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  1. #1
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    Thumbs up [Idee] L'uomo è cacciatore? - Mario Tozzi

    Nel numero di ottobre di "Consumatori", la rivista della COOP, e' stato pubblicato un articolo molto carino di Mario Tozzi intitolato "L'uomo e'
    cacciatore?" in cui si dicono finalmente le cose come stanno: l'uomo non
    e' affatto "naturalmente cacciatore", e' "naturalmente preda", chi va a
    caccia lo fa per il piacere di uccidere e non perche' ama la natura, il
    "sovrapopolamento" di animali, quando c'e', e' colpa dei cacciatori e
    non degli animali, i bracconieri sono quasi sempre anche cacciatori,
    ecc. ecc.


    Qui sotto e' riportato l'intero articolo, interessante da leggere.

    Scriviamo alla redazione per esprimere apprezzamento e per dire la nostra sulla questione caccia!

    Scriviamo a:
    redazione@consumatori.coop.it

    Grazie a tutti per la partecipazione!

    -------------------

    L'uomo è cacciatore?

    di Mario Tozzi

    La riapertura della stagione venatoria in Italia porta molti incidenti e
    aspre polemiche. A ragione, molti non riescono a comprendere quale sia
    oggi il vero motivo che spinge a quello che una volta veniva considerato
    impropriamente uno sport. I cacciatori raccontano di lunghe passeggiate
    all'alba, dell'immersione nella natura, del rapporto con il cane, della
    ricerca degli animali. Tutte cose che potrebbero comunque essere fatte
    senza l'atto finale dell'uccisione della preda: perché, invece, nessuno
    vi rinuncia? Levategli tutto, al cacciatore, ma non il fucile: perché
    non usa una macchina fotografica per rendere solo metaforico il momento
    della cattura?

    La ragione è molto semplice - e solo i cacciatori meno ipocriti riescono
    a sostenerla come "una contraddizione"-, che ammazzare un altro essere
    vivente è il vero scopo dell'attività venatoria: a chi caccia piace
    uccidere, altro che passeggiate nei boschi e conservazione della natura.
    Così una stragrande minoranza di Italiani (meno di 800.000, cioè poco
    più dell'1% della popolazione), organizzati in una potente lobby
    trasversale, riesce a condizionare la volontà di tutti gli altri
    decisamente contrari alla caccia (come dimostrano i dati dei votanti ai
    due referendum). Così in Italia si uccidono circa 100 milioni di animali
    all'anno, spesso. Contrariamente a quanto prescritto dalle leggi europee
    o in deroga perenne anche alla legge italiana (aperture anticipate,
    specie non cacciabili inserite nei carnieri, magari anche nelle aree
    protette). Per non parlare del bracconaggio (quasi sempre un bracconiere
    è un cacciatore) o del ruolo assegnato da alcune regioni ai cacciatori
    come regolatori della pressione demografica di caprioli o cinghiali:
    come se la colpa della loro espansione non fosse, in ultima analisi,
    degli stessi cacciatori che, negli anni, li hanno introdotti e ne hanno
    sterminato i naturali predatori.

    Per giustificare la cameficina spesso si sente dire che l'uomo nasce
    cacciatore e, dunque, che si tratti di attività perfettamente naturale.
    Ma non è così. La caccia é una strategia di sopravvivenza molto recente
    in termini evolutivi, che risale a meno di 300.000 anni fa: prima di
    allora Homo mangiava quello che raccoglieva e solo occasionalmente
    predava animali già morti per succhiame magari il midollo dalle ossa,
    dopo averli contesi a iene e avvoltoi. La caccia degli uomini non è un
    fenomeno naturale in senso stretto, ma è stata ritenuta tale grazie a
    un'errata interpretazione dei reperti fossili degli antenati di Homo
    sapiens.

    Il ritrovamento di ossa di ominidi insieme con quelle di altri animali
    (ungulati, primati e carnivori) aveva fatto concludere che l'uomo
    avesse predato sia gli erbivori che i carnivori, visto anche il
    ritrovamento di ossa fratturate e apparentemente lavorate. A lavorarle
    erano stati, invece, gli istrici, per ricostruire l'equilibrio del
    calcio dei loro corpo come fanno da sempre. Scimmie, e ominidi giocavano
    in realtà, costantemente, il ruolo della preda rispetto ai grandi
    felini: altro che uomo cacciatore, prede eravamo! Nessuna specie caccia
    come fa oggi Homo sapiens, almeno in occidente - solo per il gusto di
    uccidere -, ponendosi oggettivamente al di fuori della storia naturale e
    fornendo un triste spettacolo anche dal punto di vista culturale.

