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    Predefinito Verona, Baget Bozzo: "Un convegno che nasce morto"

    Verona, Baget Bozzo: "Un convegno che nasce morto"

    di Il Legno Storto, inviato il 18/10/2006







    Giuliano Ferrara:"Meglio essere cristiani senza dirlo che proclamarsi cristiani senza esserlo".
    (Velino) - "Questo convegno nasce gia' morto". Non usa giri di parole Gianni Baget Bozzo nel parlare delle giornate di Verona. Secondo il sacerdote il convegno ecclesiale nazionale e' un retaggio del passato, un'iniziativa che richiama un modello di Chiesa che nel frattempo si e' evoluto. "I convegni decennali nacquero nel 1976 con la tendenza a pensare la Chiesa come centrata sull'influenza politica. Erano i tempi in cui queste assemblee, dove c'erano preti, laici e vescovi sullo stesso livello, sembravano configurare una Chiesa molto conciliare. Quindi passo' l'idea di celebrare una simile esperienza ogni dieci anni, fino ai giorni nostri. Ma il convegno di Verona nasce morto - spiega al VELINO -. In realta' nella Chiesa e' avvenuta, come era giusto, una piena restaurazione del primato della gerarchia" che prevale sul "rapporto fra fede e politica". "Naturalmente c'e' un po' di nostalgia nei laici che sono andati a Verona di trovare una gerarchia che si impegna ancora nella politica in senso stretto. Ma l'impegno della Chiesa e' quello di risolvere le questioni che riguardano la dottrina cattolica. Mentre il laicato di sinistra, che e' molto diffuso legato ai preti di sinistra, pensa ancora a una Chiesa impegnata sulle politiche sociali. I grandi convegni ecclesiali sono il residuo di una Chiesa di sinistra. Questi convegni non andrebbero piu' fatti".
    E proprio la questione dell'impegno dei laici e' uno dei temi che sta animando il dibattito intorno a Verona, anche in seguito alla prolusione con la quale il cardinale Dionigi Tettamanzi ha inaugurato i lavori lunedi'. È di oggi la lettera di risposta che Giuliano Ferrara ha voluto scrivere dalle pagine del Foglio all'arcivescovo di Milano, partendo proprio dalla frase piu' "controversa": "Meglio essere cristiani senza dirlo che proclamarsi cristiani senza esserlo". L'elefantino spiega e difende la posizione degli atei devoti e nel suo discorso ha trovato spazio - cosa che ha sorpreso - anche una critica nei confronti dell'ex presidente del Senato Marcello Pera: "Se il Suo discorso contro l'impostura pseudocristiana riguardasse politici maldestri, come il presidente del Senato nella scorsa legislatura, che hanno invocato l'amicizia degli ecclesiastici, e perfino del Papa, a scudo protettivo per beghe di cortile politico in quel di Lucca, si abbia tutta la nostra comprensione, ma e' un de minimis che ci farebbe soltanto perdere tempo - scrive Ferrara a Tettamanzi -. Se invece nelle Sue parole si riverberasse una scelta favorevole al cattolicesimo cosiddetto democratico... allora si tratterebbe di una scelta politicoecclesiastica legittima in favore del partito dei cattolici adulti, ed e' inutile mascherarla da protezione della genuinita' della fede contro le intromissioni della politica. In ogni caso, per quanto conti, noi nel nostro piccolo non c'entriamo un bel nulla con queste fobie, imposture e mascheramenti" continua il giornalista che passa poi a commentare le ragioni degli "atei devoti". Le perplessita' nascono dal fatto che questa polemica ricalca a grandi linee la campagna alimentata contro l'ex presidente del Senato quando firmo' un libro con l'allora cardinale Ratzinger dalle componenti legate a un mondo laicista impermeabile alla necessita' di una riflessione sulla quale lo stesso Ferrara e' sembrato convenire.
    Sulle declinazioni fra fede e politica si e' soffermato anche Baget Bozzo, cercando di delineare uno scenario possibile per clero e fedeli alla luce del dopo Verona, che vedra' anche il passaggio di testimone alla guida della Cei: con l'addio del cardinale Camillo Ruini si potra' aprire una nuova stagione, meno interventista, o prevarra' una linea di continuita' con l'impostazione ruiniana? "Naturalmente quando cambia un uomo cambia anche la realta'. Cambi ci saranno - conclude Baget Bozzo - dipende da chi viene eletto. Se il successore di Ruini sara' il cardinale Scola, come sembra accreditato, portera' con se' la sua esperienza all'interno di Cl, ma la linea dottrinale, non quella personale, rimarra' identica, sulle orme di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI".

