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    Una Proposta Concreta Accolta Da Iorio Per Il Bene Del Molise


    Il valore delle idee in difesa del MOLISE:
    La democrazia e le Istituzioni dovranno essere lo strumento fondamentale per garantire i principali valori di:
    Libertà; Partecipazione; Pluralismo ed equilibrio dei poteri.

    Le linee guida, suggerite dal nostro programma di governo, si basano sostanzialmente su quei principi democratici dei valori di: libertà, partecipazione, pluralismo ed equilibrio dei poteri a difesa del cittadino.

    Da ciò, deriva l’esigenza di riforma che, deve salvaguardare tutti i valori della gente, e di concerto, con lungimiranza, deve promuovere quelle scelte utili, opportune e adatte a porre gli amministrati nella condizione di perseguire tutti gli obiettivi, etnico/culturali, produttivi e di rinascita, prevedendone le conseguenze a medio e lungo periodo.

    Abbiamo preso atto dell’operato fin qui svolto del governo Iorio, e n’abbiamo apprezzato l’incisività per i risultati socio produttivi conseguiti.
    Come tutte le riforme che si rispettano, anche quanto messo in pratica da IORIO, necessita di correttivi, e gli stessi debbono transitare attraverso l’applicazione della discontinuità sia di governo sia di sottogoverno; il fine, rispondere concretamente al cambiamento democratico richiesto dalla gente Molisana e quindi fare propria quell’idealità di democrazia che è consona solo ai grandi statisti.
    La futura composizione sia del governo sia del sottogoverno dovranno basarsi sul principio del merito e non più su attribuzioni che alla lunga si dimostrano improduttivi; chi dovrà assumere l’onere della gestione futura, dovrà mostrare d’essere cultore di riformismo e mostrare doti innovative; la nostra regione necessita di una classe dirigente propositiva, che sappia porre in atto e garantire la tutela di difesa dei più deboli, sul concetto “dell’uomo giusto al posto giusto”.
    Come politici responsabili ed attenti ai bisogni della gente, il nostro impegno, non può che essere quello di assicurare la stabilità di governo, e far prevalere la supremazia dei valori fondamentali dei Molisani, i quali dovranno essere posti alla base della pianificazione del futuro governo regionale, il fine è di far prevalere la democrazia rappresentativa e la trasparenza amministrativa, non ultima la solidarietà fra regioni, che renda efficaci ed incisive le aziende Molisane.
    Il nuovo sistema programmatico istituzionale dovrà quindi garantire, insieme,“la partecipazione dei cittadini e degli Enti, l’obiettivo e l’incentivazione e la diffusione dell’esperienza di democrazia partecipata a livello locale, al fine di favorire il dialogo tra le istituzioni e i soggetti della società civile.

    Vogliamo con il “Progetto Molise” essere propositivi e far recepire la costruzione di un ruolo che assicuri una Repubblica unitaria e pluralista, che crei un investimento politico e organizzativo mirato a far valere le nostre ragioni locali e che vada a semplificare le duplicazioni e sovrapposizioni oggi esistenti, e di concerto chiarifichi le attribuzioni delle funzioni normative e amministrative riguardanti le risorse finanziarie.

    Vogliamo affrontare questa delicata pianificazione contrapponendoci con la forza delle idee, e con determinazione a quanti ignorano che la nostra regione e cosciente delle ragioni della crisi interna, che hanno affinità con quella nazionale e internazionale.
    Solo quando si conoscono le ragioni, si è nella condizione di suggerire i rimedi, ed allora:
    In prima battuta dobbiamo impegnarci per il futuro affinché, l’insicurezza diventi sicurezza e l’incertezza diventi certezza, e quindi, dare ai Molisani una strategia, un percorso ed un progetto ai quali affidarsi, che consentano di superare questa difficile fase di stallo.

    In seconda battuta dobbiamo riconfermare in regione Michele IORIO, quale guida credibile ed autorevole per affrontare l’emergenza con fermezza e competenza, avendo questi già dimostrato d’essere una guida che si e dedicata, con spirito di servizio, alla gestione della cosa pubblica.

    In terza battuta come già mostrato in precedenza, dobbiamo avvicinare la gente alla politica, e far si che i politici si avvicinino ai problemi e alle attese dei Cittadini.

    In altre parole dobbiamo far sì che la politica svolga il compito che la democrazia le ha assegnato, quello di produrre idee, preparare progetti ed incentivare e custodire valori.



    Queste azioni dovranno interagire su due livelli:

    ü Il primo di tipo normativo e costituzionale ordinario di modifica dei regolamenti regionali;


    ü Il secondo mediante la creazione di un piano d’azione amministrativo, che faciliti l’adattamento degli apparati pubblici e li ponga al servizio dei cittadini.


    Se saranno applicati i nostri suggerimenti, entro la fine della legislatura si potrà realizzare la creazione di un sistema istituzionale regionale autenticamente pluralista.



    Gli interventi istituzionali che proponiamo di adottare, tendono a creare:

    ü Una migliore definizione delle materie d’esclusiva competenza Regionale che:
    Comprende la disciplina dei rapporti di lavoro, la tutela e la sicurezza del lavoro, l’ordinamento delle professioni e delle comunicazioni nonché la creazione di norme generali per le grandi reti di trasporto e navigazione, la produzione, il trasporto e la distribuzione dell’energia elettrica, con particolare riferimento di quell’Eolica, che consenta di trarre benefici economici per le amministrazioni locali ed i cittadini.


    ü Urge in tale situazione l’istituzione di una clausola regolamentare generale da inserire nel nuovo statuto che consenta alla regione di impedire al Parlamento di intervenire con leggi in materie di competenza locale quando siano in gioco interessi superiori d’appannaggio della collettività, in altre parole quando si debba garantire l’equità giuridica o economica locale onde far salvo il diritto dell’uguaglianza dei cittadini nell’esercizio dei diritti costituzionali. Tale clausola, ovvierà le problematiche meglio ridefinite in ambito di cooperazione fra regioni; e semplificare l’adozione dell’art. 117 della Costituzione riguardante le categoria di competenza e concorrente;
    Ne deriva l’esigenza di intervenire sulle leggi ordinarie per definire il quadro socio-normativo regionale, in particolare quello che riguarda:


    q L’individuazione dei principi etnico/culturali fondamentali della regione Molise, finalizzate all’ottenimento dell’incremento turistico, agro alimentare, pastorizia e connessi;

    q La definizione dei livelli delle prestazioni per l’omogenea garanzia dei diritti sociali e civili dei Molisani a valere su tutto il territorio nazionale, da rinegoziare con le altre regioni e con lo stato;

    q L’istituzione di un sistema di cooperazione, attraverso il potenziamento della Conferenza unificata con le amministrazioni periferiche (Comuni, Province ed Enti d’istituzione regionale), avente fine di superare l’attuale logica che porta alla delegittimazione dei ruoli in ambito periferico;

    q L’adeguamento del modello organizzativo dell’amministrazione Regionale, incrementandone gli apparati d’interesse regionale, in particolar modo di quelli atti a monitorare e valorizzare il territorio.

    q L’introduzione di meccanismi di conciliazione tra i vari livelli di governo locale “Comuni, Province Enti e cittadini”;

    q L’implementazione dello sviluppo della funzione di monitoraggio delle politiche sociali e, potenziamento dei grandi sistemi informativi ed informatici, con incentivazione della nascita di un sistema regionale del Molise;


    I correttivi fin qui individuati, dovrebbero rientrare in un situazione di pianificazione quinquennale, e saranno frutto di un monitoraggio basato sostanzialmente sulla conoscenza del territorio, e delle tendenze e scenari evolutivi che, caratterizzeranno la regione molisana nel futuro.


    Il difficile confronto, da un lato, con il dinamismo economico e demografico delle società emergenti e, dall’altro, con i processi d’innovazione produttiva e sociale di quelle più avanzate, pone, in prospettiva, la regione Molise doppiamente sotto pressione.


