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    ''Fremiti di guerra fredda'': preparativi di guerra in Medio Oriente e in Asia centrale

    L'intera regione del Medio Oriente e dell'Asia centrale è sul piede di guerra. In due differenti scenari è in corso lo schieramento navale USA-Nato: il Golfo Persico e il Mediterraneo orientale. […] I preparativi dell'Iran per affrontare un eventuale attacco statunitense sono già a buon punto. In risposta al dispiegamento militare finanziato da USA e Nato, l'Iran ha condotto simulazioni di guerra di vasta portata in tutto il suo territorio. (Vedi Mahdi Darius Nazemroaya, 21 agosto 2006).

    Inoltre, evento appena riconosciuto dai media occidentali, sia la Cina che la Russia hanno condotto simulazioni di guerra in Asia centrale, in collaborazione con gli alleati della loro coalizione. Alla fine di settembre, la Russia ha svolto esercitazioni aeree di guerra su una estesa parte del suo territorio, che va dal Volga ai confini dell'Alaska e del Nord America. Tali simulazioni di guerra hanno provocato il rapido decollo di aerei caccia del Norad ( North American Aerospace Defense Command - Comando della difesa aerospaziale del Nord America).

    Ad agosto hanno preso il via esercitazioni militari a cui hanno partecipato Russia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan sotto l'Organizzazione del Trattato per la Sicurezza Collettiva (Csto). Tali simulazioni di guerra, ufficialmente descritti come parte di un “programma di antiterrorismo”, si sono svolte appena una settimana prima di quelle condotte dall'esercito iraniano. (Vedi Michel Chossudovsky, 24 agosto 2006)

    Per gran parte in coincidenza sia con le esercitazioni militari iraniane che con quelle del Csto, ad agosto anche la Cina e il Kazakistan hanno svolto esercitazioni militari sotto l'egida del Gruppo di Shangai (Sco). L'Iran è un membro osservatore dello Sco.

    Alla fine di settembre la Cina e il Tagikistan hanno svolto insieme un'esercitazione militare, il cui nome in codice era “Cooperazione – 2006, in base ad un memorandum d'intesa firmato dai due governi. Il Tagikistan confina per 500 km con l'Afghanistan. Queste simulazioni di guerra si rivolgono direttamente alla presenza militare USA-Nato nel vicino Afghanistan.

    All'inizio di ottobre, nell'ultima round delle simulazioni di guerra dell'Asia centrale sotto l'egida del Csto, esercitazioni di guerra congiunte tra Russia e Kirghizistan si sono tenute (a partire dal 2 ottobre) nella base aerea Kant della Russia che si trova a circa 30 km di distanza dalla capitale del Kirghizistan. Ufficialmente definite un “addestramento antiterrorismo”, queste esercitazioni di alto profilo hanno comportato il dispiegamento di unità di forze speciali di entrambi i paesi. L'ufficiale superiore e il ministro della difesa russo Sergei Ivanov erano stati mobilitati per l'evento.

    […]

    Nel frattempo alla fine di settembre, la Russia ha anche svolto esercitazioni militari in Daghestan, durante le quali ha impiegato la 136 a Brigata. L'esercitazione svoltasi nel campo di addestramento Buynakskiy ha chiamato in causa uno “stato straniero”, di cui non è stato fornito il nome, che stava attaccando la Russia. Secondo un servizio giornalistico russo: “Data la scala [dell'attacco nemico simulato], quest'ultimo può essere paragonato alla II Guerra Mondiale. Il nemico [senza nome] è abile, ben armato e ben addestrato.”

    Inoltre all'inizio di ottobre la Bielorussia e la Russia hanno annunciato che terranno sessioni di addestramento per gli organi di controllo e comando dei due paesi, con lo scopo di coordinare le loro attività militari.(Belarus TV, 1 ottobre, 2006)

    Schema coerente. Il significato complessivo di questi addestramenti militari deve essere valutato in relazione alla serie di esercitazioni di guerra condotte a partire dalla fine dine di agosto da Russia, Cina e Iran.

    C'è uno schema coerente. Queste simulazioni di guerra non sono eventi isolati. Sono parte di uno sforzo coordinato con attenzione, in risposta al dispiegamento militare USA-Nato. Dovrebbero anche essere considerati atti di dissuasione , che mirano a mettere in mostra le potenzialità militari per scoraggiare l'azione militare della coalizione guidata dagli Stati Uniti.

