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    Angry Anche l'Italia nella maxi denuncia contro il P2P

    Anche l'Italia nella maxi denuncia contro il P2P


    17 Ottobre 2006 ore 155 | Giacomo Dotta

    Ci sono anche utenti italiani tra gli 8000 denunciati dall'IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) a livello internazionale. La nuova ondata porta avanti numeri molto pesanti per dare un ennesimo simbolico scrollone alla battaglia contro il peer-to-peer: 8000 utenti nel mirino e 17 nazioni coinvolte, alcune delle quali per la prima volta sfiorate dal problema (Polonia, Messico e Brasile).

    Tra i paesi coinvolti, oltre all'Italia, si annoverano Francia, Danimarca, Germania, Irlanda, Portogallo, Austria e Svizzera. Le reti P2P colpite, invece, sarebbero BitTorrent, eDonkey, DirectConnect, Gnutella, Limewire, SoulSeek e WinMX.

    L'IFPI sottolinea il valore di iniziative di questo tipo e sottolinea nel proprio comunicato ufficiale i risultati raggiunti nel combattere la pirateria musicale trasformando i downloader irregolari in acquirenti. Il tutto si concretizza nel giorno in cui anche le note vicende della RIAA tornano a riemergere per un caso del tutto particolare: alcune delle denunce portate avanti dall'associazione delle major sarebbero terminate senza un vero processo legale in quanto sarebbero venute meno le prove a carico degli accusati. The Register cita il caso di Paul Wilke, utente scampato al processo dopo aver negato ogni addebito circa le accuse (prive di prove probanti) provenienti dalla RIAA.

    Fonte :

    http://webnews.html.it/news/leggi/48...contro-il-p2p/

  2. #2
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  3. #3
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    Max, mai che linki qualcosa in una lingua civile, eh?

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da pomponio leto Visualizza Messaggio
    Max, mai che linki qualcosa in una lingua civile, eh?
    Traduzione veloce :

    Altra gente incu.. ehm sodomizzata a causa del peer to peer(scambio file in violazione dei diritti d'autore).

  5. #5
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    P2P, nuove denunce a raffica. Anche in Italia


    IFPI e FIMI sul piede di guerra: scattano denunce in 17 paesi per utenti delle più diverse piattaforme. In Italia nel mirino utenti Direct Connect e gestori di server. La nuova operazione dell'industria colpisce 8mila appassionati



    Roma - Una nuova operazione fondata sulle denunce di massa contro gli appassionati di musica di ogni genere è stata annunciata ieri da IFPI, la federazione internazionale dell'industria musicale: sono 8 mila le denunce scattate nelle scorse ore, 26 delle quali in Italia.

    Stando a quanto dichiarato dalle major, ad essere presi di mira sono in particolare gestori di server sfruttati per agevolare lo scambio di file e i cosiddetti grandi uploaders, coloro cioè che attraverso le piattaforme peer-to-peer pongono in condivisione grandi quantità di brani musicali, mettendoli a disposizione degli altri utenti.

    La campagna internazionale coinvolge 17 paesi e per la prima volta sono stati presi di mira anche utenti polacchi, brasiliani e messicani.

    Nel nostro paese, specifica una nota, 19 dei 26 denunciati sono utenti Direct Connect e gli altri sono invece tutti considerati gestori di server open nap. Questi ultimi, come noto, sono server basati sul vecchio protocollo del fu-Napster e sono sfruttati da decine di diversi applicativi di sharing.

    La violazione della legge sul diritto d'autore, che nel nostro paese fino a questo momento è stata contestata a 170 utenti P2P, può portare ad una denuncia penale e alla richiesta di risarcimenti "per migliaia di euro", come sottolinea la nota.

    "Molti di coloro che vengono denunciati - afferma IFPI - sono genitori i cui figli hanno utilizzato illegalmente i sistemi di file sharing. Stanno scoprendo che in molti paesi sono legalmente responsabili di qualsiasi attività che terze parti intraprendano usando la loro connessione ad Internet".

    La nota non manca di ricordare che delle 13mila denunce presentate dall'industria al di fuori degli Stati Uniti per attività illegali sul P2P, 2.300 si sono già risolte con accordi extragiudiziali che hanno portato mediamente a "rimborsi" per le major di 2.420 euro per ciascun caso. IFPI si perizia anche di suggerire specifiche situazioni, come quella di una madre che in Argentina "ha costretto il figlio a vendere la sua automobile per ripagarla dell'assegno che ha dovuto versare".

    Un aneddoto-avvertimento che, a detta di IFPI, ora rischia di colpire tutti coloro che in queste ore sono oggetto di denunce civili e penali, utenti, specificano gli industriali della musica, di tutte le più note piattaforme di sharing, comprese BitTorrent, eDonkey, Direct Connect, Gnutella, SoulSeek, Limewire e WinMX.

