Brutte notizie per "Israele" dopo l'insuccesso militare in Libano. Il Paese
dei cedri va dotandosi di una copertura difensiva in grado di evitare altre
sorprese, cominciate con l'assassinio di Rafiq Hariri. La Francia ha una
politica estera. I balletti del "professore" per non dispiacere ai suoi
amici.
Esattamente sei mesi prima dell' attacco dell'aviazione della Israeli
Defence Force e di Tsahal al Libano, in relazione ad Afghanistan e Irak
annotavo: ". l'economia di guerra sta diventando un fattore decisivo: i
sistemi d'arma a basso costo contro forze armate strutturate per una guerra
convenzionale ferma alla caduta del Muro di Berlino stanno imponendo sul
campo un crescente peso tattico e strategico. Usa e Alleati si stanno
dimostrando del tutto incapaci di dare corso a una ristrutturazione
credibile ed accelerata del loro apparato militare che sia capace di
affrontare sul campo la nuova, devastante flessibilità operativa sviluppata
dai movimenti di liberazione nazionale in Medio Oriente e in Centro Asia.
Si va affermando un modello di risposta a "bassa intensità", agente su più
fronti, capace di contrastare con geometrica efficacia l'arroganza e
l'aggressività
degli Usa e dei suoi gemelli siamesi GB e "Israele". Una guerra asimmetrica
che cresce in tutte le aree di crisi, come un corpo dotato di testa, che fa
tesoro delle esperienze di lotta contro l'imperialismo a livello planetario,
che perfeziona costantemente le sue tecniche e l'uso dei suoi materiali
verticalizzando efficienza militare e capacità di risposta. Una guerriglia
che riesce a minimizzare le perdite sul terreno anche in presenza di un
rapporto enormemente sbilanciato di forze e mezzi a disposizione del nemico.
La Russia e la Cina stanno facendo saltare con i loro sistemi d'arma a costo
1/1000 tutti i preesistenti equilibri di potenza costruiti dal 1945 sul
duopolio USA-URSS, oltre che nel settore militare anche in quello economico
ed energetico.".
Il successo sul terreno e sul mare del Libano raccolto da Hezbollah ha
confermato queste anticipazioni.
A Gaza le Brigate Ezzeddin Al-Qassam, il braccio militare di Hamas, insieme
alle Brigate di Al-Aqsa , hanno fatto sapere di essere pronte, in caso di
ulteriori sanguinosi attacchi di "Israele" a rispondere all'aggressore con
i metodi e la tecnica di guerriglia adottate dalla Milizia del "Partito di
Dio" nella fascia sud del Libano. La Striscia di Gaza potrebbe riservare per
il tempo che verrà a "Israele" delle brutte sorprese.
Detto questo torniamo a Prodi e alla sua sconcertante intervista a "Al
Arabiya".
Il Presidente del Consiglio si è reso conto di essersi cacciato con Beirut
in un ginepraio perché sa perfettamente che non potrà mantenere le promesse
fatte ad Olmert e alla Livni.
La sua ripetuta richiesta di allocare un contingente, senza divisa e
disarmato, sui confini del Libano e della Siria, per un applicazione
estensiva, a vantaggio di "Israele", della risoluzione 1701 ha ottenuto solo
il risultato di irrigidire le posizioni di Al-Asad e di Fu'ad Siniora
compromettendo l'equidistanza dell'Italia tra le parti in un conflitto
regionale in cui è coinvolta come garante sotto bandiera delle Nazioni
Unite. Elemento che potrebbe pregiudicare, e gravemente, la sicurezza del
contingente nazionale in una situazione, prevedibilissima, di attentati ad
opera di "Al-Qa'ida" e/o di possibili nuovi "incidenti" tra Libano e
"Israele".
Dopo il fallito tentativo degli Usa e di Kofi Annan di addossare la
responsabilità dell'omicidio Hariri alla Siria, per coinvolgere la Francia
contro l'attuale governo libanese, Chirac sta mandando letteralmente a
rotoli i piani del "professor Nomisma" e quelli del Partito Amerikano.
Nonostante che l'Onu da New York cambi in corsa le regole di ingaggio della
1701 introducendo il "fuoco letale" preventivo contro eventuali trasporti di
armi di Hezbollah, Fu'ad Siniora si sta dimostrando un osso da rodere
particolarmente duro.