    La questione della preparazione alla guerra è stata evitata con cura dai media occidentali. La successione e l'interdipendenza tra queste simulazioni di guerra non è nemmeno menzionata.

    Le esercitazioni di guerra sono oggetto di differenti servizi giornalistici che fra di loro non hanno nessun collegamento e i media occidentali non affrontano le implicazioni più ampie di queste esercitazioni militari.

    Le esercitazioni militari dello Sco (Gruppo di Shangai) e del Csto (Organizzazione del Trattato per la Sicurezza Collettiva, tra Russia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan) devono anche essere esaminati in relazione alla struttura delle alleanze militari. Sia la Cina che la Russia sono alleate dell'Iran, impegnate in accordi di cooperazione militare di vasta portata.

    La Cina e la Russia sono attori di primo piano riguardo al petrolio dell'Asia centrale. Esse hanno rilevanti interessi strategici ed economici in Asia centrale e nel bacino del Mar Caspio. Inoltre hanno anche accordi di cooperazione economica con la società petrolifera statale dell'Iran.

    Benché la Guerra Fredda sia ufficialmente finita, in realtà non ha ancora raggiunto il suo apice.

    Il programma militare statunitense non mira solamente a prendere il controllo delle riserve petrolifere e di gas dell'Iran (usando la “campagna contro il terrorismo internazionale” come pretesto). Con in mente ancora le reminescenze dell'era della Guerra Fredda, l'obiettivo dell'intervento militare statunitense consiste anche nell'indebolire e in ultima analisi eliminare il ruolo fino ad ora significativo della Cina e della Russia in Asia centrale.

    La maggior parte dei servizi giornalistici occidentali non sono stati in grado di riconoscere la gravità del potenziamento militare USA-Nato-israeliano. Fondamento di quella che è normalmente intesa come una guerra mediorientale, il conflitto potrebbe evolvere in uno scontro tra ex superpotenze rivali dell'era della Guerra Fredda.

    Indirizzata contro l'Iran e la Siria, l'operazione militare finanziata dagli Stati Uniti, se dovesse essere lanciata, potrebbe sfociare in un conflitto più ampio contraddistinto dal coinvolgimento indiretto della Russia e della Cina e dei loro alleati dell'Asia centrale. Infatti tale coinvolgimento indiretto è già sancito dallo stato di osservatore dell'Iran all'interno dello Sco, da vari accordi bilaterali di cooperazione militare e dalla vendita di apparati bellici cinesi e russi all'Iran.

    Gli Stati Uniti sono impegnati in operazioni segrete in tutta l'Asia centrale essenzialmente allo scopo di prendere il posto della Russia. Le tensioni in Armenia, Azerbaijan e Georgia sono il risultato diretto dell'intromissione geopolitica degli Stati Uniti in un'area che per tradizione era sempre stata una sfera di influenza di Mosca. La Georgia e l'Azerbaijan sono diventate de facto protettorati USA.

    Nel recente faccia a faccia tra Russia e Georgia, il presidente georgiano Mikhail Saakashvili “si è impegnato a intensificare gli sforzi della Georgia per entrare a far parte della Nato così come ad assicurare un veloce ritiro delle forze russe dalla Georgia. La Russia ha risposto mettendo in stato di allerta le forze russe presenti all'interno della Georgia, dopo le accuse di Tbilisi che sostenevano che gli ufficiali militari russi in Georgia erano coinvolti in azioni di spionaggio. Il ritiro delle truppe russe dalla Georgia apre la strada allo stazionamento di forze Nato sul territorio, forze che sono già presenti nel vicino Azerbaijan.