    Il Brasile è finito nel mirino dell'industria dopo che le rilevazioni IFPI avevano segnalato lo scambio sui network del paese di almeno un miliardo di file a contenuto musicale, il tutto a fronte del crollo del 50 per cento del mercato tradizionale dei CD negli ultimi cinque anni. Secondo IFPI, nel Mondo l'anno scorso sarebbero state scambiate illegalmente 20 miliardi di canzoni. L'industria non ha dubbi nell'attribuire al download e alla condivisione di file questi dati commerciali. E sono proprio queste le considerazioni che hanno spinto IFPI ad intervenire anche in paesi fin qui "isole felici" dello sharing, come il Messico o la Polonia.

    "L'azione penale non piace a nessuno - ha commentato Enzo Mazza, presidente di FIMI, ossia la Federazione dell'Industria Musicale Italiana - però oggi, di fronte ad un'offerta legittima sempre piùampia, è necessario colpire con efficacia coloro che offrono musica abusivamente o che ne favoriscono la diffusione con grave danno delle imprese che investono milioni di euro nella musica digitale".

    "I consumatori oggi - ha invece dichiarato John Kennedy, CEO di IFPI - possono ottenere musica legalmente in modi che erano inimmaginabili solo pochi anni fa, con più di 3 milioni di tracce disponibili su 400 siti nel mondo e per le più diverse piattaforme. Ciò nonostante, alcuni continuano a consumare musica illegalmente, rifiutandosi di rispettare il lavoro creativo degli artisti, degli autori e dei produttori di musica". "Alcuni" che, come noto, non fanno che crescere: nel 2006 è stato superato il record assoluto di utenti P2P connessi simultaneamente nel mondo.

    "Come risultato di questa situazione - ha continuato Kennedy - siamo costretti nostro malgrado a mandare avanti le azioni legali, ed oggi vediamo un'escalation di quella campagna pensata per dimostrare che chi condivide file di musica protetta da diritti d'autore corre davvero rischi legali, tolti quelli alla privacy e i rischi di contrarre spyware e virus (dai file scaricati dalla rete, ndr.)".

    Secondo Kennedy "molti nel mondo hanno già pagato un prezzo pesante per il file sharing illegale. Tutti loro pensavano che fosse improbabile essere presi, ma insegnanti, postini, manager IT, scienziati e persone di molte altre professioni, così come genitori, hanno finito per dover affondare le mani nelle proprie tasche. I denari che hanno dovuto pagare come risultato dell'azione legale poteva essere speso in altro modo".

    "In ciascuno dei 17 paesi coinvolti nelle azioni di oggi - ha concluso Kennedy - i consumatori hanno a disposizione servizi musicali legali. Non ci sono scuse: la gente deve capire che può essere presa indipendentemente dal tipo di network che utilizza. La prossima volta che una serie di denunce viene annunciata sarai tu che potresti riceverne una, se sei un utente di file sharing illegale".

    Nell'annunciare le denunce di massa, l'industria ieri ha anche ricordato gli sforzi fin qui condotti per cercare di sensibilizzare gli utenti di mezzo mondo al problema dell'uso illegale dei sistemi di condivisione. E viene citata in una nota una ricerca dell'Università Lingnan di Hong Kong secondo cui queste campagne hanno avuto "un impatto positivo tra i ragazzini e le loro famiglie. L'anno scorso più del 30% dei genitori, grazie alle campagne informative, ha potuto educare i propri figli a scaricare musica in forma legale e il 67% degli intervistati è convinto che le azioni legali siano un buono strumento per combattere e ridurre l'illecito nel download di musica da internet".

    Fonte :

    http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1704576&p=2&r=PI

  6. #6
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    Un piccolo aggancio sui segnali inviati recentemente da alcuni Parlamentari(nel governocon Urbani) :

    Maroni e P2P: io scarico illegalmente

    Le parole dell'ex ministro del Welfare e quelle del deputato di Rifondazione Caruso scatenano un putiferio. Entrambi ritengono che sia ora di rivedere l'atteggiamento del Legislatore verso il P2P. Gli editori: dichiarazioni fuori dal mondo


    Roma - Bastava leggere ieri l'articolo pubblicato da Corriere.it, che anticipa l'ultimo numero di Vanity Fair, per prevedere quale putiferio si sarebbe scatenato. L'ex ministro del Welfare ed esponente della Lega Nord, Roberto Maroni, ha infatti candidamente confessato che: "Scarico illegalmente musica da Internet. Mi autodenuncio, così il caso finisce finalmente in Parlamento".

    Maroni, che pure ha fatto parte di quella maggioranza che ha proposto e approvato la famigerata Legge Urbani nella scorsa legislatura, non si è fermato qui, dichiarando al celebre magazine: "Scarico da Internet perché la musica deve essere libera ed accessibile a tutti. Occorre da una parte salvaguardare il diritto dell'autore e dall'altra cancellare le barriere che impediscono di diffonderla". "Bisogna - continua Maroni - trovare un modo per togliere dall'illegalità questo sistema. Non è un problema legislativo ma una questione sociale. È uno scambio da privato a privato, non c'è sfruttamento commerciale, io sento l'iPod..".

