Per aver definito, dopo una proiezione organizzata dai suoi stessi compagni di partito, un film antiislamico il "Mercante di pietre", Gianfranco Fini si è guadagnato il plauso della Islamic Antidefamation League e la nomina a vincere il premio riservato agli amici dell'Islam.
La Islamic Antidefamation League è il contraltare della medesima organizzazione ebraica, e segnala i nomi di chi deve essere appoggato e chi invece è avversario o nemico.
Evidentemente la strada per la Presidenza del Consiglio comporta il mettersi a culombrina con tutti.
Del resto appena conquistata Costantinopoli Solimano il Magnifico si fece portare immediatamente il figlio quattordicenne del capo dei difensori, e lo violentò davanti a tutta la corte. Fini ci indica il rispetto delle "Tradizioni".
La lega contro la diffamazione dell'Islam ha inoltre chiesto il sequestro del film, che fra l'altro contiene una predica fatta ai fedeli dall'Imam della Moschea di Roma, che gli italiani è meglio che non sentano, meglio che restino ignari imbecilli mentre se li vendono al mercato degli schiavi.




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