  2. #2
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    boh. mi pare una lettura molto parziale. oltretutto l'articolo dedica almeno un terzo dello spazio a ferrara e PEra, mentre poteva essere più utile un approfondiomento su questa parte che baget bozzo invece declama come fossero verità ormai provate e accettate da tutti.
    I convegni decennali nacquero nel 1976 con la tendenza a pensare la Chiesa come centrata sull'influenza politica. Erano i tempi in cui queste assemblee, dove c'erano preti, laici e vescovi sullo stesso livello, sembravano configurare una Chiesa molto conciliare. Quindi passo' l'idea di celebrare una simile esperienza ogni dieci anni, fino ai giorni nostri. Ma il convegno di Verona nasce morto - spiega al VELINO -. In realta' nella Chiesa e' avvenuta, come era giusto, una piena restaurazione del primato della gerarchia" che prevale sul "rapporto fra fede e politica". "Naturalmente c'e' un po' di nostalgia nei laici che sono andati a Verona di trovare una gerarchia che si impegna ancora nella politica in senso stretto. Ma l'impegno della Chiesa e' quello di risolvere le questioni che riguardano la dottrina cattolica. Mentre il laicato di sinistra, che e' molto diffuso legato ai preti di sinistra, pensa ancora a una Chiesa impegnata sulle politiche sociali. I grandi convegni ecclesiali sono il residuo di una Chiesa di sinistra. Questi convegni non andrebbero piu' fatti".
    questo è il suo pensiero, ma qui non è nemmeno articolato. Perché i grandi convegni ecclesiali sarebbero il rsiduo di una chiesa di sinistra?

    esiste una "chiesa di sinistra"? O una chiesa "di destra"? Baget bozzo così afferma che esistono, e quindi usa categorie politiche per leggere la vita interna alla chiesa, cosa che quando la fa un "laico" si dice che è sbagliata.

    oltretutto mi chiedo cosa significhi dire che nel 1976 la chiesa era di sinistra se proprio in quell'anno la chiesa italiana si espresse per l'abrogazione della legge sull'aborto. non mi ricordo una chiesa a "sinistra".

    il discorso è che per baget bozzo la gerarchia si identifica con gerarchico, in cui c'è un capo che ordina, dei luogotenenti che gestiscono la vita del partito/chiesa, e le masse che ubbidiscono.

    baget bozzo vuole una chiesa come forza italia (e che solo lui può fare il polemico?), dove il papa è come berlusconi, i cardinali come la cerchia di consiglieri attorno a berlusconi, e i fedeli sono gli elettori che ogni tanto vengono chiamati a dare un segno di adesione.

    non a caso berlusconi al meeting ha provato a coinvolgere CL in un discorso di questo genere, sperando di coinvolgere i ciellini in questi fantomatici circoli per le libertà.

    in sintesi: l'ecclesiologia di baget bozzo è semplicemente la sua teoria politica del capo carismatico applicata alla chiesa.

  3. #3
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    La cosa è molto piu semplice e non sta in questi termini schematici ( destra sinistra ) interni alla chiesa come la vedi tu .
    Per chiesa di sinistra si intende una chiesa basata su una falsa teologia che poi sfocia nella scelta dei "poveri" automaticamente . La teologia di sinistra è quella teologia della chiesa consociativa, populista, del dialogo all'infinito che non giunge mai all'annuncio diretto perchè non ne è capace .
    E perchè non ne è piu capace ?
    Perchè è vittima di un discorso sociologico : la riduzione del messaggio evangelico in messaggio politico , che è la cosa piu banale che un cristiano possa fare .
    Non si può conciliare in nessun modo il messaggio evangelico, rivolto a tutti uomini, con un discorso di difesa di una delle tante categorie politiche , nè si puo trasformare il vangelo in un testo di contestazione politica .
    L'incapacita di soffermarsi sui problemi della salvezza personale porta a vedere nel testo evangelico molti uomini di chiesa , un testo per un progresso politico . Chi contesta questa banalizzazione e non ci sta piu , viene definito tradizionalista , conservatore e di destra .

  4. #4
    spirito libero
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    Bget Bozzo, come ex cappellano di Craxi farebbe miglior figura a tacere...
    non sarà mai possibile con la ragione pervenire a qualche verità assoluta

  5. #5
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    apoliticos, non la vedo io così. la vede baget bozzo. io ho solo commentato il suo articolo.