    [Consumatori, ottobre 2006, p.19]

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    A ragione, molti non riescono a comprendere quale sia
    oggi il vero motivo che spinge a quello che una volta veniva considerato
    impropriamente uno sport. I cacciatori raccontano di lunghe passeggiate
    all'alba, dell'immersione nella natura, del rapporto con il cane, della
    ricerca degli animali. Tutte cose che potrebbero comunque essere fatte
    senza l'atto finale dell'uccisione della preda: perché, invece, nessuno
    vi rinuncia? Levategli tutto, al cacciatore, ma non il fucile: perché
    non usa una macchina fotografica per rendere solo metaforico il momento
    della cattura?
    Perchè fotografare una "preda" non è come mangiarla.
    Non sono cacciatore ma se lo fossi, la mia soddisfazione sarebbe quella di procacciarmi con le mie forze, con l'astuzia, la tenacia, cibo genuino da mettere sulla mia tavola così come fa il pescatore, il raccoglitore di funghi e quello che va a "fare gli asparagi" o la cicoria.
    In un certo senso, fatta in un certo modo, anche la caccia potrebbe essere una forma di salutismo.
    Ovviamente non sto parlando del cacciatore-rambo superarmato e superattrezzato che uccide solo per il gusto sadico di abbattere la preda, che fa strage di animali che poi nemmeno mangia; io parlo di gente tipo mio padre il quale si alza la domenica alle quattro e va per campi con un vecchio fucile e poi torna (quando ha culo) con qualche tordo o qualche stornaccio da fare con la polenta e qualche mela o pera rubacchiata quà e là x le campagne.
    Io al solo pensiere di uccidere un uccellino inorridisco ma credo che sia molto meno barbaro x questo morire xa cusa di una fucilata, che può andare a segno o non andare a segno, che finire come le galline allevate in batteria x le quali, dopo una vita contronatura, il destino di morte è già segnato (con l'aggravante che mentre la selvaggina cacciata diventa trofeo e il cibarsene x chi l'ha cacciata è una sorta di sacro cerimoniale in cui il corpo dell'animale ucciso acquisisce una tragica sacralità, per le bestie allevate e macellate non c'è nessuna forma di rispetto e il loro corpo è destinato fin dalla nascita a diventare squallida e macabra merce di consumo).
    Credo quindi che la caccia, almeno nella sua forma originaria e nella sua versione pauperista, abbia una certa dignità.
    Io piuttosto che la caccia, che regolamenterei però pesantemente con severi limiti e restrizioni, sarei favorevole ad abolire l'allevamento intensivo di animali a scopo alimentare e obbligherei chi volesse nutrirsi di carne a procacciarsela: l'uomo dovrebbe faticare e molti si accorgerebbero che uccidere un animale non è un piacere, che l'animale soffre...io credo che così facendo ci sarebbero molti più vegetariani.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da abu ital Visualizza Messaggio
    Perchè fotografare una "preda" non è come mangiarla.
    Io non fotografo le "prede", al massimo, fotografo i "fratelli animali"...

    Non sono cacciatore ma se lo fossi, la mia soddisfazione sarebbe quella di procacciarmi con le mie forze, con l'astuzia, la tenacia, cibo genuino da mettere sulla mia tavola così come fa il pescatore, il raccoglitore di funghi e quello che va a "fare gli asparagi" o la cicoria.
    C'è una differenza abissale tra raccogliere ed uccidere...
    A parte questo, sarebbe bello vederti procacciare "cibo" (= carne da cadaveri) con le tue "forze, con l'astuzia, la tenacia", come hai scritto tu... Nessuna di queste capacità ti basterebbe...
    Sul discorso del "genuino", dipende da quale accezione gli dai...per me non è genuino affatto.

    In un certo senso, fatta in un certo modo, anche la caccia potrebbe essere una forma di salutismo.