    Allo stesso tempo, in relazione alla questione dell'allargamento Nato, all'inizio di ottobre Mosca ha avvertito l'Alleanza Atlantica che adotterebbe “misure adeguate” se la Polonia dovesse schierare “elementi del sistema di difesa missilistico degli Stati Uniti o della Nato sul suo territorio”, (Interfax News Agency, 4 ottobre 2006). “Continuiamo ad affrontare questi piani in maniera critica. È nostra opinione che [questi piani] insieme al possibile dispiegamento del sistema di difesa missilistica europeo della Nato possono produrre un effetto negativo sulla stabilità strategica, sulla sicurezza nella regione e sulle relazioni tra gli stati,” ha detto Kamynin. “Una nuova situazione come questa ci costringerebbe oggettivamente a prendere adeguate misure perché in questioni del genere noi non possiamo fare affidamento soltanto su dichiarazioni che i sistemi di difesa missilistica degli Stati Uniti e della Nato in Europa ‘non sono diretti' contro la Russia,” ha poi aggiunto lo stesso Kamynin.” (Ibid)

    È noto e documentato che la Cina sta anche sostenendo l'Iran nello sviluppo del suo sistema di difesa aerea. Inoltre, in base ad un articolo del Daily Telegraph (5 ottobre 2006), “Washington ha riconosciuto che la Cina è coinvolta nell'uso segreto di potenti armi laser progettate per disattivare i satelliti spia americani “accecando” i loro sensibili dispositivi di controllo; di tutto ciò è stata data notizia ieri.

    Gli attacchi, di cui fino ad ora non era stata data notizia, sono stati tenuti segreti dall'amministrazione Bush per paura che ciò avrebbe danneggiato i tentativi di coinvolgere la Cina nelle offensive diplomatiche contro la Corea del Nord e l'Iran.

    Alcune fonti hanno dichiarato che c'è stata una feroce battaglia interna a Washington riguardo alla questione se gli attacchi dovessero essere resi pubblici o meno. Alla fine la valutazione annuale del Pentagono riguardo al crescente potenziamento militare cinese ha a mala pena menzionato la minaccia.” (Daily Telegraph, 5 ottobre 2006)

    Oltre alle varie simulazioni di guerra del Csto e dello Sco effettuate in Asia centrale nel corso degli ultimi due mesi, la forza aerea russa ha anche condotto un'imponente esercitazione militare alla fine di settembre, che si è estesa su una vasta parte del suo territorio, dal Volga al confine con l'Alaska, estendendosi dal distretto militare del Volga al distretto militare dell'Estremo Oriente. Nell'esercitazione di guerra sono state sganciate bombe e sono stati lanciati missili contro un innominato “nemico teorico”:

    Molto prima dell'alba, più di dieci velivoli Tu-160 e Tu-95, trasportatori di missili cruise, del reggimento di aviazione a lunga gittata che ha la propria base nella [città di] Engels sono partiti alla volta dei confini settentrionali della Russia. Gli aerei avevano la missione di raggiungere l'Oceano Artico e di lanciare diversi missili cruise per esercitazione nel raggio di Khalmer-Yu vicino Vorkuta. Questa è stata l'ultima sortita di addestramento da un campo di aviazione militare vicino Saratov. Bombe e missili sono stati lanciati in aree di quasi tutto l'emisfero boreale.

    […]

    Invertire la tendenza della guerra. Il mondo è al bivio della crisi più seria della storia moderna. Gli Stati Uniti si sono imbarcati in un'avventura militare, “una guerra lunga”, che minaccia il futuro dell'umanità.

    Questo articolo ha cercato di documentare i vari preparativi di guerra. Mentre da una parte ci sono un certo numero di fattori che possono scongiurare l'inizio di questa guerra, tra cui le divisioni all'interno dell'amministrazione e dell'esercito statunitense, i negoziati che avvengono dietro le quinte con la Cina, la Russia, l'Iran, ecc., dall'altra il rischio di una guerra che si estende nel Medio Oriente e nell'Asia centrale deve essere affrontato con determinazione.

    La devastazione e le perdite di vite che potrebbero derivare da questo programma militare sarebbero incalcolabili, in particolare se il conflitto dovesse estendersi in maniera più vasta nella regione.

    Il possibile uso di armi nucleari tattiche da parte degli Stati Uniti, ironicamente in ritorsione contro l'Iran per il fatto che non ha sospeso l'arricchimento dell'uranio (nel suo programma di energia nucleare per uso civile), agita lo spettro di un incubo nucleare.

    Il disastro economico che deriverebbe da una più ampia guerra mediorientale non si limiterebbe all'aumento vertiginoso del prezzo del petrolio, che seguirebbe al blocco dello stretto di Hormuz. La crisi energetica avrebbe delle immediate ripercussioni negative sui prezzi del trasporto e sul costo della produzione praticamente in ogni settore dell'attività economica. Contribuirebbe anche a distruggere i mercati finanziari a livello mondiale.

