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Discussione: Betile

  1. #1
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    Predefinito Betile



    Ita si ndi parit de su progetu chi ant scioberau po su museu de arti nuraxesa in casteddu????

    De su logu web de sa Regioni. In basciu link a is maginis :

    L'architetto Hadid vince il concorso Betile
    Sarà una donna, l'architetto anglo-iracheno Zaha Hadid a realizzare sul fronte mare di Sant'Elia, a Cagliari, il Museo mediterraneo dell'arte nuragica e dell'arte contemporanea.
    Cagliari, 20 ottobre 2006 - Ad un anno di distanza dall'idea di organizzare una sfida internazionale tra le firme più prestigiose del panorama architettonico contemporaneo, la Giuria ha selezionato il progetto vincitore del concorso ideato e organizzato dall'Assessorato regionale ai Beni Culturali, in collaborazione con il Politecnico di Milano (che ne ha curato gli aspetti tecnico-scientifici) e la rivista Domus (per la diffusione internazionale).

    Più di cento studi avevano partecipato alla preselezione del concorso, e solo dieci selezionati hanno avuto la possibilità di mettere a confronto i loro progetti. Oltre al vincitore, hanno partecipato studi di fama internazionale e sicure promesse del mondo architettonico: Massimiliano Fuksas, lo studio degli architetti svizzeri Herzog & De Meuron, il portoghese Gonçalo Nuno Pinheiro de Sousa Byrne, ma anche i raggruppamenti di Archea, Francesco Garofalo, Giampiero Lagnese, Mutti e OBR. Un solo progetto è mancato all'appello: quello del francese Jean Nouvel, che non sarebbe riuscito a rispettare i termini di presentazione degli elaborati.

    La Giuria, composta, tra gli altri, dall'architetto ticinese Luigi Snozzi, dallo stilista Antonio Marras e da Cristiana Collu, direttrice del MAN di Nuoro, ha lavorato all'analisi delle proposte presentate, fino a ridurre progressivamente la rosa dei possibili vincitori a quattro progetti, ognuno dei quali in grado di proporre una visione unica ed originale del Museo.

    Della giuria hanno fatto parte l'architetto Giovanni Maria Campus, assessore all'Ambiente e Urbanistica del Comune di Cagliari, il direttore per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna, Paolo Scalpellini, l'ingegnere Enrico Corti, docente nella facoltà di Ingegneria dell'Università di Cagliari, Italo Rosi, rappresentante della Federazione degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Sardegna, Gianni Massa, rappresentante della Federazione degli Ordini degli Ingegneri della Sardegna, Tullio Angius, membro supplente per la Federazione degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Sardegna, Salvatore Todde. membro supplente per la Federazione degli Ordini degli Ingegneri della Sardegna.

    Il presidente della Giuria, l'architetto Stefano Boeri (direttore della rivista Domus), ha aperto la busta contenente il nome del vincitore alla presenza dell'assessore Elisabetta Pilia, chiamata dalla Giuria a conclusione dei lavori.

    L'architetto Boeri così spiega la vittoria del progetto di Zaha Hadid: "La giuria ha valutato la straordinaria sensibilità contestuale del nuovo organismo architettonico, che comportandosi come una "concrezione corallina" asseconda, ricuce e riconfigura un intero brano del fronte mare cagliaritano".
    "La plasticità del nuovo Museo – continua Boeri - rappresenta un segno rigenerativo e di indiscutibile forza e visibilità nel paesaggio del golfo di Cagliari, oltre che esprimere con l'intreccio dei suoi sinuosi corpi di fabbrica la volontà di fondare il nuovo Museo proprio sulla interazione tra i contenuti espositivi (relativi all'arte nuragica e all'arte contemporanea) e i percorsi dei suoi utenti-visitatori".

    Zaha Hadid, 56 anni, naturalizzata inglese, prima donna a vincere il premio Prizker 2004, considerato il Nobel per l'architettura, è una figura di straordinaria rilevanza nella ricerca architettonica contemporanea, e che ha saputo trasferirne i contenuti in numerosi progetti di indiscutibile fama.

