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Originariamente Scritto da
Melkitzedeq
L'anticomunismo e l'anti-islamismo hanno portato voi neofascisti tra le braccia degli americani e dei capitalisti e sempre vi ci porteranno. Allora lo sia che ti dico? Viva il comunismo e viva l'islam! E ora tornatene a sventolare la bandiera della RSI al comizio di Berlusconi... :lol
Certo che ragionare con alcuni di voi é impossibile, eh...
Stare dalla parte di un popolo che si é ribellato ad un'invasione significa essere filo-americani? Ma rampa fo dalla crisi!!!
Ah certo: voi siete contro l'imperialismo solo quando vi fa comodo... :rolleyes:
Ps: chi ha portato quella bandiera a quel comizio lo piglierei a calci nei denti! :-:-01#19
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Originariamente Scritto da
Marco-Torino
c'è che, ora, avendo toccato il fondo, si iniziano ad aprire gli occhi, a capire la storia, vederne i risvolti all'epoca nascosti ma oggi chiari e sotto gli occhi di tutti.
Almeno, questo è per me, per gli altri non sò
L'URSS non era un imperialismo?
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Originariamente Scritto da
RibelleSano
L'URSS non era un imperialismo?
guarda che non sto dicendo che l'URSS era buona e i "ragazzi di Buda" no.
Non capire male.
Sto dicendo che quei ragazzi erano sicuramente animati da onorevoli idee, ma hanno lottato aprendo le porte a USRAEL. Punto.
E aggiungo che, ricordarli oggi, è una cosa pressochè fuori logo, proprio in onore del sangue da loro versato.
Come nell'MSI: dirigenti (molti, ma non tutti) atlantici, CIA, ecc
Militanti: moltissimi da esempio. Ma per cosa combattevano? Per i vari Caradonna & Co. Animati dalla buona fede. Non è colpa loro, è chi muove i fili che è stato troppo bravo. E noi dovremmo imparare dagli sbagli/esempi/insegnamenti del passato.
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tra l'altro....
....giusto per restare al top dell'ipocrisia.....le celebrazioni avvengono davanti ad EX comunisti come d'alema e quell'imbroglione di socialista premier magiaro!!! E' vero cari camerati, con il senno di poi, possiamo dire che alla lunga ha vinto l'america che si diverte - dopo 50 anni e senza aver inviato un solo soldato - a guardare ex comunisti prezzolati che commemorano la rivolta anticomunista e tutti.......ma proprio TUTTI allineati e coperti al nuovo ordine mondiale.
Tutto ciò non toglie che la Rivolta di Budapest rappresentò un'insurrezione di popolo ..........di operai e di studenti........trasversale........coinvolgente... ........e triste !!! come tutte le rivolte che vengono represse nel sangue !!!
E' evidente che OGGI, non dobbiamo mai stancarci di proclamare e praticare l' ANTIAMERICANISMO !!! come ieri i magiari contro i carri sovietici così noi oggi contro le basi nato !!!
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Originariamente Scritto da
ennerre
Piccola riflessione. Se allora fu un errore appoggiare una rivolta organizzata dai servizi segreti americani contro l'Unione Sovietica, perchè oggi (a Destra) si continua a celebrare (assieme ai mass media Occidentali) l'anniversario?
Ma allora voi oggi vi schierate con i carri armati e con i comunisti ? :rolleyes:
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Esmor
Ma allora voi oggi vi schierate con i carri armati e con i comunisti ? :rolleyes:
Io sto con Putin.
Con i comunisti mi ci schiererei pure, se esistessero... :rolleyes:
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Alla faccia della contestualizzazione...
Qualche fatterello trascurato di quel 1956
Destalinizzazione
Rivolta di Poznan e riabilitazione di Gomulka
In Ungheria riabilitazione di Rajk, di Nagy e liquidazione di Rakosi
A proposito, nella contemporanea crisi di Suez USA e URSS andarono a braccetto...
Ma vuoi mettere la potenza esplicativa del complotto ebraico?