    Inoltre, se la Cina dovesse essere coinvolta nel conflitto, sarebbe distrutto il commercio su vasta scala di manufatti al di fuori del paese, che attualmente rifornisce i mercati occidentali di una vasta gamma di beni di consumo.

    La questione non è se la guerra scoppierà o meno ma quali sono gli strumenti a nostra disposizione che ci consentiranno di accantonare e in definitiva disarmare l'agenda militare globale .

    Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, è essenziale che i movimenti di cittadini in tutto il mondo agiscano in accordo per affrontare i rispettivi governi e fermare e smantellare questo programma militare. È fondamentale smantellare la rete di propaganda della guerra. Questa guerra non può essere condotta senza il sostegno dei media, che ultimamente appoggiano la guerra guidata dagli Stati Uniti contro l'Iran.

    È necessario rompere la congiura del silenzio , esporre le bugie e le distorsioni dei media, sfidare la natura criminale dell'Amministrazione USA e di quei governi che la sostengono, che sostengono il suo programma di guerra e il suo cosiddetto “programma di sicurezza nazionale” che ha già delineato i contorni di uno stato di polizia.

    È essenziale portare il progetto di guerra degli Stati Uniti alla ribalta nel dibattito politico, in particolare nell'America del nord e nell'Europa occidentale. I leader politici e militari che sono contrari alla guerra devono prendere una posizione ferma, dall'interno delle loro rispettive istituzioni. I cittadini devono prendere una posizione contro la guerra sia a livello individuale che a livello collettivo.

    Criminali di guerra occupano posizioni di autorità. I cittadini si galvanizzano nel sostegno ai propri governanti, che sono “impegnati a garantire la loro sicurezza e il loro benessere”. Attraverso la disinformazione dei media, la guerra assume un mandato umanitario. Si deve combattere la legittimità della guerra. Il sentimento contrario alla guerra da solo non disarma un programma militare. Alti funzionari dell'amministrazione Bush, membri dell'esercito e del Congresso degli Stati Uniti hanno ricevuto l'autorità di sostenere una guerra illegale.

    Si devono prendere di mira i sostenitori e i finanziatori della guerra e dei crimini di guerra, senza dimenticare le società petrolifere, le aziende fornitrici di armi, le istituzioni finanziarie e i media, che sono diventati una parte integrante della macchina di propaganda della guerra.

    La disinformazione dei media gioca un ruolo fondamentale nel sostegno al programma militare. Non riusciremo nei nostri sforzi fino a che l'apparato di propaganda non sarà indebolito e alla fine demolito. È essenziale informare i nostri concittadini sulle cause e le conseguenze della guerra capitanata dagli Stati Uniti , senza menzionare i frequenti crimini di guerra e le atrocità che sono abitualmente tenute nell'ombra dai media. Non è un compito facile. Richiede un efficace programma di contro-propaganda che confuti le asserzioni dei media. È fondamentale che un'informazione e un'analisi attenta raggiunga il pubblico più vasto. I media occidentali sono controllati da una manciata di potenti gruppi monopolistici aziendali. Tramite azioni congiunte che rivelino le bugie e le falsità si devono sfidare i conglomerati che controllano le TV e la carta stampata.

    Negli Stati Uniti l'opposizione è presente sia all'interno dell'establishment che all'interno delle forze armate. Mentre questa opposizione non necessariamente mette in discussione l'orientamento complessivo della politica estera statunitense, essa si oppone fermamente all'avventurismo militare, compreso l'uso delle armi nucleari. Queste voci all'interno delle istituzioni dello stato, dell'esercito e delle aziende sono importanti perché possono essere utilmente incanalate per screditare e in definitiva distruggere il sostegno alla “guerra al terrorismo”. Di conseguenza è necessaria la più ampia alleanza di forze politiche e sociali per prevenire un'avventura militare che in un senso molto reale minaccia il futuro dell'umanità.

    La struttura delle alleanze militari deve essere affrontata. Un cambiamento tempestivo delle alleanze militari potrebbe potenzialmente invertire il corso della storia. Mentre la Francia e la Germania sostengono ampiamente la guerra condotta dagli Stati Uniti, ci sono forti voci in entrambi i paesi così come nell'Unione Europea, che si oppongono strenuamente al programma militare USA, sia dal basso che all'interno dello stesso sistema politico.

