Il populismo anti-italiano in scena a Vicenza
A vicenza la destra è unita e compatta -lodevole l’assenza di Casini- per gridare a squarcia gola slogan e accuse a ogni carica dello Stato. Non viene risparmiato neanche il Presidente della Repubblica Giorgo Napolitano e così Berlusconi dimentica la sua promessa di rispetto per il colle. E’ una manifestazione di puro stampo leghista, la folla fradicia per la pioggia viene aizzata dai politici con frasi che hanno del ridicolo, ma a cui ormai i “Verdani” ci hanno abituati. L’inno di Mameli viene fischiato, neanche stessimo giocando a Berlino, ed è una provocazione a cui i leghisti non sono nuovi- ancora vivo è il ricordo dell’incendio del Tricolore. Ma qui sorge un dubbio, anzi un nodo gordiano. Come può un politico, un rappresentante dello stato italiano insultare quello che dovrebbe essere il simbolo del suo lavoro? Quindi se l’Italia ai leghisti non piace perché adorano invece lo scranno del Parlamento della Repubblica. E su che basi poi? È un movimento popolare che fa richiamo a miti per nulla fondati come i Celti, un popolo che non ha niente a che vedere con la storia del nostro Paese, ma purtroppo la gente ci crede. Il rito dell’ampolla nel fiume Po, una semplice scusa per cercare in ogni modo di mantenere in vita una tradizione che non esiste. Non si può dire dunque, visto che parte da fondamenti che si rivelano falsi, che sia un movimento di stampo federalista. Lo è nelle richieste ma non per vocazione e cioè chiede la secessione di una parte del Paese di cui tutela gli interessi – condivisibile o meno ma di sicuro legittimo- ma lo fa senza cognizione di causa senza che le motivazioni che porta siano congruenti con la storia o la tradizione -fasulla- che venera. La componente fortemente razzista è poi un altro elemento di anti-democraticità, difficile da sopportare in parlamento, senza contare le derive estreme della lotta armata quasi auspicata da Borghezio ai microfoni delle Iene (Venezia). Insomma un movimento che si muove sul nulla e anti Italiano, pare evidente, si unisce ad un partito che dell’Italia farebbe la sua forza. Ed ecco il Forza-Leghismo: un animale informe, nuovo paradosso della politica. Così il “pifferaio di Arcore” insieme al Senatur trascinatore di masse aprono una nuova era di politici più incantatori che mai che non propongono nulla ma vogliono solo ammaliare i cittadini e abbaiare contro chi non è d’accordo con le loro opinioni.
A.B.
fonte: http://oknotizie.alice.it/go.php?us=98002c8b25195e8
L’inno di Mameli viene fischiato, neanche stessimo giocando a Berlino![]()





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