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http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=6512Stati Uniti d'America - 17.10.2006
Io sono la legge
Bush firma il provvedimento sugli interrogatori dei presunti terroristi, permettendo i processi militari
Oggi George W. Bush firmerà, facendola entrare in vigore, la legge da lui fortemente voluta sugli interrogatori dei sospetti terroristi. Potranno così iniziare i processi militari ad alcuni presunti terroristi detenuti a Guantanamo, aggirando la sentenza della Corte Suprema dello scorso giugno, che li definiva incostituzionali. Per i critici, la legge permetterà interrogatori che possono costituire tortura.
Legge voluta dalla Casa Bianca. Il Military Commissions Act è stato approvato a larga maggioranza dal Congresso a fine settembre, dopo la pressione della Casa Bianca. Da una parte, la legge protegge i detenuti da un trattamento “crudele e inumano” durante gli interrogatori, dall’altra però impedisce loro di ricorrere alle corti federali contro la loro detenzione. Verranno così annullati gli effetti del pronunciamento della Corte Suprema, che riconosceva il diritto dei detenuti di Guantanamo di accedere alle corti federali, secondo le leggi esistenti. Solo che ora le leggi sono cambiate. Con la firma presidenziale sul Military Commissions Act, potranno così ricominciare i processi militari e solo quelli.
Processi militari. Il portavoce della Casa Bianca, Tony Snow, ha detto di aspettare che “nel giro di un mese o due si passerà alla fase processuale”. Saranno processi con regole un po’ diverse dalle solite: per esempio, contrariamente a quanto avviene nelle cause civili, le commissioni militari potranno considerare anche le testimonianze rese non in aula, se il giudice ritiene che siano attendibili. Con la nuova legge, l’amministrazione Bush potrà anche continuare gli interrogatori di sospetti terroristi nelle prigioni segrete della Cia, la cui esistenza è stata confermata per la prima volta da Bush il mese scorso.
Rischio di abusi. E’ controversa anche la parte riguardante gli interrogatori. La legge concede al presidente il potere di “interpretare il significato e l’applicazione” degli standard internazionali riguardo al trattamento dei prigionieri, cioè le convenzioni di Ginevra. Secondo la Casa Bianca, l’Act proteggerà i detenuti da stupri e torture. Ma i gruppi per i diritti umani sostengono che la nuova legge darà mano libera, con consenso presidenziale, a tecniche di interrogatorio che costituiscono abusi, come la privazione del sonno, le minacce di annegamento e la custodia dei detenuti recalcitranti in celle gelide.
Ancora:
Per noi cittadini statunitensi, il giorno 17 ottobre 2006 verrà ricordato come un giorno nero nella storia del nostro paese, il giorno in cui il presidente George W. Bush ha firmato il Military Commissions Act of 2006. Questa nuova legge, autorizzata dal Congresso (altro giorno nero ...), conferisce poteri senza precedenti al presidente per imprigionare chiunque egli dovesse ritenere un "combattente nemico illegale" e processarlo attraverso commissioni militari. In conseguenza di questa legge, ci si chiede se il Ministero degli Esteri italiano ha in programma di diramare un avviso per i cittadini italiani che intendono recarsi negli Stati Uniti. Tale avviso dovrebbe spiegare che la nuova legge lascia al presidente decidere, secondo una definizione vaga ed ambigua, chi è un "combattente nemico illegale". Questa definizione comprende non solo chi si è impegnato in atti ostili contro gli Stati Uniti o i suoi co-belligeranti, ma anche chi intenzionalmente e materialmente sostiene tali ostilità. Le prove al riguardo non devono essere rese pubbliche. L'avviso dovrebbe sottolineare che i cittadini non statunitensi definiti come "combattenti nemici illegali" potrebbero essere arrestati, anche senza capi d'accusa, e imprigionati a tempo indeterminato. La nuova legge, infatti, elimina il diritto all'habeas corpus, ossia il diritto di contestare i motivi della propria detenzione davanti a un tribunale civile. Secondo i termini di questa legge, se e quando il detenuto viene processato ciò sarà attraverso una commissione militare istituita dal Ministro della Difesa o da altro ufficiale militare e sarà composta di giudici e avvocati militari. Il detenuto non godrà delle protezioni legali riconosciute come fondamentali nei paesi civili. Può non essere informato delle prove contro di sé e sono ammissibili anche le prove ottenute con metodi ritenuti equivalenti alla tortura. Le "tecniche di interrogatorio" applicabili verranno decise da Bush e non saranno rese pubbliche. Inoltre, la possibilità di ricorrere in appello è stata quasi del tutto eliminata, e gli appelli che si basano sulle Convenzioni di Ginevra veranno respinti. Infine, l'avviso dovrebbe ricordare ai viaggiatori che nel gennaio del 2006 la Kellogg, Brown & Root, filiale del gruppo Halliburton, ha vinto un contratto per 385 milioni di dollari per costruire negli Stati Uniti centri di detenzione, le cui località non sono state rivelate, da utlizzare, come si legge in un comunicato stampa della KBR, per "lo sviluppo rapido di nuovi programmi".




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