    Sul piano economico, le tensioni derivanti dalla globalizzazione si riflettono sui sistemi produttivi e sui livelli occupazionali dei settori metalmeccanico, turistico, agricolo e terziario indotto, e sulla parte più espressiva e decisiva dell’economia regionale, quella esposta sui mercati esteri.

    Per questo, siamo coscienti che, dobbiamo affrontare complessi processi d’adattamento ai nuovi equilibri locali, nazionali ed internazionali.

    Il graduale, ma costante, ridimensionamento del comparto pastorale a favore di quello meccanico, e la valorizzazione dei prodotti di nicchia e d’eccellenza, c’inducono ad effettuare un’analisi di ricerca da basarsi su una maggiore qualificazione dei servizi e del turismo in Molise.

    Le tendenze in atto e le proiezioni di medio periodo segnalano la necessità di adottare processi selettivi di sviluppo per i sistemi produttivi locali e per le imprese.

    Non possiamo ignorare che, i settori portanti del sistema economico e sociale della regione Molise, stanno attraversando una trasformazione rischiosa e difficile, con conseguenze rilevanti in termini di mantenimento delle specializzazioni produttive, sulla tenuta dell’occupazione, e nella delocalizzazione dei processi produttivi, nonché nella terziarizzazione delle fasi di filiera e internazionalizzazione del sistema.
    Il tema della competitività produttiva del Molise riguarda il sistema regionale nel suo complesso, e sarà più rilevante nelle aree fortemente specializzate e orientate ai mercati esteri, i distretti industriali, le aree turistiche delle costa, e alcuni importanti poli produttivi insieme al comparto agricolo, che convivono tra l’eccellenza e la crisi strutturale.

    Riteniamo allora di dover aprire la nostra Regione a nuovi settori, in particolare a quello dell’industria farmaceutica per inserirla in un collegamento con il sistema sanitario regionale; e contestualmente a quello dello sviluppo delle biotecnologie e dell’innovazione nel campo della robotica.

    Queste aperture, da operarsi in collaborazione con l’università, dovranno garantire nel futuro delle formazioni professionali d’eccellenze in ambito regionale, e investirà altresì la ricerca in campo ambientale, finalizzandone l’attività alla creazione di ricercatori specializzandi sia in ambito meccanico partendo dai settori tradizionali, sia per la riqualificazione del processo di qualificazione del vino e dell’olio, nonché per lo sviluppo d’iniziative nel campo del turismo.

    In ambito economico e sociale non può essere trascurata l’analisi che riguarda la il reddito e la ricchezza che segnala ed evidenzia uno spostamento progressivo dalla retribuzione del lavoro a quello della rendita e conseguente travaso di risorse dai settori produttivi a quelli finanziari ed immobiliari.


    Le tendenze e le proiezioni fin qui offerte, indicano che si sta ridisegnando il nuovo sistema “Molise”, ove sono favoriti i temi
    1. Dell’ambiente;
    2. Del patrimonio culturale;
    3. Del turismo;
    4. Delle infrastrutture e dei trasporti (logistica);
    5. Dei servizi sociali;
    6. Dell’occupazione;
    7. Dell’incremento delle aziende;
    8. Della ricerca.
    Quanto agli investimenti sull’ambiente sarà cruciale l’attività da svolgersi, soprattutto per quanto riguarda il quadro idrico e quello dello smaltimento dei rifiuti.


    Dall’analisi fin qui svolta e dalle soluzioni proposte, ne deriva una nuova tendenza che pone in evidenza che: la qualità e il dinamismo, in campo economico, sociale, territoriale, ambientale e culturale, saranno l’elemento guida del nostro programma.


    La qualità dei prodotti, dei servizi, delle infrastrutture e dell’ambiente, della società Molise nel suo complesso sarà necessaria a garantire la competitività e il dinamismo del sistema, contestualmente l’ipostazione data è indispensabili per garantire un “vivere bene all’altezza dei tempi” in Molise.

    Ma la qualità della vita, dell’ambiente e del territorio sarà anche un ulteriore elemento di competitività: dovrà infatti attrarre investimenti e persone, produrre creatività e innovazione, e, stimolare la partecipazione.


    Per indice di benessere il Molise è ai primi posti fra le regioni italiane; non per questo, l’attuale posizione d’oggettiva eccellenza sarà una garanzia per il futuro; nella situazione in tumultuosa trasformazione, com’è oggi quello mondiale, stare fermi significa andare indietro e rischiare di perdere rapidamente i primati; sarebbe quindi un grave errore cullarsi sugli allori e ritenere acquisiti per sempre tali risultati.

    La globalizzazione metterà, infatti, a dura prova l’economia del Molise, come quella di tutto il paese e dell’Europa intera.

    Bisogna quindi rimettersi in gioco, sia sul piano nazionale sia su quello europeo e internazionale.

    L’obiettivo prioritario sarà quello di restituire dinamismo alla regione investendo nell’innovazione per difendere e valorizzare il livello di qualità raggiunto.

    L’analisi fin qui svolta ha evidenziato un’altra criticità e cioè che, il Molise sembra poco reattivo alle sollecitazioni esterne e può essere bloccato dalle dinamiche interne se non affrontate nel giusto modo.

    Innumerevoli parti della società regionale tardano a percepire l’urgenza strategica del cambiamento e prevale un atteggiamento d’attesa, come se le difficoltà recenti fossero dovute a fattori congiunturali e non strutturali.

    La crisi esistente, che non appare momentanea, va pertanto affrontata con determinazione e in fretta.

    Per questo intendiamo impegnarci a costruire un nuovo Molise e dare a questa regione una strategia di legislatura e progetti integrati d’attuazione.

    Voglio in tale circostanza citare una dichiarazione di TONI BLER come risposta ad un giornalista: quale sarà la prima operazione che porrà in atto?

    La risposta fu conseguente EDUCAZION, EDUCAZIONE, EDUCAZION.

    Ebbene, all’ultima parte delle riflessioni esternate, non possiamo che impegnarci per essere di stimolo e propositivi verso tutti, non senza aver analizzato una proposta che sia attuabile e concreta.

    Da questa conferenza stampa, intendo lanciare 12 Sfide, 12 scommesse per il rilancio della Regione.

    Senza falsa modestia, chiedo alla parte politica contrapposta di voler smantellare tale programma, in altre parole di considerarlo inattuabile o inapplicabile, dai temi politici risolutivi credo che possa avvenire il vero confronto, e credo che, i molisani sappiano capire chi opera a loro favore e chi No.


    1 La sfida del futuro:
    Bisogna puntare sui giovani e sulle donne.
    I giovani appaiono, negli scenari di medio periodo, al tempo stesso, la risorsa per eccellenza e la fascia debole della società.
    Alla maggiore istruzione non corrisponde una migliore qualificazione, resta ritardato l’ingresso nel lavoro, si allunga la prospettiva di una sua effettiva stabilità, con la conseguente possibilità di crearsi una famiglia e di partecipare alla vita sociale e all’innovazione economica e culturale, diminuisce la copertura assicurativa futura, mentre aumenta il carico previdenziale per il crescente debito intergenerazionale.

    Creare un circolo virtuoso fra cultura, istruzione, formazione, lavoro, investimento sociale e individuale, significa per i giovani, superare l’incertezza, la sfiducia, la precarietà, derivante dall’instabilità del lavoro; significa offrire prospettive e riaffermare l’obiettivo strategico dell’uguaglianza, significa fornire gli strumenti della crescita personale e sociale nei loro percorso di vita.

    Ma perché questo accada bisogna tornare a considerare i giovani come la vera risorsa per il futuro, proiettando su di loro il concetto del “vivere bene in Molise”; dobbiamo offrire soluzioni fondate sull’esistenza delle condizioni per una scommessa positiva di crescita individuale, dobbiamo integrarli per farli considerare parte di una comunità a forte coesione sociale, capace di scommettere e di investire sul proprio capitale umano, e dobbiamo metterli al centro dello sviluppo.