  6. #6
    שמע ישראל
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    A Baget Bozzo non interessa nè la "Chiesa dei ricchi" nè la "Chiesa dei poveri" ma solo il delirio paranoico che lo assilla. Per lui l'Unto non è Gesù, ma il suo datore di lavoro e solo a lui si inchina. Ormai la sua mania paranoide di vedere sinistra e comunisti dappertutto non gli lascia scampo. E le parole di Tettamanzi devono avergli dato enormemente fastidio. Va preso per quello che è. Una scheggia impazzita.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Rollingstone Visualizza Messaggio
    A Baget Bozzo non interessa nè la "Chiesa dei ricchi" nè la "Chiesa dei poveri" ma solo il delirio paranoico che lo assilla. Per lui l'Unto non è Gesù, ma il suo datore di lavoro e solo a lui si inchina. Ormai la sua mania paranoide di vedere sinistra e comunisti dappertutto non gli lascia scampo. E le parole di Tettamanzi devono avergli dato enormemente fastidio. Va preso per quello che è. Una scheggia impazzita.

    vi sbagliate di grosso.
    Io non sono d'accordo con il consenso dato da Baget Bozzo a Berlusconi e a Forza Italia che dicono che doveva essere un partito di destra, ma che era totalmente appiattito su posizioni qualunquiste e di mero opportunismo .
    Però è da ammirare in lui il prete che non è caduto nel solito specchietto per le allodole, abbindolato da quella falsa teologia del vangelo per la difesa dei lavoratori e dei poveri . Non c'è cascato come ci sono cascati quasi tutti i preti e monsignori aggionati dell'ultimo ventennio che vorrebbero attuare il concilio per avere la classe dei lavoratori in chiesa alla messa . E' comunque da ammirare per la capacità di fare delle scelte , buone o sbagliate che siano . Noi sappiamo che un prete qualsiasi quando fa il predicozzo, gira e rigira , se parla del sociale o di politica , non sa allontanarsi dalla prima comunita religiosa di Gerusalemme . Mai abbiamo avuto un clero tanto ignorante nel corso dei secoli e ce ne accorgeremo un domani !
    Ma il fraintendimento dell'umanesimo evangelico è una deformazione professionale dalla quale ben pochi si salvano oggi.

    La scelta dei "poveri" comunque nei nostri giorni l'hanno sempre fatta altre componenti politiche , non c 'è bisogno che la facciano pure i preti e i frati . Il guaio è che ben pochi riescono a liberarsi da quasta cappa ideologica e moralistica della religione come confraternita umana del mutuo soccorso .
    Il vangelo per quanto ci parla di povetà , non conduce a nessun discorso sul sistema politico , quanto è una conferma e un rimando alla legge ebraica come punto di partenza politica .
    Cristo chiedeva alla politca sopratutto la giustizia
    quindi non poteva non rimandare a un discorso gia fatto e rifattto dal Padre . Cioè a un discorso logico e razionale espresso nei dettami della legge per la vita sociale .

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio Visualizza Messaggio
    forse non ti ricordi di baget bozzo craxiano..prima che berlusconiano.
    in politica errare è normale perchè siamo nel campo delle scelte pratiche oggi buone e domani cattive , ma l'alternativa a quei tempi quale era, te lo sei chiesto ?
    Era De Mita e la combricola affarista dei boiardi di stato tutti democristiani di sinistra .

  9. #9
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    se era abortista sbagliava di grosso !
    Ma per quanto io ne sappia ha sempre contestato un certo progressismo teologico .

  10. #10
    שמע ישראל
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    Citazione Originariamente Scritto da apoliticos Visualizza Messaggio
    in politica errare è normale perchè siamo nel campo delle scelte pratiche oggi buone e domani cattive , ma l'alternativa a quei tempi quale era, te lo sei chiesto ?
    Era De Mita e la combricola affarista dei boiardi di stato tutti democristiani di sinistra .
    E che cosa è, una giustificazione ? Il Craxi abortista e il Martelli edonista e cannarolo erano migliori di De Mita ? Ma perchè il dottore gli aveva ordinato di schierarsi e mettersi in mostra politicamente al fianco di qualcuno ? Tutti i religiosi ordinati votano e hanno preferenze, ma se le tengono per loro. E non hanno manie di protagonismo.
    Per il resto la Chiesa si rivolge a tutti, ricchi e poveri. C'e' la Caritas e c'e' l'Opus Dei. E tutti godono di rispetto. Ma nessuno va in giro ringhiando e schizzando odio a destra e a manca come lui, seminando zizzania, fratture, contrapposizioni, che nulla hanno di cristiano.
    Perchè, si legge nel Vangelo, la zizzania la semina il diavolo.


    Nessuno, ricco o povero che sia, sente il bisogno di Baget Bozzo.

 

 
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