    Resa celebre dal progetto per la stazione dei pompieri del Vitra, in Germania, Zaha Zadid sta realizzando a Roma un altro importante complesso museale, il Maxxi, Museo nazionale delle Arti del XXI e ha progettato alcune tra le opere più innovative della contemporaneità: il Museo per le Arti contemporanee di Cincinnati, il Phaeno Science Centre di Wolfsburg, in Germania, la «Mind Zone» all'interno del New Millenium Experience della Millennium Dome di Greenwich, a Londra.

    Il progetto firmato da Zaha Hadid per il museo dell'arte nuragica e contemporanea "rappresenterà –prosegue Boeri- insieme un nuovo landmark nel paesaggio cagliaritano, l'occasione per una esperienza inedita – sia percettiva che corporea- e il luogo di sviluppo e sedimentazione di fertili contaminazioni tra identità storica identità futura per tutto il sistema territoriale e insulare della Sardegna". Proprio in questa luce, la Giuria ha riconosciuto nel progetto vincitore la forza di diventare quel "volano di rimandi" tra il luogo museale cagliaritano da un lato e dall'altro i siti archeologici distribuiti nel territorio e i luoghi dell'arte contemporanea insulare, che il bando indicava come finalità prima del concorso di progettazione.

    Per Cristiana Collu, direttore del Man di Nuoro il progetto vincitore del concorso "è una delle migliori opere di Zaha Hadid, una scultura architettonica audace, davvero in grado di coniugare passato, presente e futuro della Sardegna. Il progetto rivela una grande sensibilità rispetto al contesto urbanistico in cui sorgerà il museo ed esalta e integra il rapporto con il mare e lo skyline".

    Tre le menzioni che la Giuria ha voluto sottoscrivere, ovvero ai progetti che hanno conteso allo studio Hadid l'assegnazione dell'incarico per la progettazione del Museo: agli architetti Herzog e de Meuron, autori di progetti del calibro della Tate Modern di Londra, che hanno proposto un impianto museografico originale e l'idea di un intervento di forestazione urbana; allo studio Archea, il cui progetto ha saputo cogliere in modo originale il valore identitario del programma del Museo; e infine al raggruppamento dell'architetto Lagnese, autore di una proposta di eccezionale lirismo e chiarezza d'impianto.

    I nove progetti verranno esposti, nelle prossime settimane, in una mostra realizzata dalla Regione e dal Comune di Cagliari nel Lazzaretto di Sant'Elia, vicino a dove sorgerà il museo, per consentire ai cittadini di valutare le idee progettuali proposte.


    Le immagini del museo
    Betile1;
    Betile2;

  2. #2
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    Splendido! veramente splendido! A parte il prestigio della firma del progetto!
    pottàda sa conca scetti po ci passillai is piusu

  3. #3
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    Al Nord del Sud del mondo

    Il progetto del museo di Cagliari dedicato all'arte nuragica e all'arte contemporanea si propone di far conoscere e di valorizzare una civiltà tanto antica e affascinante quanto ancora poco nota. La ricchezza delle testimonianze dell'età nuragica, la loro varietà di forme - che spazia dai piccoli bronzi alle grandi statue in pietra rinvenute a Monti Prama, presso Oristano - la forza e l'originalità di espressione artistica che le caratterizzano, paragonata da alcuni a quella delle più ardite opere delle avanguardie del Novecento, attendono ancora di essere pienamente comprese ed apprezzate. Il nuovo museo potrà creare le condizioni perché questo accada: restituendo le testimonianze e le opere nuragiche all'orizzonte dell'esperienza estetica, le farà scoprire al pubblico più largo, e innanzi tutto agli stessi sardi, contribuendo a rafforzarne il senso di appartenenza e la consapevolezza dei valori della loro storia e della loro cultura; facendole interagire con le ricerche artistiche contemporanee, ne farà percepire l'attualità e metterà in luce il senso e il valore che mantengono nel presente. Non si tratta di un valore unicamente estetico: un aspetto fondamentale della civiltà nuragica è rappresentato dall'apertura e dal dinamismo che l'hanno portata a proiettarsi all'esterno, a intrecciare e sviluppare intensi contatti economici e culturali con gli altri popoli del Mediterraneo. Di questo atteggiamento di apertura i sardi di oggi si sentono eredi; profondamente legati ai valori identitari, concepiscono l'identità non soltanto come forza che proviene dalla propria tradizione, ma anche come disponibilità al confronto, all'incontro con l'altro, al mutamento. Il nuovo museo nasce dunque sotto il segno dell'apertura e del confronto. Dalla sua posizione in un'isola che è al Nord del Sud del mondo, lontana dai grandi centri dell'arte e del mercato, lavorerà per diventare un punto di riferimento per le ricerche artistiche condotte oggi nell'area mediterranea e nordafricana. In un quadro geopolitico in rapida trasformazione, attraversato da fratture, squilibri e tensioni sempre più acute, il Mediterraneo ha da tempo cessato di essere un crogiolo di culture, lo snodo di fertili scambi tra i popoli e le etnie. Per trasformarlo da frontiera calda in spazio di circolazione e comunicazione servono luoghi di incontro e momenti di dialogo dei quali l'arte, la cultura si offrono come occasione.Vorremmo che questo museo contribuisse a fare della Sardegna uno di quei luoghi.