    Ma Maroni non è l'unico esponente politico che in queste ore sembra interessato ad intercettare la montante consapevolezza sulla necessità di un cambiamento. Anche Francesco Caruso, deputato di Rifondazione Comunista, che scarica da sempre pur non avendo, forse, le idee chiare sulla storia di Internet, ha dichiarato: "Sono dieci anni che lo faccio, quando la rete non c'era ancora. C'ho di tutto: CD, documentari, film... soprattutto le ultime uscite... è più comodo. I pescecani delle multinazionali hanno fatto della musica una merce, ma si mettano l'animo in pace: il copyright se lo possono dimenticare. È impossibile impedire il file sharing. Io scarico dai new melodici napoletani alla musica punk".

    Maroni come soluzione propone che le "grandi case discografiche facciano una iniziativa, coinvolgendo la comunità web, magari anche qualche hacker, per trovare una soluzione, in modo da passare dalla repressione, che non serve, alla collaborazione".

    Illusioni? Secondo il socialista Bobo Craxi, oggi sottosegretario agli Esteri, scaricare da Internet "è un furto" sebbene ammetta che gli sia capitato di farlo: "Ma la rete non è la mia fonte: ho scaricato qualche rarità o performance live che non si trovano in commercio, ma mai un intero CD. Di solito compero dischi, libri e film. Sono per l'oggetto tradizionale, perché non è un problema di libera fruizione dell'arte, quanto di tutela dei lavoratori che stanno dietro al prodotto".

    È d'accordo con Craxi anche Marco Rizzo, eurodeputato dei Comunisti italiani, che dichiara di soffrire di "una sorta di feticismo dell'oggetto, quindi compero i CD e ho ancora i vecchi padelloni. Ho trovato due vecchie raccolte dei Clash, il complesso punk rock inglese della fine degli anni 70. I miei figli mi hanno regalato un iPod, che però è fermo a poche registrazioni. Ma non scarico brani dalla rete: una prassi che non giustifico ma che comprendo, la musica è cara e per i giovani è un investimento, lo era anche per noi. Ora però ho una stipendio sufficiente... Certo ci vorrebbe una riduzione dell'Iva".

    Dissidi invece in casa di Alleanza Nazionale. Giorgia Meloni di Azione giovani, che fa capo ad AN, ammette di aver scaricato qualche brano, "in genere cerco in rete la canzone singola, del resto non ho molto tempo", ma sottolinea "attualmente la musica è considerata un bene di lusso, con l'Iva sui CD al 20% il risultato è la pirateria. Chiunque preferisce un CD originale, ma per i ragazzi i costi sono proibitivi. E come Azione giovani siamo sensibili al problema".

    Non la pensa così l'esponente di AN ed ex ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, secondo cui "il diritto d'autore va salvaguardato, anche se i giovani sono per il tutto gratis. Io uso l'iPod, ma nella legalità. L'esperta in casa è mia moglie, è lei che mi carica i brani". Ciò nonostante Gasparri ammette che "la musica dovrebbe essere meno cara, aiuterebbe contro la pirateria".

    Che certi esponenti politici si esprimano a favore del download, ed addirittura dichiarino di farlo in prima persona, non è cosa destinata a piacere ai produttori di contenuti. E infatti ieri puntualmente è arrivata la replica di Federico Motta, presidente dell'Associazione Italiana Editori (AIE), secondo cui è "sconcertante che ex ministri e politici abbiamo un atteggiamento verso l'illegalità di questo tipo. È un'ammissione pura di "legittimità al furto" e del mancato rispetto delle leggi. Mai vista una cosa simile, succede solo in Italia".

    "Il problema - continua Motta - non è la musica ma il rispetto del diritto d'autore. Questi "signori" non hanno capito che eliminare il diritto d'autore ? perché di questo si sta parlando ? significa privare in prospettiva il pubblico delle produzioni della proprietà intellettuale. Per noi, per la musica, il cinema, l'editoria, il mondo dei contenuti è un tema centrale perché senza il rispetto del diritto d'autore noi non possiamo produrre nulla. Siamo determinati: faremo tutto il possibile per garantire il rispetto di queste leggi. Ma non è finita qui: il tema sarà al centro anche dei nostri Stati generali dell'editoria, che organizziamo la prossima settimana (21 e 22 settembre) a Roma. Sul rispetto del diritto d'autore non si scherza".

    Sull'intera questione da segnalare il post pubblicato sul suo blog dall'avvocato Daniele Minotti, esperto di cose della rete e da sempre attento osservatore del mondo dello sharing.

    Fonte :
    http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1647201

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Max72 Visualizza Messaggio
    Traduzione veloce :

    Altra gente incu.. ehm sodomizzata a causa del peer to peer(scambio file in violazione dei diritti d'autore).
    Adesso si che ho capito tutto!
    Merci Max

 

 

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