    Dunque, occorre rendere i giovani protagonisti del processo molisano d’innovazione.


    A livello d’esempio emblematico si può affermare che: investire sui giovani significa sviluppare un sistema d’apprendimento che riduce l’abbandono scolastico, offrendo servizi per garantire il diritto allo studio dalle scuole di primo grado fino all’università.

    Significa ridurre i tempi di permanenza negli studi universitari favorendo l’ingresso nei percorsi internazionali di ricerca e d’alta formazione e in un mondo del lavoro che, attraverso l’innovazione, sia capace di generare una domanda qualificata e di superare la precarietà.

    Occorre evitare che i “cervelli” che si plasmano nelle istituzioni formative siano costretti a cercare le proprie opportunità fuori dei confini regionali.

    Significa creare un clima di fiducia che rompa i meccanismi di staticità sociale che bloccano le prospettive delle nuove generazioni, per fare del Molise una regione che per “valori”, qualità, dinamismo e prospettive concrete sia vissuta dai giovani come terra delle opportunità, delle libertà e della creatività.


    Non ci sarà sfida sul futuro senza attenzione alla componente femminile.

    Sulle donne il Molise si gioca gran parte delle possibilità di avvicinarsi agli obiettivi di Lisbona.
    Per le donne sarà necessario che il sistema regionale aumenti significativamente il grado di partecipazione al lavoro e allo sviluppo.
    Le giovani donne risultano più discriminate per quanto riguarda l’accesso al lavoro, mentre le adulte, che si fanno carico della conduzione della famiglia, hanno posizioni inferiori, e, a parità di qualifica, peggio pagate e maggiormente a rischio d’uscita dal lavoro.

    Le donne anziane, spesso sole, hanno mediamente livelli pensionistici inferiori, derivanti dalle differenziazioni subite nel corso della vita lavorativa.

    Affrontare la questione femminile nel mercato del lavoro significa prendere atto che sulle spalle delle donne grava il peso del lavoro e di cura della famiglia.

    Vanno quindi aumentati e arricchiti i servizi per l’infanzia e per l‘assistenza ai non autosufficienti nelle famiglie.

    E’ necessario trovare nuove forme d’agevolazione per l’occupabilità femminile.

    Da questo punto di vista gli obiettivi stabiliti a Lisbona mantengono tutta la loro attualità.

    Emblematicamente si può dire fin d’ora che la sfida per rendere le donne protagoniste dello sviluppo del Molise sarà così centrale da richiedere un’attenzione trasversale, estesa ai piani, ai programmi, ai progetti che potranno coinvolgere la componente femminile.


    2 La sfida “lavoro”:
    Qualità e sicurezza oltre la precarizzazione, la qualità del lavoro misura la nostra capacità di svilupparci valorizzando le risorse umane attraverso un’istruzione e una formazione innovativa, in un mercato del lavoro in grado di funzionare in modo efficiente, efficace ed equo.

    E’ necessario individuare forme di regolamentazione del mondo del lavoro in grado di conciliare l’esigenza di flessibilità, necessaria in un’economia moderna e competitiva, con quella fondamentale di far crescere gli individui, garantendo loro adeguati livelli di sicurezza e di stabilità nel lavoro e un ruolo attivo nel divenire sociale.

    La maggiore qualità del lavoro sarà anche la risposta al fenomeno della precarizzazione.


    Un’elevata mobilità sociale può favorire l’arricchimento e la crescita professionale dell’individuo solo se non si associa a forme di precariato, di sfruttamento, di minore sicurezza sul lavoro, o alla difficoltà di soddisfare bisogni elementari; possedere una casa, costruire una famiglia, un futuro professionale, pensare al domani con fiducia, credere nel lavoro come valore, portare felicità nella sforzo di creare la società di domani.


    La qualità e la sicurezza dei lavori, la tutela dei diritti e la piena dignità del lavoratore come individuo in una società basata sulla coesione sociale e sui principi di solidarietà saranno non solo fattori d’efficienza e competitività, ma valori fondanti della qualità della vita per chi ha scelto il Molise come la sua regione.

    La qualità del lavoro sarà essenziale anche per attrarre risorse e per promuovere investimenti produttivi.

    La capacità attrattiva di offrire occupazione di qualità va accompagnata da politiche di sostegno delle fasce deboli: vanno rafforzati i diritti dei lavoratori atipici vanno altresì garantiti percorsi efficaci d’arricchimento e di crescita professionale per favorire la stabilità del lavoro e superare la precarizzazione strutturale.

    In questa visione, il lavoro e i momenti di formazione che lo precedono e lo affiancano lungo tutto l’arco della vita si configurano come fondamento della crescita umana, sociale ed economica di un Molise aperto, competitivo, e multiculturale, inserito fra le regioni europee più dinamiche, nella quale la qualità delle risorse umane sarà il fattore competitivo più rilevante, che si forma nel confronto e nello scambio d’esperienze e relazioni.
    3 La sfida produttiva:
    Verso un distretto integrato regionale.
    Molte analisi sembrano indicare che la prospettiva futura sarà quella di un profilo economico debole per l’insieme dell’Europa.
    In questo contesto è da sottolineare la centralità del sistema Metalmeccanico e agro alimentare regionale, la loro presenza diffusa, la loro capacità di creare ricchezza, valore, occupazione, coesione sociale, equilibrio territoriale, qualità della vita.

    E’ necessario che tutto questo sia mantenuto vitale e competitivo, attraverso interventi selettivi e innovativi, aumentando la loro capacità di attrarre investimenti, in un quadro di politiche industriali di livello europeo e nazionale.

    In Molise, come in altre regioni italiane con una presenza diffusa di sistemi distrettuali di piccola e media impresa, la sfida sarà più intensa e probabilmente più difficile e coinvolge i meccanismi sui quali si fonda la competitività del sistema nei confronti dei paesi di recente industrializzazione

    Anche il mondo della grande impresa risente della nuova divisione internazionale del lavoro, che determina processi di concentrazione aziendale, ridisegna le prospettive d’interi settori, tra i quali anche quelli produttivi agricoli.

    In Molise le prospettive di sviluppo delle singole aziende, anche di dimensioni significative, dipendono da questo orientamento.

    I fattori strategici di competitività, ormai esterni alle imprese e spesso anche ai territori presi singolarmente, saranno:
    La ricerca, l’innovazione, il capitale umano, le reti terziarie, le grandi infrastrutture e le risorse finanziarie, che configurano sistemi a rete su ampia scala, la cui soglia critica sarà costituita proprio dalla dimensione regionale e dalla capacità di “tenere” il sistema in termini sia locali sia globali.

    E’ quindi necessario un salto di qualità del ragionamento.

    Pur considerando la creatività e la versatilità proprie dei sistemi locali di piccole e medie imprese, del mondo dell’artigianato, del movimento cooperativo, delle singole imprese di medie e grandi dimensioni presenti in Molise, sarà indispensabile intervenire in una logica di “sistema a rete” a scala regionale.

    Da questa convinzione nasce la proposta, che sarà sviluppata nella prossima fase d’implementazione del programma da trasferire nel nuovo e costituente Piano Regionale dello Sviluppo Economico.

    Urge infatti proiettare la politica industriale regionale (che non potrà fare a meno d’analoghe politiche a scala nazionale ed europea) nell’ambito di un Distretto Integrato Regionale, inteso come sistema capace di mettere in rete le sue componenti a partire dalla struttura che dovrà essere articolata per sistemi locali d’imprese, poli produttivi, grandi e medie imprese, e dovrà sviluppare la massa critica necessaria a produrre innovazione, da diffondere a livello regionale, anche con le necessarie discontinuità.