    Renato Soru
    Presidente della Regione Autonoma della Sardegna




    Un Museo per il Mediterraneo a Cagliari

    1. Il Museo
    La Regione Sardegna intende promuovere la realizzazione di un "Museo mediterraneo dell'arte nuragica e dell'arte contemporanea", che si localizzerà sul porto di Cagliari. Finalità del nuovo Museo sarà ospitare reperti dell'arte nuragica e opere di arte contemporanea e favorire un confronto critico ed interpretativo tra le due sfere. Oltre che a valorizzare un aspetto importante della storia e dell'identità della Sardegna - legato all'eredità nuragica - il Museo si propone di favorire, a partire da questa eredità, la proiezione dell'Isola nello scenario dell'arte contemporanea, e di offrirsi come punto di riferimento per la ricerca artistica dell'area mediterranea. Scopo di questo confronto tra arte nuragica e arte contemporanea è infatti anche quello di sottolineare l'inestricabile e storico legame tra identità insulare e identità mediterranea della Sardegna. In questa prospettiva, le testimonianze nuragiche, restituite all'orizzonte dell'esperienza estetica, dovrebbero funzionare come nucleo simbolico, come elementi capaci di far scattare un corto circuito tra passato e contemporaneità. Il futuro Museo nasce dunque da un'idea espositiva non convenzionale. Non si intende infatti creare un semplice museo archeologico, ma una struttura destinata a ospitare, entro un contenitore di forte rilievo architettonico, una collezione permanente dedicata all'arte nuragica accanto ad esposizioni - e successivamente a una collezione - di arte contemporanea, incentrate particolarmente sulle esperienze condotte nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Nucleo iniziale della raccolta dovrebbe essere il gruppo di grandi statue del VIII sec. rinvenute a Monti Prama, presso Cabras (Oristano), attualmente in corso di restauro. Più in generale, l'architettura del nuovo Museo Mediterraneo di arte nuragica e arte contemporanea dovrà ispirarsi in modo originale all'idea di una doppia tensione nell'identità geopolitica della Sardegna: quella tra antico e contemporaneo e quella tra dimensione insulare e dimensione mediterranea.

