QuadrantEuropa 22/10/2006
Per la prima volta il governo russo ha stilato la lista dei settori economici di estrema importanza nei quali gli investitori stranieri avranno limitata libertà di azione
Per la prima volta il governo russo ha stilato la lista dei settori economici di estrema importanza nei quali gli investitori stranieri avranno limitata libertà di azione e potranno agire solo dopo aver ricevuto un permesso speciale da parte di Mosca. Le limitazioni riguardano il comparto dell’industria spaziale e degli armamenti, l’aeronautica e il settore delle costruzione degli impianti speciali, l’industria atomica, quella delle materie prime e tutti i monopoli che abbiano un significato particolare per la pubblica amministrazione.
Tra non molto vi sarà una legislazione concreta a questo riguardo ha dichiarato, dopo un incontro con alcuni investitori stranieri, il primo ministro russo Michail Fradkov. Gli imprenditori che in futuro avranno intenzione di comprare delle azioni di queste industrie, lo potranno fare solo dopo un permesso governativo ha ribadito Fradkov. Secondo le informazioni del ministero per l’Industria e l’Energia la partecipazione straniera all’imprenditoria qualificata strategica, potrà al massimo raggiungere il 50% del totale delle aziende. In caso di superamento di questa soglia ci sarà bisogno di un permesso speciale, per il quale il governo per decidere avrà al massimo sei mesi di tempo.
Il vice ministro dell’Industria Ivan Matjorov ha annunciato che il disegno di legge, proprio in questi giorni in discussione al governo, sarà presentato al parlamento entro la fine dell’anno. Il presidente Putin, in un decreto del luglio 2005, aveva stilato una lista di 1063 imprese russe – aziende di Stato o società – le cui azioni sono al 100% nelle mani dello Stato (della nazione). Si tratta di aziende qualificate di importanza strategica che non sarà più possibile privatizzare.
Per quanto riguarda l’accesso delle industrie straniere ai tesori del sottosuolo russo, secondo i nuovi progetti governativi i giacimenti con oltre 70 milioni di tonnellate di riserve petrolifere e quelli contenenti oltre 50 miliardi di metri cubi di gas verranno dichiarati di importanza strategica, cosicché la partecipazione straniera dovrà limitarsi ai giacimenti più piccoli. Una legge che regoli l’accesso alle materie prime russe, non è invece prevista. Negli anni scorsi si era più volte parlato di una tale misura, ma governo e parlamento non sono riusciti a trovare un punto d’accordo.
Recentemente Putin aveva annunciato che in futuro lo Stato russo controllerà ancora di più lo sfruttamento delle materie prime. Proprio in questi giorni in Russia si discute se sia possibile che le nuove normative abbiano forza di legge anche per i contratti già conclusi. In realtà questo è un falso problema.
L’atteggiamento delle autorità nei confronti delle aziende straniere che grazie ai Production Sharing Agreements, estraggono petrolio e gas davanti all’isola di Sachalin mostra che vi sono già sufficienti mezzi a disposizione, anche se indiretti, per riuscire a modificare accordi stipulati in precedenza.
Anche la decisione di Gazprom di proseguire lo sfruttamento del giacimento di gas di Stockman nel Mar di Barent senza partecipazione straniera è apparso agli osservatori internazionali un rafforzamento del nuovo corso: diminuire al massimo l’importanza delle aziende straniere nell’estrazione dei tesori del sottosuolo russo. Nel caso del giacimento di Stockman gli analisti credono che i lavori verranno ritardati in modo significativo.
Inoltre le dichiarazioni di Putin, fatte prima del suo recente viaggio in Germania, secondo cui gli europei verranno preferiti per i rifornimenti provenienti da Stockman possono essere valutate come un’intelligente mossa politica per mettere in contrapposizione Usa ed Ue. Inizialmente erano gli americani quelli che avrebbero dovuto essere riforniti dal giacimento del mar Barent.




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