    È essenziale che gli impegni assunti dai capi di Stato e di governo europei nei confronti di Washington siano cancellati o resi nulli, attraverso pressioni esercitate ai livelli politici appropriati. Ciò vale, in particolare, per il deciso sostegno nei confronti dell'amministrazione Bush, espresso dal presidente Jacques Chirac e dal cancelliere Angela Merkel.

    L'indebolimento del sistema di alleanze che impegna l'Europa occidentale a sostenere l'asse militare anglo-americano, potrebbe contribuire ad un cambio di rotta. Senza il sostegno della Francia e della Germania, Washington esiterebbe a muovere guerra all'Iran.

    Grandi comizi antiguerra sono importanti e fondamentali. Ma da soli non invertiranno la rotta della guerra a meno che non siano accompagnate dallo sviluppo di una rete antiguerra coesa.

    Ciò di cui c'è veramente bisogno è una rete antiguerra che parta dal basso, un movimento di massa a livello nazionale ed internazionale, che sfidi la legittimità dei principali attori politici e militari , così come le loro aziende finanziatrici, e che in definitiva sarebbe strumentale a spodestare coloro che governano in nostro nome. Ci vorrà tempo per costruire questo tipo di rete. All'inizio ci si dovrebbe concentrare a sviluppare una posizione antiguerra all'interno delle organizzazioni dei cittadini già esistenti (per esempio sindacati, organizzazioni collettive, raggruppamenti professionali, gruppi studenteschi, consigli comunali, ecc).

    L'11 settembre gioca un ruolo centrale e determinante nella campagna di propaganda .
    La minaccia di un “attacco all'America” di Al Qaeda viene utilizzato abbondantemente dall'amministrazione Bush e dal suo perfetto alleato britannico per incitare l'opinione pubblica a sostenere il programma militare globale.

    Come è noto e documentato, la “rete del terrorismo islamico” è una creazione dei servizi segreti statunitensi. Molti degli allarmi terroristici si sono basati su notizie false come rivelato nel recente sventato “attacco con bomba liquida”. Vi sono prove che molti degli eventi terroristici che hanno causato vittime civili sono stati innescati da servizi militari e/o di intelligence. (per esempio Bali 2002).

    La “guerra al terrorismo” è finta. Il resoconto dell'11 settembre come formulato dalla relazione della Commissione dell'11 settembre è falsato. L'amministrazione Bush è coinvolta in atti di insabbiamento e complicità ai più alti livelli di governo.

    Rivelare le bugie che stanno dietro all'11 settembre servirebbe a minare la legittimità della “guerra al terrorismo” che costituisce la giustificazione principale per muovere guerra in Medio Oriente. Senza l'11 settembre i criminali di guerra che rivestono alte cariche non hanno più una base su cui reggersi in piedi. L'intera struttura di sicurezza nazionale crolla come un castello di carte.


    di Michel Chossudovsky
    da GlobalResearch.ca
    traduzione per Megachip di Eleonora Iacono

    Michel Chossudovsky è l'autore del bestseller internazionale “La guerra al terrorismo” dell'America” , seconda edizione, Global Research, 2005. È professore di economia all'Università di Ottawa e direttore del Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione.

  2. #2
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    Ma La Russia I Soldi Per Fare La Guerra
    Dove Li Prende!!!:k

  3. #3
    Squalo
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    Citazione Originariamente Scritto da capitanamerica7 Visualizza Messaggio
    Ma La Russia I Soldi Per Fare La Guerra
    Dove Li Prende!!!:k
    Dalle guerre americane che hanno "involontariamente" riempito le casse russe piene di dollari...

  4. #4
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    Dalle guerre americane che hanno "involontariamente" riempito le casse russe piene di dollari
    Ma che illuso che sei....quei dollari appartengono ai
    vari oligarchi, in massima parte ebrei, pronti
    a trasferirsi armi e bagagli a NY, Putin rimane nella
    steppa gelata a congelarsi le chiappe!!!

  5. #5
    Zero Sen
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    Citazione Originariamente Scritto da capitanamerica7 Visualizza Messaggio
    Ma La Russia I Soldi Per Fare La Guerra
    Dove Li Prende!!!:k
    Farà come gli USA: stamperà vagonate di banconote-carta straccia

 

 

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