato dall'amministrazione fondamentalista dei neocons statunitensi e dai loro alleati sionisti; l'altro - se disponibile la controparte - al dialogo, alla cooperazione e allo scambio tra le civiltà.
E, come 'sempre', la palla passa al campo avversario.
Vedremo se l'Occidente, Bush e gli altri "attori" della 'partita', avranno o meno 'recepito' il messaggio proveniente da Teheran. Altrimenti i rischi di incendio globale aumenteranno e assieme a nuove violenze l'umanità probabilmente assisterà all'emersione di sub-strati informi di violenza e morte come mai se ne videro prima.
L'America ovvero il luogo della morte. Il Grande Satana. Il nemico dell'umanità e della pace.
Sion ovvero il grande fratello criminale. L'entità diabolica che 'sogna' di raggiungere il suo Governo Unico Mondiale.
Entrambe queste entità sono le sole e uniche responsabili dei principali mali dell'umanità. Come dichiarò il presidente venezuelano Hugo Chavez in occasione della sua visita a Teheran due mesi or sono "occorre, per un sacrosanto diritto alla resistenza, fermare questi criminali".
Occorre sostenere ora e sempre la Resistenza Islamica in Iraq, Palestina e Libano.
E' ancora la Guerra contro Giuda e contro l'Oro. E' la Guerra degli Oppressi e dei diseredati contro oppressori e tiranni. Una guerra che le masse islamiche saranno pronte a combattere.
DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI


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