Dekba, l'agenzia internet del Mossad, il 17 Ottobre è uscita con una notizia
falsa a metà. Eccola:
"L'Italia sta per vendere al Libano sofisticati missili antiaerei e antinave
Aster 15". In realtà non è Prodi che vuole fornire "missili antiaerei e
antinave" all'esercito libanese, che non ha, ma Chirac che ne ha avviato
ricerca e sviluppo e ne ha effettuato l'imbarco operativo sulla portaerei
"De Gaulle " e sul primo cacciatorpediniere " stealth " da 5.000 tonnellate
della classe Fremm.
L'accostamento del "premier" italiano alla trattativa è stato possibile solo
perché gli Aster 15 e 30 sono prodotti dal consorzio MBDA Francia, da MBDA
Italia e Gruppo Thales con Finmeccanica e Alenia a far la parte dei
contractors che contano poco e niente.
Mettere in postazione delle batterie di Aster 15 e forse Aster 30 darebbe a
Fu'ad Siniora e al suo Governo la possibilità di distruggere in volo gran
parte dell'aviazione di "Israele". Non ci sarebbero più bombardamenti sulla
Terra dei Cedri se non ad un prezzo incredibilmente alto.
L'Aster 15 è un missile antiaereo a 2 stadi, a combustibile solido, quindi
lanciabile in tempi estremamente contenuti, sofisticatissimo, che resiste a
tutte le contromisure di guerra elettronica e arriva a bersaglio con estrema
precisione.
Ha una massa di lancio di 310 kg, una lunghezza molto contenuta, 4 metri, e
un diametro di 180 mm, è autocarrato, sviluppa velocità di mach 3.5 , ha un
raggio d'azione da 1.7 a 30 km e può colpire e abbattere un F 15 o un F 16
di "Israele" fino ad un altezza di 14 km.
Da distanze simili e a quote superiori come quelle indicate, per un pilota
di jet tentare di colpire un obbiettivo militare diventa pressoché
impossibile. Più da vicino e sotto quella quota sarebbe del tutto scontato
l'abbattimento del velivolo.
Una volta lanciato, l'Aster 15 ha una probabilità di distruggere un aereo
incursore tra 0.85 e 0.94. Su 10 (dieci) Aster 15 lanciati andrebbero persi
quindi, di uno 0.1 in meno, 9 (nove) F 16 o F 15. Rate di perdite
insostenibili per qualunque aviazione militare.
Il che per "Israele" vorrebbe dire un enorme disastro economico e militare e
un'ulteriore perdita di credibilità e di deterrenza nel Medio Oriente. Sul
Libano non ci sarebbero più scorrerie senza dover pagare un dazio
salatissimo.
Quanti Aster 15, dotati di apparecchiature radar di scoperta, bastano per
fare del Sud Libano un muro di cemento pressoché invalicabile?
Gli esperti affermano non più di 200-250, con un costo economico
complessivo per il Paese dei Cedri che si aggirerebbe, compresi i
lanciatori, i radar, le scorte, i ricambi e l'addestramento del personale,
intorno ai 120-150 milioni di dollari.
Un nulla rispetto ai 4.2- 4.5 miliardi di dollari di danni procurati al
Libano dall'aviazione dell'I.D.F nel Luglio-Agosto di quest'anno con la
distruzione di 5700 abitazioni, 517 ponti, raccordi stradali e vie di
comunicazione, 362 tra impianti industriali e infrastrutture, compreso
l'aereoporto
di Beirut, e i gravissimi danni ambientali per messa fuori uso di 22
depositi di carburante per centrali elettriche e rifornimento benzina,
lasciando da parte i 1.437 morti, i 7.300 feriti e gli oltre 850.000
sfollati tra la popolazione. Per stare ai dati all'ultima aggressione in
ordine di tempo.
Con gli Aster 15 in postazione nel sud del Libano a Tiro, Sidone, Beirut e
dintorni, "Israele" ci penserebbe più volte, per non farne poi di niente, a
rimettere il naso da quelle parti.
L'Aster 30 fa molto peggio del suo fratello minore Aster 15.