    Il Distretto Integrato Regionale, quindi, non si configura come il superamento della dimensione territoriale, sociale, oltre che produttiva, dei distretti industriali locali, dei sistemi territoriali di piccola impresa, dei distretti turistici e rurali, dei singoli poli produttivi, ma come un nuovo paradigma competitivo fondato su una loro messa in rete su scala regionale che comprenda settori, attori, imprese, territori, centri di ricerca, sistema del credito.

    L’obiettivo sarà favorire politiche innovative e collegamenti con il contesto nazionale ed europeo, valorizzando le radici locali attraverso interventi selettivi e concentrati, ponendo grande attenzione alle politiche di filiera, all’attrazione d’investimenti, alla necessità di crescita dimensionale e tecnologica delle imprese, chiamate ad un ruolo più diretto nella competizione internazionale, capaci di innovare e divenire i soggetti dinamici del cambiamento.

    Il Distretto Integrato Regionale diviene, così, l’ambito progettuale nel quale si integrano le linee d’intervento della politica industriale regionale e si definiscono azioni che troveranno il loro campo applicativo nell’ambito del relativo Progetto Integrato Regionale.

    Si tratta, in primo luogo, di incrementare l’efficienza dei processi produttivi e la capacità d’interazione con i servizi qualificati che si collocano a monte (ricerca, progettazione e design) e a valle (marketing, distribuzione e commercializzazione).

    Saranno sostenute le imprese più innovative attraverso lo sviluppo di produzioni high-tech e la riconversione delle componenti più tradizionali tramite azioni volte a riqualificarne la forza lavoro, accompagnandone la ristrutturazione con programmi di formazione mirata.

    Questa sfida potrà essere vinta solo con il contributo del mondo imprenditoriale, nei suoi diversi spaccati, da quello della grande impresa e delle imprese leader, dalla realtà d’imprese innovative di medie dimensioni presenti nella regione, dal diffuso mondo dell’artigianato, dove si collocano la gran parte delle imprese più piccole, fortemente radicato nelle realtà distrettuali, dal sistema cooperativo, dove la nascita di nuove imprese e professioni si lega alla responsabilizzazione individuale e di gruppo, all’impegno sociale, ad un’imprenditorialità partecipata.

    La sfida non riguarda, però, solo il mondo delle imprese e del lavoro; le tante realtà produttive locali della Regione Molise, saranno anche, e soprattutto, “capitale sociale” dove l’accumulazione, il progresso tecnico, l’innovazione devono essere patrimonio comune delle comunità locali con l’obiettivo di investire nel cambiamento attraverso tutte le risorse disponibili, da quelle umane, territoriali, ambientali, sociali, culturali, oltre che economiche.


    4 La sfida dell’internazionalizzazione:
    Fare sistema, il Molise deve internazionalizzarsi meglio e di più.

    Dobbiamo interagire col mondo: aiutare le nostre imprese ad accedere a nuovi mercati, allargare i confini geografici ed economici delle filiere.

    Dobbiamo Istituzionalizzare nuovi soggetti che promuovono il Molise all’estero anche attraverso i nostri corregionali emigrati; le parti sociali devono mettersi in rete per selezionare insieme gli obiettivi prioritari e concentrare su questi le risorse disponibili.

    La strategia vincente sarà comunicare un’immagine globale della Regione Molise, sviluppando sinergie tra iniziative economiche e culturali, integrando internazionalizzazione, promozione di cultura, ambiente, prodotti, servizi, insieme ad un’offerta turistica qualificata, attrazione degli investimenti, opportunità offerte dalla cooperazione transfrontaliera e internazionale.

    Nel quadro economico mondiale i principali mercati di riferimento saranno gli Stati Uniti, l’Europa allargata, le economie asiatiche: in particolare Cina, India e Giappone.

    Prospettive interessanti si stanno aprendo in America Latina.

    A queste aree dovrà fare capo buona parte del mercato, ed a queste aree dobbiamo rivolgere il nostro pacchetto di proposte per la creazione di nuovi flussi turistici, i quali contribuiranno alla crescita del PIL e all’occupazione regionale.
    Il Nostro programma di sviluppo, si rivolge, quindi, ai mercati europei, ma va anche ricercando più intensi rapporti con i prossimi paesi dell’allargamento dell’UE; guarda alla Russia, deve consolidare un nuovo ruolo sul mercato statunitense e Giappone, deve tendere ad intensificare le relazioni con Cina e l’India e ad ampliare la presenza Molisana sui mercati dell’America Latina e del bacino del Mediterraneo.

    Uno specifico progetto integrato regionale andrà a svilupperà questi concetti, affrontando anche il tema della riorganizzazione complessiva dell’attività di promozione economica e internazionalizzazione della Regione Molise.

    In questo contesto la promozione sarà affidata alla Regione Molise, la quale avrà il compito di razionalizzare la programmazione, la progettazione e l’assistenza per le imprese, il tutto ad incremento del campo della promozione economica, dell’internazionalizzazione, del marketing territoriale.

    Per ottenere questo risultato sarà necessario un coordinamento fra Regione Molise, Camera di commercio ed enti pubblici e privati che concorrono allo sviluppo delle imprese Molisane sui mercati esteri.

    L’obiettivo sarà promuovere le eccellenze del Distretto Integrato Regionale, anche attraverso accordi con altre realtà italiane d’eccellenza.

    Il marketing territoriale sarà un’attività strategica per l’attrattività dei territori e delle imprese, affinché la qualità dell’offerta Molise sia comunicata attraverso sistemi informativi efficienti, esaurienti e aggiornati.

    Gli investimenti diretti delle imprese Molisane sui mercati esteri, che sostituiscono o accompagnano la delocalizzazione produttiva, potrebbero “se non coordinati” sottrarre valore e lavoro al sistema Molisano senza aumentarne la competitività strategica.

    Questa va difesa identificando la domanda potenziale d’alcuni settori e selezionando le opportunità che potranno sviluppare valore e ricadute virtuose.


    5 La sfida dell’innovazione:
    Investire in ricerca e alta formazione significa realizzare ricchezza per la regione:
    Per questo proponiamo la creazione di uno Spazio Regionale per Innovazione e Ricerca, in cui si integrino dimensioni produttive, ambientali, sanitarie, sociali ed il programma degli interventi in agricoltura, nella cultura e nella formazione, che determini altresì le azioni per la società dell’informazione e della conoscenza, per le quali sarà previsto uno specifico piano di coordinamento dell’insieme delle attività.

    Lo Spazio Regionale dell’Innovazione e della Ricerca, andrà rivisto coerentemente con le direttive del Consiglio di Lisbona e di Barcellona, e la sua creazione in ambito regionale sarà intesa ad integrazione del sistema di relazioni tra i soggetti protagonisti dei processi innovativi, i quali saranno attori del varo di una piattaforma immateriale per interagire e creare valore aggiunto alla nostra Regione.

    L’internazionalizzazione dei mercati obbliga a razionalizzare, selezionare e qualificare gli interventi per l’innovazione e le nuove tecnologie, favorendo lo scambio di risorse umane e d’esperienze: bisogna integrare i poli d’eccellenza scientifica e tecnologica con i sistemi di produzione specializzati e con la ricerca sanitaria.

    Bisogna integrare sostenibilità ambientale, gestione innovativa dei beni culturali, servizi pubblici a rete, azioni innovative per l’e-government e la pubblica amministrazione.




    Poiché sarà prioritario incrementare la produzione d’energia da fonti rinnovabili, assume rilevanza la ricerca volta a garantire autonomia energetica sul fronte della produzione e su quello del consumo.

    Il coordinamento delle competenze e delle risorse sarà, oltre che un valore in sé, una precondizione per attrarre investimenti e localizzare in Molise imprese ad alto contenuto di ricerca, tecnologia, e qualità ambientale.

