Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
    per il centro-sinistra
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    Predefinito Ieri come oggi: il fascismo ungherese ancora in azione

    Ieri come oggi: il fascismo ungherese ancora in piazza..

    Ieri erano uno sparuto gruppetto finanziato dagli Usa e da un settore corrottissimo del partito ungherese, isolati nel paese, confinati in alcune zone di Budapest e sostanzialmente marginali (gonfiati, nei numeri, solo dalla becera propaganda anticomunista…non esiste una sola fonte, immagine, prova oggettiva in grado di dimostrare il contrario…)

    Oggi il fascismo torna nelle strade di Budapest, testimoniando la drammatica esistenza di un problema storico: l’estremismo nazionalista magiaro, che i sovietici avevano ben individuato e sgominato in pochi giorni e senza nessuna difficoltà.

    Oggi, questi gruppi estremisti (principalmente il partito Fidesz) si scagliano contro i gruppi dirigenti che hanno guidato in sostanza la controrivoluzione capitalistica che ha ridotto l’Ungheria ad un pozzo nero di miseria e disoccupazione; in definitiva alimentano un processo di destabilizzazione eversiva al fine di determinare una svolta reazionaria, di carattere nazionalista e populista, contro un gruppo dirigente della borghesia ungherese, restaurato dal capitalismo europeo-occidentale, con il quale le destre eversive pure avevano costruito un’alleanza in chiave antipopolare ed anticomunista.

    Insomma il problema storico del fascismo ungherese, di gruppi eversivi violenti e manovrati da settori dell’imperialismo che mirano ad una profonda penetrazione nelle aree più vicine alle grandi potenze antagonistiche (in questo caso aree a ridosso della Russia…in Asia stanno facendo lo stesso, con altri mezzi, in chiave anti-Cina), resta drammaticamente irrisolto.

    Rimane la certezza della grande opera antifascista e di pace che l’Unione Sovietica aveva costruito, estirpando il virus del fascismo ungherese ed educando il popolo magiaro alla solidarietà, al lavoro, allo studio, in piena armonia con la maggioranza della popolazione e con la grande parte sana del partito ungherese (che aveva isolato i gruppi eversivi ed i presunti leader alla Imre Nagy, rendendo l’azione dell’Armata Rossa del 56 una passeggiatina senza grosse perdite…a dispetto della propaganda vomitevole e sguaiata di beceri ed immondi prezzolati della stampa di regime, dei servizi segreti Usa e della Nato).

    Un giorno storici seri scriveranno pagine di verità, per il momento accontentiamoci, con qualche evidente soddisfazione, di rilevare l’esistenza di un pericoloso fenomeno di fascismo squadrista in Ungheria.
    Teniamo sotto osservazione gli accadimenti di questi giorni a Budapest, nuove e proficue riflessioni potranno farsi strada.

  2. #2
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    Predefinito

    Oggi un qualsiasi ungherse di qualsiasi estrazione politica e sociale se gli esprime queste frasi direttamente se le va bene le sputa in faccia se incazzato gli fa saltare le cervella con una revolverata, mi riferisco a quelli più incazzati da lei chiamati fascisti che non si sono limitati alla cerimonia ma hanno manifestato duramente in piazza forse perchè vedono che qualcuno del vecchio regime si è riciclato, ma è una storia normale che noi conosciamo bene in Italia. Vada ad esaltare il regime comunista sovietico nell'Ungheria di oggi, non qui che c'è ne frega un cazzo della sua sporca propaganda dei regimi criminali komunisti già sconfitti dalla storia e sputtanati per bene da chi li ha vissuti e che noi per fortuna conosciamo solo per sentito dire. ..

  3. #3
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    Angry ..... I fantasmi dello stalinismo più bieco aleggiano ancora .....!

    Citazione Originariamente Scritto da Leninista Visualizza Messaggio
    Ieri come oggi: il fascismo ungherese ancora in piazza...........

    Leninista.......... Non credevo esistessero ancora persone come Te ...... .......!

  4. #4
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da fux55 Visualizza Messaggio
    Leninista.......... Non credevo esistessero ancora persone come Te ...... .......!
    Sono residuati bellici, non si capisce con quale faccia tosta possono fare simili interventi, parlando nome di chi poi?