    Ovviamente non sto parlando del cacciatore-rambo superarmato e superattrezzato che uccide solo per il gusto sadico di abbattere la preda, che fa strage di animali che poi nemmeno mangia;
    ...quasi tutti i cacciatori contemporanei...

    io parlo di gente tipo mio padre il quale si alza la domenica alle quattro e va per campi con un vecchio fucile e poi torna (quando ha culo) con qualche tordo o qualche stornaccio da fare con la polenta e qualche mela o pera rubacchiata quà e là x le campagne.
    ...ti vorrei postare tutte i dati relativi alla caccia in Italia, per farti vedere la pericolosità dei "vecchietti armati" (con tutto rispetto per tuo padre) che si aggirano per i boschi... Ma te lo risparmio, perché sono facilmente accessibili ovunque...

    Io al solo pensiere di uccidere un uccellino inorridisco ma credo che sia molto meno barbaro x questo morire xa cusa di una fucilata, che può andare a segno o non andare a segno, che finire come le galline allevate in batteria x le quali, dopo una vita contronatura, il destino di morte è già segnato (con l'aggravante che mentre la selvaggina cacciata diventa trofeo e il cibarsene x chi l'ha cacciata è una sorta di sacro cerimoniale in cui il corpo dell'animale ucciso acquisisce una tragica sacralità, per le bestie allevate e macellate non c'è nessuna forma di rispetto e il loro corpo è destinato fin dalla nascita a diventare squallida e macabra merce di consumo).
    ...questo è un altro discorso, che posso pure condividere, nel limite della mia scelta vegan.

    Credo quindi che la caccia, almeno nella sua forma originaria e nella sua versione pauperista, abbia una certa dignità.
    Può darsi, ma solo nella sua storicità. Oggi, per me, non ha dignità alcuna, né utilità di alcun genere, né caratteristiche pauperistiche.

    Io piuttosto che la caccia, che regolamenterei però pesantemente con severi limiti e restrizioni, sarei favorevole ad abolire l'allevamento intensivo di animali a scopo alimentare e obbligherei chi volesse nutrirsi di carne a procacciarsela: l'uomo dovrebbe faticare e molti si accorgerebbero che uccidere un animale non è un piacere, che l'animale soffre...io credo che così facendo ci sarebbero molti più vegetariani.
    Di sicuro! Mica per scelta, ma per l'incapacità degli uomini di uccidere... Non tutti hanno il cuore adatto a vedere animali che muoiono ogni giorno, per soddisfare il "nostro" (...ehm...vostro) palato...

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    C'è una differenza abissale tra raccogliere ed uccidere...
    A parte questo, sarebbe bello vederti procacciare "cibo" (= carne da cadaveri) con le tue "forze, con l'astuzia, la tenacia", come hai scritto tu... Nessuna di queste capacità ti basterebbe...
    Beh, non so se hai fatto il militare, ma io ti dico che per centrare un bersaglio con un fucile ci vuole una certa abilità.
    Per centrarne uno, piccolo e in movimento, ce ne vuole ancora di più e, oltretutto, devi tener conto anche delle distanze perchè se spari da una distanza troppo ravvicinata del bersaglio non resta nulla, mentre se spari da una distanza eccessiva quello scappa, dunque bisogna essere freddi, calcolatori, precisi, inoltre il rinculo dell'arma ti sposta, occorre saperla maneggiare e avere braccia salde.
    Poi, lo so pure io che senza fucile "forza, astuzia, etc." non basterebbero; io credo che nella caccia ci voglia una sorta di etica...l'uomo dovrebbe essere leale...ti ricordi il film "il Cacciatore" con De Niro? Un colpo solo. Se sbagli, non c'è un altra possibilità: il cervo ha vinto e lo devi lasciare andare.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da abu ital Visualizza Messaggio
    Beh, non so se hai fatto il militare, ma io ti dico che per centrare un bersaglio con un fucile ci vuole una certa abilità.
    No. Capisco.

    Per centrarne uno, piccolo e in movimento, ce ne vuole ancora di più e, oltretutto, devi tener conto anche delle distanze perchè se spari da una distanza troppo ravvicinata del bersaglio non resta nulla, mentre se spari da una distanza eccessiva quello scappa, dunque bisogna essere freddi, calcolatori, precisi, inoltre il rinculo dell'arma ti sposta, occorre saperla maneggiare e avere braccia salde.
    Praticamente avvalori le mie tesi....grazie...