    L’esperienza dimostra che solo intorno a poli integrati di ricerca qualificata si creano le condizioni per sviluppare processi d’alta formazione, capaci di generare un’elevata mobilità degli studenti e dei ricercatori/ricercatrici e una conseguente internazionalizzazione di qualità della società regionale.

    Poiché il raggiungimento dell’obiettivo europeo “competitività regionale e occupazione” si basa su ricerca e innovazione, definiti assi prioritari dei nuovi Programmi Europei a partire dal 2007, i programmi e i progetti a favore della ricerca e dell’innovazione saranno compresi nei programmi comunitari del periodo 2007-2013, da finanziarsi con i Fondi Strutturali.

    Ad essi saranno collegati gli strumenti individuati nei programmi strategici e nei progetti integrati regionali, sulla base di una specifica legge regionale sulla ricerca e l’innovazione, tesa a coniugare gli aspetti della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento alle imprese dei processi stessi.


    6 La sfida del territorio:
    Le infrastrutture, la logistica e l’accessibilità della Regione Molise vanno messe a sistema.

    Dalle Città del Molise deve essere diffusa una rete capillare dei trasporti che dovrà garantire e tutelare il flusso dei pendolari degli abitanti dei 136 comuni presenti in regione.

    Ci impegniamo per integrare aree di servizi avanzati e sistemi locali d’eccellenza produttiva, ricerca e innovazione, logistica; questo intendiamo realizzarlo grazie alla creazione di una funzionale infrastrutturazione per l’accessibilità regionale.

    Proponiamo di interconnettere le reti dei servizi di trasporto collettivo tra loro e con il trasporto privato per garantire la mobilità delle persone e delle merci sarà, secondo l’approccio sistemico, e per noi questa l’ulteriore sfida da vincere per rendere più dinamico il sistema regionale Molisano.

    Questa sfida come detto, va estesa all’insieme del territorio regionale, alle aree rurali, al sistema del mare, a quello della montagna, attraverso un migliore collegamento alle direttrici dello sviluppo regionale, permettendo loro l’accessibilità ai punti “forti” del sistema territoriale.

    I cittadini-utenti dovranno avere un facile accesso al territorio, ai servizi pubblici di trasporto e - in tempo reale - alle informazioni inerenti la mobilità, e una realistica percezione dei costi.

    Urge pertanto migliorarne la sicurezza, favorire l’adozione di veicoli a basso impatto ambientale e consolidare le politiche di “liberalizzazione governata” del trasporto pubblico locale, stimolando l’aggregazione delle imprese, superandone l’attuale frammentazione, per ottimizzarne le risorse e qualificarne e tutelare il lavoro e la qualità del servizio.

    Facendo fare un salto di qualità anche alla necessaria collaborazione con lo Stato, Bisogna pianificare tutte le infrastrutture Regionali promuovendone l’innovazione tecnologica e l’integrazione delle reti.





    7 La sfida dell’ambiente:
    Realizzare uno sviluppo sostenibile significa coniugare dinamismo economico e rispetto dell’ambiente: urge pensare di produrre valore impiegando meglio minori risorse materiali.

    Questa sarà anche la strada per la ricerca di una maggiore competitività del sistema regionale, senza dovere passare attraverso l’illusione della riduzione del costo del lavoro, attraverso una sua dequalificazione o delocalizzazione.

    Bisogna privilegiare prodotti e servizi a basso utilizzo di materia prima e d’energia, minimizzando inquinamento e produzione di rifiuti.

    L’ecoefficienza sarà una sfida che deve essere affrontata.

    La riduzione dei consumi energetici e lo sviluppo delle fonti rinnovabili saranno una condizione necessaria per osservare il Protocollo di Kyoto.

    E’ certamente questa, una sfida difficile, nel momento in cui le prospettive di una bassa crescita del PIL deprimono la propensione all’investimento pubblico e privato, incoraggiando una competitività di breve periodo.
    Ma agendo in questo modo cieco si perde qualità e si esauriscono irreparabilmente le risorse, quindi, si perde valore.
    La sostenibilità ambientale e territoriale dello sviluppo sarà fondamentale e per questo lavoreremo affinché le risorse ambientali siano conservate, valorizzate e gestite sul territorio e con oculatezza.

    Vogliamo con decisione tutelare la risorsa idrica a partire dagli interventi per la messa in sicurezza del Biferno e della sua diga; confermiamo la necessità di sviluppare reti idriche in grado di servire i sistemi urbani secondo il disposto della Legge Galli, in modo che siano equilibrati e policentrici ed, in grado di ridurre le perdite.

    Per questo proponiamo di incentivare un’edilizia che garantisca minori consumi idrici ed energetici e che salvaguardi sia l’ambiente che la salute dei cittadini.

    Per noi in tale contesto sarà importante riconoscere un ruolo specifico alle realtà delle aree rurali e di quelle della montagna, dove la tutela delle qualità ambientale si deve integrare con la necessità di mantenere la sostenibilità anche, e soprattutto, sul piano economico e sociale, attraverso strumenti d’intervento specifici.

    In questo contesto vengono inserite le modifiche di cui alla Legge 464, che riteniamo fondamentale ai fini della gestione della risorsa idrica, del monitoraggio degli inquinamenti, e del varo della nuova carta geologica a tutela della Regione e dei cittadini tutti.


    8 La sfida dei servizi:
    Più efficienza e liberalizzazione, questo vuole essere il nostro motto!
    Mentre si pone al centro delle politiche industriali regionali il sistema produttivo, occorre ricordare che oltre il 70% dello sviluppo regionale dipende dal settore dei servizi, fondamentale per la competitività delle produzioni, per il funzionamento dello stato sociale e per il tenore e la qualità di vita dei cittadini.
    I servizi incidono in misura rilevante sulla determinazione della qualità e del prezzo dei beni prodotti e saranno essi stessi prodotto destinato al mercato, rappresentano oltre un quinto del totale delle esportazioni (si pensi al turismo, e non solo) e saranno una componente importante dei consumi materiali e immateriali delle famiglie, dell’efficienza del sistema produttivo regionale, dello stesso livello di benessere della popolazione.


    Modernizzazione ed efficienza dei servizi saranno, quindi, una priorità e un tema centrale dell’azione della Regione Molise.

    La qualificazione, l’ innovazione, il dinamismo e la qualità dei servizi alle famiglie e alle imprese, comporta l’aumento della produttività e della competitività del sistema regionale, diminuisce i costi e la pressione sui prezzi, incide positivamente sul reddito disponibile, liberando risorse per il consumo.

    La presenza di molte rendite di posizione nei settori terziari ne ha talvolta ostacolato la modernizzazione, i prezzi elevati si associano spesso ad efficienza e qualità basse e pregiudicano la competitività dell’intero sistema regionale.

    Un qualificato sistema terziario sarà anche la chiave per connettere efficienza, innovazione e qualificazione del mercato del lavoro.

    Il caso dei servizi sanitari e sociali è emblematico: oltre a costituire parte importante del welfare regionale, questi incidono sulla produzione di valore aggiunto tramite l’occupabilità qualificata, l’attivazione economica, la ricerca.

    Considerazioni analoghe, potranno essere fatte per i trasporti, l’ambiente, la cultura, l’istruzione e la formazione.

    Occorre portare in primo piano la centralità di un’elevata cultura imprenditoriale nel campo dei servizi privati, promuovendone la crescita dimensionale, la costituzione di reti, la sperimentazione di progetti innovativi, la qualificazione della committenza pubblica e delle esternalizzazioni; portare, in sintesi, questi settori, a partire dai servizi alle imprese, dal commercio, dal turismo, ad essere parte attiva di una politica per lo sviluppo.
    Le politiche per l’innovazione e la riduzione delle aree di rendita potranno e debbono contare anche sulle competenze proprie del mondo delle professioni.

    In coerenza con le direttive comunitarie, intendiamo favorire la crescita dei settori professionali, coinvolgendoli nelle scelte strategiche e nella programmazione ordinaria regionale.