  5. #5
    per il centro-sinistra
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    Predefinito mah !

    non c'è cosa peggiore di chi si ostina a non voler vedere la realtà rifiutandosi di capire i processi, deviando su facili ingiurie ed insulti....
    siete voi i veri "ideologici", Marx definiva l'ideologia come "falsa coscienza" (ecco perchè niente vi è in me, in noi comunisti, di ideologico....il marxismo è una scienza sociale che sviluppa in senso dialettico e razionale l'analisi dei processi storici)


    la vostra è falsa coscienza...al cospetto della realtà fate ideologia per coprire le vostre mostruose menzogne

  6. #6
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Leninista Visualizza Messaggio
    non c'è cosa peggiore di chi si ostina a non voler vedere la realtà rifiutandosi di capire i processi, deviando su facili ingiurie ed insulti....
    siete voi i veri "ideologici", Marx definiva l'ideologia come "falsa coscienza" (ecco perchè niente vi è in me, in noi comunisti, di ideologico....il marxismo è una scienza sociale che sviluppa in senso dialettico e razionale l'analisi dei processi storici)


    la vostra è falsa coscienza...al cospetto della realtà fate ideologia per coprire le vostre mostruose menzogne
    A me frega un cazzo dell'ideologia.... gli ungheresi, un popolo, un nazione europea intera sono incazzati duri perchè per colpa dei sovietici e del loro komunismo hanno perso 50 anni di democrazia e sviluppo... nessuno gli e li ri dà indietro tutti gli anni che hanno passato e subito..

  7. #7
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    Angry ....... Lo stalinismo è IDEOLOGIA per coprire sanguinosissime menzogne ....!!!

    Citazione Originariamente Scritto da Leninista Visualizza Messaggio
    ...........


    la vostra è falsa coscienza...al cospetto della realtà fate ideologia per coprire le vostre mostruose menzogne

    ........... Lungi da me la volontà di offenderTi ma ........ La frase che sopra riporti sembra perfettamente attagliata al Tuo farneticante post nr. 1 ......... .........!!!

  8. #8
    Segafredo
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    Leninista...nel '56 i tuoi compari hanno fatto un gran bel lavoro...scommetto che tu vorresti veder ripetute quelle memorabili gesta...

    ma va a dar via i ciap!

  9. #9
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    Predefinito

    Durante questi ultimi giorni sono usciti numerosi 3d sulle giornate di Budapest. A parte qualche intervento si è di solito degenerati sulla solita polemica anticomunista con poco costrutto. Tutto ciò rientra piuttosto nell’uso politico della storia. E infatti non mi sembra un caso che l’aggressione dell’URSS all’Ungheria sia stata abbondantemente commentata, mentre quella contemporanea di Francia Inghilterra e Israele all’Egitto invece no. Il nostro presidente della repubblica non è andato in Egitto a porre una corona di fiori sui civili morti nei bombardamenti e neanche ha speso una parolina. Francamente ho più stima per chi rivendica tutto, almeno un po’ di coerenza. E questo anche se ci viene ha raccontare che è l’unico a non avere una componente ideologica…..(nel linguaggio di Marx questa si chiama falsa coscienza necessaria).
    Se vogliamo parlare dell’Ungheria parliamo pure, ma facciamolo con senso storico. Il ’56 ungherese va collocato nel clima della Guerra Fredda e della destalinizzazione, mentre gli scontri di questi giorni sono causati dalla crisi sociale e politica dell’Ungheria di oggi. Sono due cose diverse per piacere.
    Per favorire la discussione metto un brano breve, ma molto ben fatto di G. La Grassa che ho trovato sul blog http://ripensaremarx.splinder.com