    2. Cinque sfide
    Il nuovo spazio museale, che per programma e caratteristiche spaziali rappresenterà una soluzione inedita e originale, si propone di affrontare le seguenti sfide:
    1. Il Museo dovrà fungere da volano di rimandi per gli altri luoghi di identificazione dell'arte nuragica nella Sardegna e nel bacino del Mediterraneo, a partire dal Museo Archeologico di Cagliari. I concorrenti dovranno dunque attentamente considerare la presenza nel Museo di sale e spazi destinati a informare il visitatore sulla dislocazione degli insediamenti nuragici in Sardegna (uno degli scopi principali del nuovo Museo sarà infatti quello di spingere il visitatore alla scoperta degli altri musei e centri di ricerca artistici presenti nella regione) e nel bacino Mediterraneo. Analogamente, il pubblico verrà immerso in una rete di riferimenti geografici relativi alle istituzioni e ai luoghi di produzione - in Sardegna e nel Mediterraneo - dell'arte contemporanea.
    2. Il nuovo Museo dovrà ospitare un laboratorio di confronto e sperimentazione che accosti in forme e modi inconsueti gli oggetti e le opere di arte nuragica e contemporanea. Un confronto che costituirà l'essenza stessa del programma espositivo e di ricerca del Museo. Si tratterà per esempio di progettare spazi - sale espositive, locali multimediali, laboratori - atti ad ospitare opere di dimensioni molto diverse (come, per restare nella sfera archeologica, i bronzetti o le grandi statue nuragiche); spazi capaci di accogliere ad esempio installazioni multimediali di arte visiva accanto ad opere statuarie di arte nuragica; spazi in grado di far apprezzare al pubblico dei visitatori il rapporto tra la dimensione seriale e quella invece individuale delle opere esposte.
    3. Il Museo dovrà offrire un percorso espositivo multiplo, capace di mettere in tensione e fare interagire la percezione estetica delle opere con la loro storicizzazione e contestualizzazione. I concorrenti dovranno infatti proporre modalità cognitivo-percettive di lettura e attraversamento degli spazi del Museo che consentano di articolare i percorsi espositivi su diversi livelli e tempi di lettura, considerando sia una visione rapida e sintetica, sia una approfondita e analitica, sia soprattutto le infinite combinazioni individuali che ogni visitatore potrà realizzare tra questi due estremi. Il Museo dovrà essere un contenitore aperto a pubblici diversificati; ogni visitatore potrà essere attore consapevole di un proprio percorso spaziale e temporale di attraversamento in sequenza dei suoi spazi.
    4. Il Museo dovrà costituirsi come luogo di produzione, ricerca e sperimentazione sulle relazioni tra arte nuragica e arti contemporanee. Da questo punto di vista, i concorrenti dovranno prevedere la presenza di spazi dove curatori e artisti invitati possano discutere le loro proposte confrontandosi con specialisti di altre discipline e incontrando studenti e ricercatori o possano esporre le loro idee a pubblici più vasti e in alcuni casi lontani. Ma dovranno anche contemplare la presenza di laboratori, officine ed atelier destinati al lavoro di restauro dell'arte nuragica e alla produzione di opere di arte contemporanea.
    5. Il nuovo Museo dovrà infine rappresentare a tutti gli effetti un motore di rigenerazione urbana per la città di Cagliari. La presenza all'interno e nei pressi del Museo di spazi di tipo ricettivo e di intrattenimento rivolti sia ai visitatori, sia ai turisti, sia ai cittadini potrà infatti aiutare il Museo a connotarsi come porta di accesso e visibilità per l'isola. Particolare attenzione dovrà quindi essere data dai concorrenti alle forme di accesso al Museo e alle relazioni tra i suoi spazi interni ed esterni. La sequenza degli spazi di carattere pubblico (hall di ingresso, libreria, mediateca, bar, ristoranti, sala conferenze, spazi commerciali...) dovrà infatti essere progettata in stretta coerenza con il contesto spaziale, culturale ed economico circostante la nuova architettura.

    Il comitato scientifico

  4. #4
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    Is bronzixeddus funt prendas pretziadas po Sardigna e po is sardus e custu museu po ddus allogai est custu puru cosa pretziada meda diaderus: fait spantu a ddu bì. Chen''e duda peruna at a avalorai s'arti nuraxesa nosta. Si podint bì is traballus chi ant presentau is aterus architetus?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da PERANTONI Visualizza Messaggio
    Is bronzixeddus funt prendas pretziadas po Sardigna e po is sardus e custu museu po ddus allogai est custu puru cosa pretziada meda diaderus: fait spantu a ddu bì. Chen''e duda peruna at a avalorai s'arti nuraxesa nosta. Si podint bì is traballus chi ant presentau is aterus architetus?
    In s'arretza no creu ch nci siant. Ma ddus depint esponni in Sant'Elia:


    I nove progetti verranno esposti, nelle prossime settimane, in una mostra realizzata dalla Regione e dal Comune di Cagliari nel Lazzaretto di Sant'Elia, vicino a dove sorgerà il museo, per consentire ai cittadini di valutare le idee progettuali proposte.