    Intervenire sull’efficienza e sull’efficacia dei servizi rivolti alle imprese, alle famiglie, alla tutela ambientale e territoriale, significa incidere sullo sviluppo, ridurre l’area della rendita parassitaria ed improduttiva, rendere competitivo il sistema, conseguire un autentico dinamismo nella qualità, superare lo stereotipo che colloca nell’area della spesa i servizi, in particolare pubblici, senza vederne il contributo al reddito, allo sviluppo, alla qualificazione dell’occupazione.

    Si colloca in questo ambito la priorità, per tanti versi emblematica, che intendiamo promuovere e attribuire allo sviluppo d’efficienza dei Servizi Pubblici Locali a rilevanza economica.
    Questo deve essere un settore capace di produrre valore aggiunto, in cui innovare, sperimentare, avviare processi d’esportazione e internazionalizzazione del know-how anche attraverso significative esperienze di cooperazione per lo sviluppo.

    Bisogna ottimizzare il sistema dei Servizi Pubblici Locali, aggregarli e liberalizzarne l’attività, avendo chiara la netta differenza che esiste fra liberalizzazione e privatizzazione.

    Nel caso delle risorse idriche intendiamo mantenere al pubblico la proprietà, l’indirizzo sull’uso, il controllo sulla gestione.

    L’obiettivo sarà incrementare la competitività del sistema e difendere il potere d’acquisto delle famiglie, individuando soluzioni normative, organizzative e d’indirizzo che uniscano qualità, efficienza e tutela dell’utenza, anche con una normativa regionale di regolazione del settore, orientata anche alla sperimentazione di forme di partecipazione degli utenti nel controllo della gestione dei servizi stessi.





    9 La sfida sociale:
    Un welfare solidale, efficiente, produttivo
    Gli scenari che abbiamo di fronte rendono necessario innovare anche lo stato sociale con una nuova cultura di governo, orientata a garantire la salute, ad abbattere ostacoli e costruire opportunità.

    Se queste saranno dunque le priorità d’azione, il nostro partito accoglie la sfida di sviluppare il modello di welfare solidaristico, universalistico, a carattere pubblico, basato sulla coesione sociale.

    Il nostro programma sanitario e sociale, basato sui diritti di cittadinanza, sostenuto dalla fiscalità generale sarà legato ai bisogni dei cittadini e delle comunità locali, sulla base dei principi d’equità e di giustizia sociale, attraverso servizi e prestazioni diretti alle persone e alle famiglie, ai minori, ai giovani, ai disabili, agli anziani ed immigrati.

    Tutto ciò sarà frutto anche di un tessuto sociale vivo, ricco d’organizzazioni di volontariato e d’associazionismo, che si integrano e si aggiungono ai servizi pubblici, forte di un terzo settore maturo e radicato.

    In questo quadro, si potrà valorizzare anche l’apporto della cooperazione, ricercando l’integrazione e la complementarietà di tutti questi soggetti, qualificando e stabilizzando il lavoro svolto in prevalenza da giovani e donne, dotate d’elevata qualificazione di base.

    Dobbiamo essere in grado di completare le infrastrutture ospedaliere regionali e di potenziarle ovvero adeguarle ai tempi ed alle richieste dei cittadini e dobbiamo saper collegare questo con processi di ricerca e d’innovazione industriale d’altissimo livello.

    La salute non è solo diritto, ma un valore da difendere.

    L’invecchiamento della popolazione, la quota crescente d’immigrati e l’incremento della spesa sfidano la nostra capacità di mantenere e qualificare lo stato sociale regionale e potranno provocare tensioni, sia intergenerazionali fra giovani e anziani, sia interetniche, tra residenti e immigrati.

    L’Unione Europea ha ormai riconosciuto la stretta correlazione esistente tra aspetti socio-sanitari e sviluppo economico, ciascun elemento attiva l’altro.

    La spesa nel sociale e nella salute non deve quindi essere considerata come spesa corrente a breve termine ma, se fornisce servizi qualificati, come investimento a lungo termine nel capitale sociale della regione e come infrastruttura dello sviluppo.

    Vogliamo creare una vera e propria “filiera della salute e dei diritti sociali” che faccia leva su un’ulteriore qualificazione del servizio sanitario regionale e sullo sviluppo di una rete articolata di politiche sociali.

    Per la sanità, le traiettorie di lavoro saranno tracciate dal Piano sanitario regionale che dovrà essere rielaborato nel corso della legislatura.

    Nel campo sociale lavoreremo ad una piena integrazione dei nuovi Molisani

    Si colloca nella stessa prospettiva il ruolo che avranno gli anziani, nuovi protagonisti delle politiche sanitarie e sociali non solo per la richiesta di nuovi servizi, ma anche in quanto maggioranza sociale, detentrice di protagonismo politico e di ricchezza, in grado di consumare beni e servizi attingendo all’offerta pubblica, al mercato e ai diffusi modelli complementari e accreditati in ambito sanitario e d’assistenza alle persone anziane, in particolare dei non autosufficienti.

    Vogliamo fare emergere l’insieme di queste attività, assicurando sostegno ed assistenza, con forme di compartecipazione in modo differenziato a seconda delle condizioni economiche e di salute, anche regolando ed organizzando l’opera delle assistenti familiari, valorizzandone il contributo sociale ed economico, qualificandole attraverso la formazione, dando loro pieno riconoscimento nel nuovo welfare regionale e locale.

    E’ quindi un nostro obiettivo garantire l’assistenza a tutte le forme di disabilità, ivi compresi i minori,dei quali si parla troppo poco e troppo spesso dimenticati. Ci riconosciamo nelle esperienze attivate con il progetto battezzato “dopo di noi”, (finalizzato a garantire un futuro ai disabili anche dopo il ciclo di vita dei familiari) e agli anziani non autosufficienti.
    Saranno sostenute tutte quelle attività e interventi che hanno l’obiettivo di mantenere una vita attiva e autonoma alle persone disabili, assicurando l’abbattimento delle barriere fisiche e di conoscenza, l’accessibilità all’informazione ed a tutti i luoghi, compresi quelli relativi al tempo libero, al gioco, alla vacanza.

    Un ulteriore significativo contributo può essere dato dalla costituzione di un Fondo per la non autosufficienza per fronteggiare gli effetti sociali dell’invecchiamento, aumentare le risorse necessarie e assicurare una maggiore copertura delle diverse forme d’intervento, prevedendone le forme di copertura finanziaria.

    Gli anziani non autosufficienti, i disabili, i soggetti “deboli”di qualunque età, devono essere protagonisti di una nuova politica dello stato sociale, che non escluda nessuno e a tutti dia dignità attraverso una verifica puntuale dell’applicazione delle leggi, intervenendo dove si registrano ritardi o inadempienze, attraverso l’incremento dei servizi e la partecipazione attiva di tutte le risorse presenti nella società civile.


    10 La sfida della cultura:
    In Molise i diritti dovranno andare oltre il welfare sociale e, dovranno comprendere l’accesso alla cultura come precondizione per uno sviluppo qualificato e come valore fondativo della società.

    Vogliamo mettere tutti, e i giovani in primo luogo, in condizione di accedere ad un’offerta ampia di carattere culturale, convinti che la cultura rende non solo più aperti, più tolleranti e disponibili al dialogo ma anche più capaci di pensare, di progettare e di fare.

    Più cultura significa anche trovare maggiori e migliori occasioni di lavoro.

    L'occupazione nel settore spettacolo, biblioteche, musei, archivi è presente, ma la stessa va estesa ed incentivata a non meno di 100 addetti.

    Questa è da noi considerata un'occupazione qualificata, alla quale dobbiamo dare prospettive di continuità e stabilizzazione, avendo ben chiaro che la cultura è un significativo settore produttivo, che si intreccia con le altre attività economiche.