    LE CANAGLIE E I REVISIONISTI


    In questi ultimi giorni se ne sono dette abbastanza sulla “Rivoluzione” Ungherese del ’56. Da una parte quelle canaglie dei giornalisti di regime, appartenenti alla sfera ideologico-culturale dominante, il cosiddetto clero mediatico dei produttori di pubblica opinione e di “buon” senso comune, dall’altra gli ex-comunisti pentiti i quali, dopo aver applaudito ai carri armati sovietici che avanzavano per riportare l’ordine nei recalcitranti paesi dell’est, tentano oggi di rifarsi una verginità politica al costo di abiure vergognose (non meditate nemmeno per un istante) e di ripensamenti senza un minimo di “convulsione” coscienziale. La verità è che questi cosiddetti ex-comunisti sono solo degli ex- piccìisti che col comunismo non hanno mai avuto nulla a che fare.
    Questo, ovviamente, non significa che non si possa cambiare idea in assoluto, la vita è lunga ed un essere umano può essere chiamato a fare i conti con sè stesso e col proprio passato. Per tale motivo, ogni ripensamento delle proprie prese di posizione e delle fasi storiche vissute, dovrebbe essere accompagnato da percorsi interiori lunghi e turbinanti che solo i superficiali potrebbero esternare con leggerezza. Come dire, la coscienza non è un orifizio anale dal qual espungere peti.
    Ai coprofagi del “fu” Partito Comunista vogliamo ricordare qualcosa. Nemmeno in Ungheria sentono la rivoluzione del ’56 così come si finge di sentirla in Italia o in qualche altro paese Europeo. Questa operazione di strumentalizzazione e di revisionismo storico ha il solito obiettivo di infangare il comunismo e di insozzare quelle bandiere che sono state, per molte generazioni di uomini, il simbolo di una possibile alternativa allo sfruttamento capitalistico. Allora, quale metodo migliore delle abiure di chi comunista non è mai stato?
    Lo storico ungherese Gyorgy Litvan, uno di quei rivoluzionari che si erano opposti all’invasione russa, ha dichiarato che dello spirito di quella rivolta all’autoritarismo oggi non è rimasto assolutamente nulla. La nuova Ungheria ha tradito le aspettative di quella generazione che aveva imbracciato le armi per un paese più solidale. L’attuale sistema ungherese è fondato sull’insicurezza sociale ed esistenziale e lo stesso si può dire per la maggior parte dei paesi dell’est post-sovietico.
    Paradossalmente, il clima favorevole alle manifestazioni di piazza era stato fomentato proprio da Kruscev e dall’opera di destalinizzazione che il gruppo dirigente del Pcus aveva avviato subito dopo la morte del leader georgiano. C’è da dire che il gruppo dirigente del Pcus ebbe una gran fretta a denunciare gli orrori dello stalinismo, probabilmente perché occorreva distruggere la figura carismatica di Stalin e assicurare una certa riproducibilità al potere. Di fatti, dov’era Kruscev durante le purghe staliniane? Kruscev aveva approvato i metodi di Stalin e, addirittura, si dice fosse tra i suoi più cruenti collaboratori.
    Ma tant’è. L’Urss avvierà, in seguito a ciò, la politica del “disgelo”, i metodi staliniani verranno abbandonati e le nuove purghe, che pure ci saranno, (contro Molotov e contro Malenkov) avranno tutt’altre caratteristiche rispetto al periodo precedente. La Russia aprirà ai rapporti commerciali con i paesi del “blocco occidentale” (“scambiare merci con gli amici del temuto sig. Jones è solo un trucco per averlo meno ostile”[Assemblea Musicale Teatrale]).
    Tutte queste precondizioni saranno preludio al climax della in(scena)ta del 1956. Al XX congresso del Pcus, Kruscev terrà il famoso rapporto sul despota sanguinario Stalin e si darà avvio alla destalinizzazione della Russia. Sarà proprio la destalinizzazione a invogliare i paesi satelliti dell’Urss a reclamare le proprie libertà, fino a quel momento sacrificate sull’altare della contrapposizione al nemico imperialista. Dapprima scoppieranno disordini in Polonia (giugno 1956) repressi nel sangue dai successori di Stalin (i cosiddetti destalinizzatori, sic!), successivamente la protesta si estenderà anche in Ungheria. Era stato proprio Kruscev a sostenere che il comunismo era degenerato a causa della poca moralità dei capi. La gente aveva creduto alle sue parole ed aveva cominciato a cercare, tra le “pieghe” della dittatura, quel “fondamento di potere operaio” che, secondo Kruscev, era ancora alla base della società socialista.

    Allo scoppio della rivolta ungherese le truppe russe presenti a Budapest lasciarono la città e Imre Nagy e Janos Kadar (due comunisti, ripeto due comunisti) perseguitati dallo stalinismo, diventano rispettivamente capo del governo e segretario del partito comunista. Certo, Nagy commette un errore, poiché in piena guerra fredda pretende di uscire dall’alleanza politico-militare con la Russia. A questo punto, “inevitabilmente”, i carri armati non possono che marciare sull’Ungheria. O qualcuno è davvero così sciocco da pensare che si dovesse lasciar fare? L’unione Sovietica si sarebbe sfaldata dopo pochi anni anziché arrivare sino al 1991. Era comunista l’Unione Sovietica? Non lo abbiamo mai pensato, all’epoca i comunisti più critici avevano parlato di social-imperialismo, mentre chi oggi abiura era concordemente schierato con il regime sovietico. Comunque, alla fine il clima cambiò. Kadar (il quale si schierò con i russi appena i carri armati entrarono a Budapest) divenne capo del governo Ungherese ed avviò una serie di riforme politiche ed economiche che innalzarono il tenore di vita della popolazione. Questa è Storia, il resto è lerciume montato ad arte dai “traditori” e dal clero mediatico dominante

 

 

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