    Poi, lo so pure io che senza fucile "forza, astuzia, etc." non basterebbero; io credo che nella caccia ci voglia una sorta di etica...
    Dov'è etica non c'è caccia e viceversa...

    l'uomo dovrebbe essere leale...ti ricordi il film "il Cacciatore" con De Niro? Un colpo solo. Se sbagli, non c'è un altra possibilità: il cervo ha vinto e lo devi lasciare andare.
    Ah ah ah Dai su, ho capito quello che vuoi dire, ma non chiedermi di condividerlo...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Sul discorso del "genuino", dipende da quale accezione gli dai...per me non è genuino affatto.
    Sarai d'accordo con me che, dal punto di vista di un animale onnivoro quale io sono, una lepre cresciuta all'aria aperta nutrendosi di erbe selvatiche e radici è senz'altro più "genuina" di un coniglio di sei mesi cesciuto in una gabbia di mezzo metro x mezzo metro obeso perchè alimentato a farine animali e steroidi.
    Comunque io mangio solo bestie che reputo genuine: mangio carne raramente ma se, ad esempio voglio un pollo, mangio polli allevati in maniera abbastanza umana e rispettosa della dignità animale da mia suocera che li fa razzolare nel suo cortile dove ruspano la terra e mangiano grano, pane raffermo e avanzi di cucina e piccoli animaletti (insetti, lucertoli, topi): se non è roba genuina questa...certo, per te rimarrà sempre "carne di cadavere": è la tua idea e io la rispetto.
    Comunque, se quei polli dovessi ammazzarli io, credo che smetterei di mangiare pollo.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da abu ital Visualizza Messaggio
    Sarai d'accordo con me che, dal punto di vista di un animale onnivoro quale io sono, una lepre cresciuta all'aria aperta nutrendosi di erbe selvatiche e radici è senz'altro più "genuina" di un coniglio di sei mesi cesciuto in una gabbia di mezzo metro x mezzo metro obeso perchè alimentato a farine animali e steroidi.
    ...diciamo che è un discorso limite, perché, per me, la genuinità di un cibo è legato ad altre cose di cui tu non tieni conto. Posso venirti incontro...

    Comunque io mangio solo bestie che reputo genuine: mangio carne raramente ma se, ad esempio voglio un pollo, mangio polli allevati in maniera abbastanza umana e rispettosa della dignità animale da mia suocera che li fa razzolare nel suo cortile dove ruspano la terra e mangiano grano, pane raffermo e avanzi di cucina e piccoli animaletti (insetti, lucertoli, topi): se non è roba genuina questa...certo, per te rimarrà sempre "carne di cadavere": è la tua idea e io la rispetto.
    D'accordo rispettarci, ma non noti la contraddizione non dialettica, ma strutturale, nel sostenere quello che ho evidenziato in neretto? Come si fa a restituire la dignità all'animale se lo allevo in maniera umana?

    Comunque, se quei polli dovessi ammazzarli io, credo che smetterei di mangiare pollo.
    .... Daje, schierate!!!

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    D'accordo rispettarci, ma non noti la contraddizione non dialettica, ma strutturale, nel sostenere quello che ho evidenziato in neretto? Come si fa a restituire la dignità all'animale se lo allevo in maniera umana?
    In maniera umana significa in spazi adeguati, in un ambiente quanto più possibile naturale, alla luce del sole, senza pomparli, drogarli, privarli del sonno, riempirli di antibiotici, fargli mangiare schifezze...poi lo so che il bel pollaio di mia suocera resta un lager e che la fine che fa quel pollo è quella del condannato a morte ma, almeno, l'anno di vita che ha vissuto il pennuto (perchè mia suocera li ammazza a un anno e non a tre mesi come quelli che vendono dal macellaio) è stata una vita da pollastro ruspante di campagna e non da animale-zombi: gli allevamenti inensivi sono davvero dei posti allucinanti, da incubo, davvero!
    Aho, sto x mandarti qualcosina su info@comunitarismo...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da abu ital Visualizza Messaggio
    In maniera umana significa in spazi adeguati, in un ambiente quanto più possibile naturale, alla luce del sole, senza pomparli, drogarli, privarli del sonno, riempirli di antibiotici, fargli mangiare schifezze...poi lo so che il bel pollaio di mia suocera resta un lager e che la fine che fa quel pollo è quella del condannato a morte ma, almeno, l'anno di vita che ha vissuto il pennuto (perchè mia suocera li ammazza a un anno e non a tre mesi come quelli che vendono dal macellaio) è stata una vita da pollastro ruspante di campagna e non da animale-zombi: gli allevamenti inensivi sono davvero dei posti allucinanti, da incubo, davvero!
    Aho, sto x mandarti qualcosina su info@comunitarismo...
    Benissimo.

 

 

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