    Guardiamo con particolare attenzione alla diagnostica per il restauro, che applica tecnologie ad alto contenuto innovativo, di tipo trasversale e non invasivo, o alla realizzazione di un unico accesso alle banche dati relative al patrimonio culturale Molisano sulla rete informatica della Regione.


    La competitività dei territori passa anche attraverso la valorizzazione del patrimonio storico e architettonico, la cultura sarà per noi la nuova frontiera internazionale dello sviluppo regionale.
    Occorre quindi integrare la valorizzazione delle risorse culturali dei territori e le politiche di sviluppo dei diversi sistemi locali perché il patrimonio storico, culturale, artistico, ambientale, religioso abbia una funzione insostituibile nel promuovere l’identità e la visibilità internazionale della Regione Molise.
    Se vogliamo dare una prospettiva ai giovani e ai loro percorsi culturali e professionali dobbiamo saper coniugare il binomio regionale con quello culturale.

    Bisogna smettere di continuare a ridurre le risorse finanziarie disponibili, di pensare alla cultura solo in relazione al tempo libero e al turismo.

    Sfida culturale significa creare una continuità tra passato e futuro e offrire opportunità d’accesso che incida sulla qualità della vita degli abitanti, traducendosi in strumenti e stimoli per l’innovazione e la creatività.

    Da qui potrà nascere un capitale umano e sociale, in grado di tradursi anche in nuove imprese e professioni, attraverso processi formativi in grado di tenere collegate cultura, ambiente, turismo, artigianato, servizi, per individuare nella risorsa cultura anche una nuova dinamica forma di sviluppo proiettato nel futuro.

    11. La sfida delle risorse oltre i limiti del bilancio regionale
    Per proseguire nel rilancio della regione ci vogliono ulteriori risorse, che integrino il bilancio per il programma straordinario degli investimenti, e che mobiliti risorse ulteriori.

    Le somme da mettere a disposizione dal bilancio regionale stante l’applicazione del nostro programma, potrebbero non essere sufficienti.

    Bisognerà allora accedere ai fondi europei e nazionali e all’indebitamento per le spese d’investimento.

    La Regione dovrà fare la sua parte, sia agendo sulla spesa storica, sia con interventi di manovra del bilancio regionale che permettano di reperire risorse per sostenere il cambiamento e ammortizzarne gli effetti sociali.

    Ma il problema resta e va posto in tutta la sua rilevanza, uscendo dall’illusione che la soluzione possa essere trovata solo all’interno della Regione Molise.
    Il mancato riconoscimento alle Regioni di un’effettiva autonomia finanziaria, e in particolare l’impossibilità di stabilire entrate e tributi propri, impedisce oggi di connettere le politiche e i costi dello sviluppo sotto la piena responsabilità del governo regionale.

    Data la situazione d’incertezza della finanza pubblica, che rende difficile per gli Enti locali sostenere lo sviluppo dei sistemi socio-territoriali, occorre ricorrere a strumenti finanziari alternativi, il più importante dei quali sarà quello creditizio.

    Le risorse necessarie al processo di cambiamento vanno reperite qualificando ulteriormente la politica creditizia regionale.

    Purtroppo non sarà facile, in un contesto nel quale i tradizionali rapporti tra banca e impresa saranno modificati dal processo di concertazione in atto nel sistema del credito e dall’imminente introduzione delle regole di Basilea 2.

    Seguiamo, quindi, con molta attenzione, e talvolta anche preoccupazione, gli altalenanti processi di possibili concertazioni e/o frammentazioni che potranno determinare significative delocalizzazioni del “cuore” del sistema bancario anche locale.


    Siamo, quindi, interessati a che si creino le condizioni, nel pieno rispetto della libera concorrenza e dell’autonomia degli operatori, per processi d’aggregazione dove si realizzi una giusta sintesi fra radicamento territoriale e modernizzazione dei servizi, dei prodotti, del ruolo del sistema creditizio a sostegno dello sviluppo regionale.

    E’ ugualmente indispensabile dare impulso al capitale sociale espresso dal territorio, inteso come comunità sociale, economica e finanziaria, in accordo con lo spirito di governance cooperativa che ispira l’azione di governo regionale, vanno allora rafforzati i rapporti tra Regione, Camere di Commercio, Fondazioni Bancarie e intermediari finanziari e creditizi, nonché con il sistema dei confidi settoriali e della cooperazione.

    In altre parole, l’attuale contesto finanziario, incerto e difficile, impone che la Regione Molise individui strumenti per integrare le forme molteplici che oggi il finanziamento dello sviluppo può assumere, così che coinvolgendo le Fondazioni bancarie ed il sistema creditizio della regione Molise, insieme al contributo dei privati, si realizzino interventi di project financing, o altre forme di compartecipazione fra pubblico e privato.

    L’obiettivo sarà ottenere, grazie alla collaborazione fra i soggetti istituzionali locali, il governo nazionale, le forze sociali e produttive, uno spostamento significativo d’energie, risorse e competenze dall’area della rendita a quella della creazione di valore.


    12. La sfida della governance attraverso l’efficienza e la semplificazione
    Potremo tradurre in realtà il cambiamento profondo che abbiamo descritto solo se ci sarà forte collaborazione sia con il governo nazionale sia con gli enti locali e gli altri enti pubblici e privati, i sindacati, le categorie produttive, il mondo del terzo settore, le autonomie funzionali, le fondazioni, le banche, che chiamiamo a partecipare responsabilmente, secondo il metodo della governance cooperativa, alle scelte di progetto, portando un contributo d’idee, proposte, risorse e visione.

    Abbiamo in mente un processo democratico e partecipativo il cui motore principale sarà il sistema regionale delle autonomie, fondato sulla cooperazione fra Regione ed enti locali, l’espressione matura di un potere pubblico capace di formulare politiche condivise.

    Le diverse sfere d’autonomia e l’articolazione delle responsabilità non devono, infatti, impedirci di rinnovare il patto tra le istituzioni democratiche che, su scala locale, provinciale, d’area vasta e regionale, saranno chiamate ad affrontare insieme le sfide importanti che definiscono la cornice dei Programmi strategici e dei Progetti Integrati Regionali.

    Affrontare il cambiamento sarà possibile solo se la società Molisana saprà essere reattiva, coraggiosa, selettiva,e innovativa.

    Se saprà condividere una visione, sarà la nuova frontiera della concertazione, che si fa governance dello sviluppo.

    Bisogna anche lasciarsi alle spalle il settorialismo, le logiche corporative, i vecchi e nuovi localismi, ricercare a livello territoriale un più adeguato consenso che determini la dimensione degli interventi, individuando nell’area vasta il terreno delle sfide più impegnative per l’intera regione.

    La scelta di valore sarà integrata, partecipata, e concertata con le politiche regionali, i programmi, e i progetti, determineranno la loro attuazione.





    Dobbiamo mantenere alte, la tenuta e la coesione sociale, e ricercare un elevato livello di sostenibilità ambientale; la selettività deve modificare bruscamente gli equilibri preesistenti e creare la discontinuità.
    Tutto questo può apparire traumatico, ma il dinamismo deve essere letto come accelerazione del consumo delle risorse.

    Dobbiamo quindi coniugarlo con la qualità, ma dobbiamo agire subito, dobbiamo agire nel medio periodo o saremmo costretti, altrimenti, ad affrontare da posizioni peggiori le tensioni più gravi.

    Governance significa anche rendere efficiente il sistema Molise migliorando la pubblica amministrazione e il suo rapporto con la società.

    La Regione deve ridurre e semplificare le funzioni di gestione diretta e migliorare la propria capacità di relazione con le amministrazioni locali.

    Deve qualificare le proprie risorse professionali, sviluppare capacità di programmazione, e integrare le competenze.

    Ma il tema riguarda anche gli enti locali, , considerati da noi i primi protagonisti della sfida della semplificazione, dello sviluppo e della sussidiarietà sociale, dell’efficienza e dell’economicità dei servizi pubblici, e della sperimentazione di nuove forme di partecipazione dei cittadini.

