RU486: nessun farmaco del demonio
Ennesime polemiche riguardo alla RU486, ennesime cattive motivazioni a sostegno della condanna. Il presidente della Regione Roberto Formigoni, intervenendo al convegno Interruzione volontaria di gravidanza farmacologica: realtà e mito, organizzato dalla Scuola di Direzione in Sanità dell’I.Re.f, Regione Lombardia, ha manifestato la sua avversione soffermandosi su due elementi (Aborto: Ru486; Viale, Casi Sperimentazione Bastano, ANSA, 12 ottobre 2006): i problemi medici che può creare l’uso della Ru486 e l’assistenza e l’aiuto alle donne. Discorso che Viale ha liquidato come un “riassunto” del libro di Eugenia Roccella (anche lei presente all’incontro). “Ha fatto un discorso partendo da posizioni contro l’aborto – ha osservato il medico –. Con quelle opinioni lo inviterei a fare figli”. Formigoni a quel punto aveva già lasciato il convegno per andare a Roma all’incontro sulla Finanziaria e quindi non ha replicato.
Resta però la sua difesa del diritto alla vita, e le obiezioni sollevate sull’uso della RU486. Peccato questo mordi e fuggi invece che un confronto serio. Sembra una conversazione tra sordi schizofrenici: si fa la propria affermazione e si lascia la sala alla volta di un’altra affermazione e di un altro appuntamento. E così all’infinito. Che cosa c’entra, poi, la difesa del diritto alla vita con la presunta pericolosità della RU486? […]
RU486: funziona, ecco i dati
Nel 99,73% dei casi l’aborto è avvenuto senza problemi. Per una percentuale pari al 6,93% - cioè per 23 donne - si è ricorso a una revisione della cavità uterina, per accertarsi che l’espulsione del feto fosse avvenuta completamente. Sono questi i primi dati della contestata sperimentazione della pillola abortiva RU486 effettuata dall’ospedale Sant’Anna di Torino. Sperimentazione sospesa a settembre dalla direzione del nosocomio dopo la notizia che la Procura di Torino aveva aperto un fascicolo d’indagine a gennaio. I dati, non ancora elaborati, sono custoditi nel computer di Silvio Viale, il ginecologo torinese che è diventato - «mio malgrado», tiene a precisare - il volto della campagna per l’introduzione dell’aborto medico in Italia. […] I risultati della sperimentazione al Sant’Anna, prima in Italia, sono ancora «grezzi»: «Per avere un quadro completo di cosa è accaduto nei nove mesi che abbiamo avuto a disposizione per somministrare il farmaco spiega Viale - bisognerà attendere che l’azienda ospedaliera decida di elaborarli e renderli pubblici. Dunque, i risultati che porto sono un ricordo personale dell’esperienza, ma molto attendibile. Per un semplice motivo: sono stato io a somministrare l’Rsu a tutte le donne che hanno partecipato alla sperimentazione. Il che, su un piano scientifico, garantisce l’omogeneità del metodo. Si tratta di numeri certi, e ci parlano dell’esito finale dell’aborto medico praticato su 362 donne». E sono dati confortanti, spiega ancora Viale, in linea con la letteratura internazionale. La pillola Ru486 è sicura ed efficace. […]
RU486: imminente la registrazione in Italia
L’azienda che distribuisce la pillola abortiva, già venduta in molti Paesi europei, si prepara a chiederne la registrazione anche in Italia. Rompe gli indugi Alexandre Lumbroso, nuovo direttore di Exelgyn, produttrice della Ru-486, introdotta per la prima volta in Francia nell’88. «Ritengo che il clima politico sia cambiato e che adesso esistano le condizioni per entrare nel vostro mercato dopo la chiusura totale degli anni passati. È solo un problema tecnico e credo che già nel 2007 il farmaco potrebbe essere disponibile in tutti gli ospedali d’Italia», annuncia il manager al Corriere mentre sta lasciando Roma dopo aver preso parte al settimo congresso Fiapac, la federazione internazionale degli operatori di aborto e contraccezione. […]
Speriamo bene...




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