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LIBERTA' di lunedì 23 ottobre 2006
Intervista a Luis Miguel Rocha che, grazie a documenti segreti venuti in suo possesso, sostiene la tesi dell'assassinio di Giovanni Paolo I
«Così è stato ucciso papa Luciani»
Il libro rivelazione di un giornalista portoghese
di SERGIO BUONADONNA
Il 29 settembre 1978 il mondo si svegliò con un titolo: Giovanni Paolo I è morto. Erano passati 33 giorni dall'ascesa di Albino Luciani al soglio di Pietro. Sembrava una figura secondaria della Chiesa, scialba perlomeno di fronte al predecessore papa Montini. Ma aveva 66 anni, il suo pontificato poteva durare a lungo e nelle segrete stanze vaticane s'era annunciato in modo inatteso e per alcuni minacciosioso.
La Chiesa doveva tornare semplice e umile, smetterla con la finanza disinvolta, chiudere con gli enigmi e i sospetti che gravavano sul Vaticano. Dunque via Marcinkus e pulizia nello Ior. Via le ombre della P2. Una rivoluzione. Altro che papa di basso profilo. Era questo che aveva lasciato intendere quando dopo la sua elezione-lampo aveva esclamato in conclave: «Che Dio vi perdoni per quello che mi avete fatto»?
La sua morte giunse come un fulmine a ciel sereno, le circostanze impressionarono. Il papa fu trovato senza vita all'alba dalla sua assistente di sempre, suor Vincenza. In mano un libretto di orazioni ma non i suoi appunti che l'assassino avrebbe fatto sparire, nel viso una smorfia "ma era sereno". Tuttavia la sera prima Luciani avrebbe avuto una riunione tempestosa con i cardinali del vertice vaticano. Si sentì gridare, raccontò poi suor Vincenza, che avrebbe visto salire il papa nel suo appartamento con in mano gli appunti mai più ritrovati.
Ce ne sarebbe stato abbastanza per indagare, ma non fu fatto. Ora il libro di un giovane e intraprendente giornalista portoghese, Luis Miguel Rocha, l'anti Dan Brown che sostiene di possedere i documenti che provano l'assassinio di papa Luciani, minaccia di riaprire clamorosamente il caso. S'intitola La morte del papa, è in testa alle vendite in Portogallo e in Spagna, è edito in Italia da "cavallodiferro", i suoi diritti sono stati venduti in ben cinquanta paesi, dalla Francia agli Stati Uniti al Giappone, e nel 2008 diventerà anche un film. Ne ha acquistato il titolo il produttore dei Pirati dei Caraibi di Johnny Depp.Il libro, peraltro, esce in Italia alla vigilia della fiction televisiva che questa sera e domani su Raiuno ripasserà la vita di Luciani, naturalmente in tono buonista. Che cosa racconta invece Rocha? Che papa Luciani fu ucciso, anzi che "il pontefice aspettava il suo assassino, per questo - dice - nel suo corpo non ci sono tracce di violenza. Tutto è avvenuto nel silenzio e nell'ombra".
Ma come fa a dirlo? «Perché ho avuto documenti segreti che lo rivelano, ma non posso dire da chi. Presto però la verità verrà fuori».
E chi è stato l'assassino? J. C. si legge a pagina 373. Davanti a quest'uomo indicato con le sole iniziali, il cardinale Villot - dopo un'ultima, infruttuosa discussione col papa che l'aveva redarguito per l'acquiescenza nei confronti di Licio Gelli - aveva aperto un cassetto, estratto un mazzo di chiavi ed esclamato "dev'essere stanotte".
Giallo, verità, fantasia? «Tutto inventato per vendere il libro, mio fratello è morto per cause naturali», ha dichiarato a un'agenzia il novantenne Edoardo Luciani. Altrettanta sicurezza manifesta Rocha che però sfugge alle domande più stringenti giocando tra fiction e realtà e mettendosi i panni dell'anti Dan Brown.
Che cosa la differenzia da Dan Brown?«Il fatto che io racconti fatti veri».Quali prove ha a sostegno dei documenti che dice di possedere? «La mia funzione non è provare, è raccontare. Altri saranno incaricati di provare».
Se ci sono perché non dice chi glieli ha dati? «Lei tradirebbe la sua fonte di informazioni, dopo aver accettato le condizioni che la fonte stessa ha espresso?».
Perché papa Luciani avrebbe dovuto liquidare Marcinkus e intervenire pesantemente sullo Ior? C'è la mano della P2 nella morte del Papa? E se sì in che modo? Chi formava il complotto? «Esiste la mano della P2. La sua influenza si estendeva alle più alte sfere del Vaticano, come il suo segretario di stato, il numero due della chiesa cattolica. Marcinkus, d'accordo con la P2 e il Banco Ambrosiano di Calvi (anche lui piduista), utilizzava danaro con lo scopo di favorire l'organizzazione massonica. In un certo periodo il Vaticano era proprietario di società che pubblicavano riviste pornografiche, che fabbricavano contraccettivi e armi. Mi sembra un buon motivo per allontanare Marcinkus e tutto il suo entourage, come per esempio il cardinale Villot. Proprio per queste ragioni Villot ha organizzato l'esecuzione di Papa Luciani».
Ha fatto ricerche negli Archivi vaticani? «Non ho fatto nessuna ricerca negli archivi. Con le informazioni a cui ho avuto accesso nell'ultimo anno non ne ho avuto nessun bisogno».
Perché secondo lei non fu fatta l'autopsia? «Perchè non interessava al segretario di stato fare una cosa del genere. Un criminale non vuole che si scopra il crimine. Quella di non fare l'autopsia ai papi è una regola che usano come se fosse una legge».
Come ha reagito il Vaticano? L'ha mai cercato il nuovo segretario di stato cardinal Bertone? «Fino ad oggi non ha reagito. E secondo me non lo farà: una saggia decisione».
Lei sostiene che le è stato imposto di scrivere questo libro per compiere una missione? Imposto da chi e per quale missione? «Da una "fonte" che vuole far emergere la verità. La mia funzione era scrivere il libro affinché le persone capissero. Il resto ha ancora da venire e non sono affatto preoccupato».
La sua editrice inglese sostiene che questo romanzo cambierà la Chiesa cattolica. Non le sembra una dichiarazione eccessiva? «Questa è una deformazione giornalistica. Ciò che la casa editrice ha detto è che la Chiesa cattolica sarebbe cambiata se papa Luciani non fosse stato assassinato».
Quando svelerà chi sono i suoi informatori e che prove ha dell'assassinio del papa? «Non sarò io a rivelare niente. Il mio lavoro finisce con quello che ho detto riguardo a papa Giovanni Paolo I. Altri sono incaricati di rivelare le prove e hanno già delle date ben definite».




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