Il Messaggero del 19 Ottobre 2006
Manifesti col generale nazista, è polemica
I Verdi preparano un esposto, il sindaco: «E’ preoccupante, verificheremo anche se sono abusivi»
Sulle le mura della città affiora il mezzobusto di Léon Degrèlle (nella foto Pierlorenzi), ufficiale della brigata Wiking delle SS. E’ l’immagine del manifesto che riporta una iniziativa del circolo culturale 2+2=4, circolo che vede tra i responsabili Marco Gladi, coordinatore regionale del partito di estrema destra Forza Nuova. E a Palazzo è subito bufera. «Una vergogna - sbotta il consigliere dei Verdi Daniele Tagliacozzo - Questa è apologia di nazismo. Agiremo per vie legali». «E' un fatto sicuramente preoccupante - incalza il sindaco Fabio Sturani - sia sul piano politico che su quello amministrativo. Verificheremo, inoltre, che le affissioni siano regolari perché abbiamo avuto segnalazioni di alcuni di questi manifesti incriminati posizionati fuori degli spazi consentiti».
L’incontro al circolo culturale 2+2=4 di via Montebello, era previsto per l’altra sera.Oggetto: la storia del "guerriero d'Europa" Léon Degrèlle. Belga di nascita e fondatore del movimento ultracattolico Christus Rex e volontario nella Légion Vallonie impegnata nell'est europeo contro il bolscevismo e il comunismo. La storia racconta che nell'estate del '42 Degrèlle riuscì a far accorpare la sua legione nella brigata Wiking delle SS tedesche. Ed è proprio quell'effige sul collo della divisa ben in vista sul manifesto, che il circolo 2+2=4 ha messo in circolazione in città, ad aver fatto scoppiare il caso. «Non vedo il motivo di tanto scandalo - replica Marco Gladi - il personaggio storico preso in considerazione nel nostro ultimo dibattito non è altro che un uomo cristiano fortemente europeista. Che da soldato semplice è diventato generale». Ma Gladi va oltre. E si abbandona adichairazioni choc: «Purtroppo l'ignoranza dilagante in questa città dà vita a troppi fraintendimenti. Io consiglierei all'amministrazione locale di pensare ai veri problemi della città. Magari se qualche politico anconetano avesse partecipato a quest'incontro avrebbe potuto colmare una delle tante profonde lacune culturali». Reazioni?




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