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Originariamente Scritto da
Marco-Torino
E aggiungo che, ricordarli oggi, è una cosa pressochè fuori logo, proprio in onore del sangue da loro versato.
Fuori luogo?!? Ricordare quella data è invece doveroso. Proprio perchè è lo spirito che hanno incarnato che, lungi dall'essere dimenticato, va onorato con semplicità e dignità. Chiunque abbia mosso i fili di quello scontro non ha di certo scalfito l'altissimo valore di quei martiri, nè la nostra volontà di unirci a quello spirito di sacrificio così bello e puro.
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Originariamente Scritto da
Paul Atreides
Ma vuoi mettere la potenza esplicativa del complotto ebraico?
Ti proietta immediatamente nel girone dei camerati più illuminati.
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http://www.noreporter.org/imgArticol...pest231006.jpgIl 23 ottobre di cinquant’anni fa il popolo ungherese insorgeva contro il comunismo e l’Unione Sovietica. Il 23 ottobre di diciassette anni fa l’Ungheria liquidava il comunismo e si liberava dal dominio sovietico.
Oggi gli ungheresi commemorano i loro martiri e il sogno che, seppur infranto, restituì a quel popolo la fiducia in se stesso e gli permise di tirare avanti con fierezza. Due settimane durò quella che venne cantata come “l’alba dei giorni ungheresi”. Due settimane durante le quali gli studenti, i braccianti, gli operai, caddero a migliaia ma resero dura la vita ai sovietici distruggendo decine e decine di carri armati e inchiodando per sempre sul posto tanti carristi e numerosissimi fanti nemici.
L’orgoglio magiaro celebra oggi, giustamente, se stesso.
Possiamo disquisire sul fatto che l’Ungheria sia finita in un altro contenitore oppressivo e antinazionale, qual è senza ombra di dubbio il sistema occidentale e atlantico, ma di certo non si può con questo ridimensionare il valore di quella rivolta e di quello spirito nazionale che è resistito e resiste malgrado la sconfitta epocale ed apocalittica del 1945.
Dovremmo vergognarci pubblicamente di aver lasciato massacrare un popolo fratello.
Dovremmo interrogarci sul come sia stato possibile che quella rivolta, che pur faceva seguito ad un’insurrezione popolare berlinese, non aprì gli occhi in occidente; dovremmo chiederci come fu possibile che le aperture al Partito Comunista Italiano invece di arrestarsi si moltiplicarono proprio in quegli anni.
Invece l’occasione del cinquantennale serve soltanto ai soloni falliti, all’intellighenzia di allora, a quei parassiti che sentenziavano e pontificavano, che santificavano o scomunicavano uomini e cose dall’alto delle loro cattedre tarlate: quest’occasione serve loro come una seduta di psico analisi.
Le reti televisive e le colonne dei giornali sono precettate da mummie intellettuali che furono - e probabilmente sono ancora - comuniste che ci raccontano i loro “drammi” privati. Le “lacerazioni” interiori nel prendere posizione per i boja contro gli insorti, per gli invasori contro gli operai. E straparlano di “errori politici” e di “scelte inevitabili”. E ci spiegano come, poi, hanno rivisto la gerarchia dei propri valori concettuali. E si compatiscono e si leccano le cicatrici.
A questo è ridotta l’epopea ungherese, a questo la tragedia di un popolo che si è lasciato stritolare sotto i cingolati in nome dell’indipendenza nazionale: ad ammannirci l’outing dei disagi di gente senz’anima che mai ha creato alcunché ma nella vita ha sempre e solo sputato saliva incorniciata di note sonore. Un’intellighenzia squallida e oscura che si è sempre presa, con presunzione arrogante, decadente e borghese, per il clero della rivoluzione finale che ci avrebbe tutti “redenti” nel paradiso terrestre.
Il dramma, signori cari, è che lì, cinquant’anni fa gente così se la scrollarono di dosso e che noi oggi perdiamo ancora il nostro tempo, e offendiamo la nostra dignità a dar loro il microfono!
di Gabriele Adinolfi