Vola a 4.5 mach e ha un raggio d'azione di 120 km ad una capacità operativa
in altezza di 22 km, 5 in più di quella che è la tangenza massima a cui
possono operare i "caccia" e cacciabombardieri di "Israele" migliorando
anche capacità bellica della testata e numero di ingaggio degli obbiettivi.
In Siria li aspetterebbe qualcosa di molto, molto più devastante. L'attacco
all'Iran è una opzione ventilata come possibile solo dalle menzogne
degli analisti della Nato e del Pentagono.
Se Chirac decidesse di vendere questo sistema d'arma al Libano, Siniora
potrebbe dormire da quel momento in poi tra due guanciali. Nessuno, temendo
sempre gli occhi ben aperti, lo verrebbe più a bombardare a casa sua.
Visti i precedenti storici e le cicliche aggressioni di Israele al Libano,
crediamo che il Governo di Fu'ad Siniora cercherà con la Francia, o anche
con la Russia e la Cina, di dotarsi, in ogni caso, di uno schermo difensivo
e di protezione antiaerea che fino ad oggi non ha avuto e che è costato
particolarmente caro al suo Paese.
E' molto, molto probabile che Parigi firmerà l'accordo per la fornitura di
questo sistema d'arma al Libano prima delle elezioni presidenziali di
primavera a Parigi.
Sarà, con ogni probabilità, l'ultima bruciante pedata sui denti che Parigi
intenderà rifilare ad "Israele".
Tra il Presidente della Francia e la classe dirigente di Tel Aviv,
precedente ed attuale, c'è da tempo della ruggine, e per quanto i media non
ne parlino, gli screzi in Libano tra il Generale Pellegrini, l'Israeli
Defence Force e Tsahal sono stati almeno cinque, di cui uno particolarmente
grave.
"Incidenti" che hanno messo in allarme Unifil 2 per le violazioni dello
spazio aereo del Libano da parte di F 16 e UAV di "Israele", e problemi di
confine non ancora del tutto risolti come la restituzione delle Fattorie di
Sheba.
La partita che si sta aprendo è grossa, e l'Italietta di Prodi, per bene
che vada, con i suoi "soldati con le penne" potrà fare, al massimo, la parte
di una ballerina di fila in Medio Oriente e nel Mediterraneo.
Non resterà al premier dell'Ulivo e del Partito Democratico che girare
l'Europa
come un "piccione viaggiatore" per facilitare fusioni come "Autostrade", ex
IRI, con Abertis a Madrid di questi giorni, e svendite a venire come
Alitalia. Lì ha una incontestata esperienza e professionalità, ha naso,
amici e un gran "carattere".
Le dichiarazioni di sentirsi spiato e osteggiato dai "media" fanno parte del
copione: la solita cortina di fumo per non dare troppo nell'occhio quando si
sa perfettamente di dover concludere qualche brutto affare sulla pelle degli
italiani e del Paese.
Vi sembra davvero che Prodi, come ha comunicato, con demenziale enfasi, ad
Al Arabiya, abbia la stoffa e il coraggio di minacciare e poi fare davvero
la "guerra" ad Hezbollah? Via, non scherziamo.
Possono sperarci solo Fassino, Rutelli e Capezzone, oltre a Fini, e del
putridume alla Calderoli, alla Guzzanti. Non riuscirebbe nemmeno a pensarlo
seriamente anche se glielo chiedessero gli amici col "taglio sul pisello",
le banche e i "poteri forti" che a pedate l'hanno messo, per l'ultima
volta, sul seggiolone di Palazzo Chigi. Preferirebbe sganciarsi dal Libano
con qualche scusa e fare pari e patta.
Questo signore vuole solo correre in bicicletta con il plotoncino
dell'Arci,
far finta di contare e durare, senza intoppi, fino alla chiusura della XV
legislatura per potersi poi godere, alla grande, il gruzzolone milionario
(euro) che si è messo da parte (in che maniera è ancora tutto da spulciare)
in qualche lustro di "politica & affari".
Brutta, pessima figura, questo Presidente del Consiglio, e con amicizie
pericolose, pericolosissime, quasi quanto quelle vantate dal Cavalier di
Arcore.
Giancarlo Chetoni
sabato, 21 ottobre 2006


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