    Elenco dei finalisti:
    Studio Archea - Marco Casamonti
    Massimiliano Fuksas
    Francesco Garofalo
    Mutti & Architetti S.r.l. - Gianluigi Mutti
    AJN Ateliers Jean Nouvel - Jean Nouvel
    OBR - Paolo Brescia
    Zaha Hadid Limited - Patrik Schumacher
    Herzog & De Meuron - Markus Widmer
    Gonçalo Nuno Pinheiro de Sousa Byrne
    Giampiero Lagnese

  6. #6
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    seu prexau meda po custa cosa

    ca aici sa tzivilidadi nuraxesa at a tenni su museu cosa sua, e at a essi una cosa de importu mannu po Casteddu e po sa Sardinnya intrea

    e bonu fintzas ca ant a torrai a ajudai sant'elia, una parti de sa citadi ki po sa naturlaesa est sa mellus, ma po sa postura sotziali est andendi mali meda, mi speru ki custa siat s'intzimia po furriai sant'elia a jardinu de casteddu e nou ghettu a nca no fait mancu a passai

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da cràudiu Visualizza Messaggio
    seu prexau meda po custa cosa

    ca aici sa tzivilidadi nuraxesa at a tenni su museu cosa sua, e at a essi una cosa de importu mannu po Casteddu e po sa Sardinnya intrea

    e bonu fintzas ca ant a torrai a ajudai sant'elia, una parti de sa citadi ki po sa naturlaesa est sa mellus, ma po sa postura sotziali est andendi mali meda, mi speru ki custa siat s'intzimia po furriai sant'elia a jardinu de casteddu e nou ghettu a nca no fait mancu a passai
    Purtroppo l'amministrazione cittadina è un pò schizzofrenica, non solo questa lo è, anche le precedenti lo sono state, speriamo che continuino in questa direzione................forse sono nella buona strada. Auguri a questo pezzo di città spesso dimenticato.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da cràudiu Visualizza Messaggio
    seu prexau meda po custa cosa

    ca aici sa tzivilidadi nuraxesa at a tenni su museu cosa sua, e at a essi una cosa de importu mannu po Casteddu e po sa Sardinnya intrea

    e bonu fintzas ca ant a torrai a ajudai sant'elia, una parti de sa citadi ki po sa naturlaesa est sa mellus, ma po sa postura sotziali est andendi mali meda, mi speru ki custa siat s'intzimia po furriai sant'elia a jardinu de casteddu e nou ghettu a nca no fait mancu a passai

    As a benni a biri ca a pagu a pagu dda aderetzaus cussa parti puru de tzitadi. Podit diventai una de is prus bellas de casteddu.

    Unu museu abbisongiat de unu cuntestu diferenti e cust'opera at essi po mei su volanu po si tragai avatu totu is atras cosas.
    Certu is cosas de fai funt medas.... In primis su stadiu nou, su fronte mare, su portixeddu de sant'elia, a ndi sciusciai cussas bregungia (po comenti funt fatas.....e lassadas) de domus popolaris inguni acanta e a torrai a fai architetutas prus bellixeddas ecc ecc.

    'ta lastima ca logu aici bellu siat stetiu lassau in custu stadu de abendonu infrastruturali e sotziali

    Po su museu a mimi mi praxit meda s'idea de s'arti nuraxesa chi si proietat a su mundu e si cunfrontat cun cussa moderna. Unu laboratoriu de identidadi, e una metafora bella de sa sardinnia comenti dd' emus a bolli biri totus

  9. #9
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    Non esageriamo....gi fairi a ci passai....io ci passo, conosco persone residenti li, che ci lavorano li, che ci fanno la spesa, che ci vanno a respirere jodio....insomma non ghettiziamolo troppo, sicuramente la gente che ci abita non è certo peggiore di quegli amministratori che hanno "arredato" il borgo.
    Ricordo alla fine degli anni '70, quando il comune iniziò a mettere mano agli alloggi pescatori con ristrutturazioni importanti e bonifica della palude che insisteva sull'area dei parcheggi dello stadio, all'epoca si era sulla buona strada, il borgo era urbanisticamente parlando, fruibile dalla popolazione residente e non, poi malauguratamente, venne l'idea malsana di costruire in maniera pessima, tanto l'urbanista che partorì l'idea dei casermoni mai ci avrebbe abitato in quel mostro fatto di pannelli in calcestruzzo, credo che da lì in poi, iniziò il degrado, il degrado in tutti i sensi sia sotto il profilo umano che ambientale......comunque speriamo di essere sulla buona strada.

  10. #10
    pesa sa conca sardigna mea
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    No se trata de romper ventanas ni farolas ni de cara mejor romper conciencias equivocadas oye! SARDIGNAeMUNDU
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