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Notizia del 17 ottobre 2006 - 160 La resistenza di Pansa
Alla presentazione del nuovo libro del giornalista scrittore volano pugni e insulti tra skinhead di sinistra e partigiani. Ma la libertà di stampa?
La presentazione a Reggio Emilia del nuovo libro di Giampaolo Pansa finisce in rissa. Motivo: l'ingresso in sala di un giovane dalla testa rasata che si avventa sul giornalista accusandolo di fare soldi sulle spalle della Resistenza. Altri venti esponenti dei centri sociali di Reggio e Roma occupano poi la sala mostrando striscioni rossi con su scritto «Revisionisti assassini» e «Ora e sempre Resistenza». Volano insulti e botte tra il pubblico: ragazzi di destra si scagliano contro i contestatori mentre ex partigiani si ribellano. Pansa, invitato ad abbandonare la sala, rimane fino a quando non si placano gli animi.
Rissa per Giampaolo Pansa a Reggio Emilia
di Gasolina
Quando presentano un libro interessante, di solito c'è ressa. Ieri a Reggio Emilia c'è stata anche rissa. Il casus belli era l'ultimo libbro di Giampaolo Pansa, La grande bugia.
Qui la cronaca da Corriere.it. Il mio commento è semplice: a Pansa, tutta la solidarietà e l'appoggio possibile. Non perché ne condivida le tesi - non ho letto né questo libro né i precedenti sul tema della «revisione della Resistenza» - ma perché ne condivido l'approccio: nella storia, da qualunque parte, non esistono miti ma fatti. E i fatti vanno raccontati.
Inoltre mi sembra che Pansa, nei suoi ultimi lavori, stia seguendo la strada indicata da Luciano Violante anni fa quando questi, nel discorso di insediamento come Presidente della Camera durante il primo governo Prodi (se non ricordo male) invitò ad un serio confronto storico con l'indagare e rispettare le ragioni di chi, dopo l'8 settembre 1943, decise di rimanere fedele a quell'idea di patria espressa dalla parte sbagliata dell'italia di allora.
Mi rincuora leggere che alcune persone, pur contrarie alle tesi e all'impostazione dell'autore, ne hanno difeso la libertà di parola. Mi sconforta, invece, il fanatismo di alcuni gruppi. Piccoli o grandi che siano, riescono a produrre un rumore e un'eco che dà loro un'importanza che non meritano. Come non lo merita chiunque cerchi lo scontro invece del confronto.
Tratto da: Gasolina.blogosfere.it




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