    La Regione deve sostenere questa sfida rafforzando la rete delle istituzioni locali e promuovendo i processi virtuosi di riforma amministrativa, della cooperazione locale e d’area vasta.
    Obiettivo comune sarà costruire un moderno sistema delle autonomie capace di integrare risorse, soggetti e competenze e di realizzare un’amministrazione adeguata ai compiti di governo che sia percepita come tale dai cittadini, dalle imprese e dagli attori sociali, ricercando anche a livello locale i necessari processi di partecipazione e concertazione con le parti sociali.
    La sfida della semplificazione, avvertita da tutti com’esigenza imprescindibile, sarà vinta quando la pubblica amministrazione sarà percepita dai cittadini e dalle imprese come un corpo unitario, cui accedere facilmente e con procedure trasparenti, capace di dare risposte certe in tempi brevi.

    E’ possibile che la regione da sola non possa farcela; , sarà allora necessario un lavoro integrato con l’Unione Europea e con lo Stato (tanti carichi burocratici derivano da norme e procedure europee e statali) e con gli enti locali che saranno i soggetti ai quali si rivolgono nella maggior parte dei casi imprese e cittadini.

    Per quanto riguarda la Regione (l’unico attore istituzionale, oltre lo Stato, dotato di potestà legislativa) vogliamo intervenire nel processo di formazione delle regole (leggi e regolamenti come indicato in precedenza).

    Il risultato atteso ed auspicato sarà, meno norme e il minor carico amministrativo possibile sugli altri attori del sistema (soggetti istituzionali, imprese, cittadini).

    La Regione Molise deve essere tra le prime regione italiana ad attuare un’analisi d’impatto della regolazione; e vorremmo estenderne l’area d’applicazione fino a farne una procedura di routine nella formazione delle leggi.

    Vogliamo anche innovarci nei processi, sfruttando le potenzialità della tecnologia e rivedendo su questa base i nostri modelli organizzativi.



    Bisogna dunque, rafforzare le infrastrutture di comunicazione (banda larga) fra tutti i soggetti, e garantire sicurezza tecnologica e organizzativa alle comunicazioni telematiche per poterle sostituire a quelle su carta.

    In conclusione di intervento, come primo Repubblicano Molisano, auspico che il Governatore IORIO, voglia accogliere i nostri suggerimenti programmatici, e ci riconosca quella considerazione istituzionale per essere garanti delle idee esposte, poste per l’appunto a tutela della Nostra Regione e a beneficio dei Molisani Tutti.


    f.to Domenico SCAMPUDDU





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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da RISCOSSA PRI Visualizza Messaggio
    [CENTER][CENTER][B][I][COLOR=blue][FONT=Times New Roman]Il valore delle idee in difesa del MOLISE:
    La democrazia e le Istituzioni dovranno essere lo strumento fondamentale per garantire i principali valori
    Tutte STRONZATE! Fatti consigliare da uno che guarda le cose dall'alto ( e per sua fortuna, da lontano!). La classe politica molisana è la PEGGIORE d'Italia ( Ahimé, fa schifo anche la sinistra!). Fatti consigliare da uno che ha avuto la (s)ventura di conoscere l'unico politico condannato in epoca pre-tangentopoli, Tanassi: 'na MONNEZZA! Purtroppo la gente non è da meno e non ha perso la DANNATA abitudine di avere un atteggiamento servile nei confronti dei politicanti! Un esempio per tutti: il recente terremoto. Gli abitanti di Guardialfiera, che hanno subito danni da 500 o 1000 euro al max ne hanno intascati subitaneamente 20000, mentre i veri danneggiati ( San Giuliano, Colletorto, Bonefro, Santa Croce) sono ancora al palo.Non posso far nomi, ma ti assicuro che c'è gente a cui non è stato consentito di ricostruirsi casa nemmeno con i propri soldi! Ricordo quando ero ragazzo e vedevo costruire case con dei foratini sovrapposti: alla mia osservazione sulla EVIDENTE scarsa consistenza delle costruzioni ( pubbliche e private ) la puntuale risposta era: " Tu ch' capisc', rumanacc'! ". " 'U ... rumanacc' " ha avuto, una volta di più, ragione: prima hanno fatto costruire persino sul suolo pubblico e nei modi più immondi, adesso non si può entrare nemmeno dentro casa propria perché " è pericolante! ", anche se c'è solo qualche " scrett' ". Ancora una volta il solito SCHIFO molisano!
    VERGOGNA!

  3. #3
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    Carissimo,
    Le argomentazioni da te addotte, sono veritiere, ti assicuro che personalmente ho è sto proffondendo il mio impegno per far si che in tale regione si abbia quantomeno giustizia, ti sarei grato se volessi consultare il mio sito www.laltraitalia.net , riscontrerai la mia battaglia a favore della gente Molisana potrai prendere atto della interrogazione che ho sottoposto al governo regionale sui fondi della ricostruzione in Molise.
    Credimi, seppur con un'esiguo gruppo di amici, senza strumentalizzazione alcuna, sto lavorando per far emergere tutte quelle logiche bandite ormai da quasi un decennio.
    Con la mia determinazione e perseveranza, sto facendo venire l'orticaria a quanti hanno orai capito il mio ruolo, che non vuol essere nè referente e tantomeno di persona corruttibile; finchè ho forza lotterò coerentemente per dar voce ai più deboli, e far si che la politica venga messa al servizio dei cittanini e non viceversa.
    Concordo con la Tua rispettabile analisi, sul servilismo in questa ragione, e sono conscio che taluni personaggi hanno cercato d'isolarmi, anche evitando che le mie posizioni venissero pubblicate sulla stampa, sembra che la ruota stia girando al meglio.
    con tale valutazione auspico che la Tua giustificata delusione si possa colmare con quella speranza del nuovo a favore della collettività e non del singolo. grazie comunque del tuo apporto.
    Cari saluti
    Domenico SCAMPUDDU
    3391997482

  4. #4
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    Le argomentazioni da te addotte, sono veritiere, ti assicuro che personalmente ho è sto proffondendo il mio impegno per far si che in tale regione si abbia quantomeno giustizia, ti sarei grato se volessi consultare il mio sito www.laltraitalia.net , riscontrerai la mia battaglia a favore della gente Molisana potrai prendere atto della interrogazione che ho sottoposto al governo regionale sui fondi della ricostruzione in Molise.
    Credimi, seppur con un'esiguo gruppo di amici, senza strumentalizzazione alcuna, sto lavorando per far emergere tutte quelle logiche bandite ormai da quasi un decennio.
    Con la mia determinazione e perseveranza, sto facendo venire l'orticaria a quanti hanno orai capito il mio ruolo, che non vuol essere nè referente e tantomeno di persona corruttibile; finchè ho forza lotterò coerentemente per dar voce ai più deboli, e far si che la politica venga messa al servizio dei cittanini e non viceversa.
    Concordo con la Tua rispettabile analisi, sul servilismo in questa ragione, e sono conscio che taluni personaggi hanno cercato d'isolarmi, anche evitando che le mie posizioni venissero pubblicate sulla stampa, sembra che la ruota stia girando al meglio.
    con tale valutazione auspico che la Tua giustificata delusione si possa colmare con quella speranza del nuovo a favore della collettività e non del singolo. grazie comunque del tuo apporto.
    Cari saluti
    Domenico SCAMPUDDU
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    Intuisco che sei persona in buona fede, ma non invidio il tuo status: con quel nome sardo, poi, sarai guardato senz'altro con estrema diffidenza dai vari Di Lisa, De Risio o De Biase di turno! Ho sempre più la sensazione che queste " terre del Sacramento " siano veramente maledette. Io conosco gente anche di destra, ma PERBENE, che come unico risultato ha ottenuto quello di farsi " succhiare " un po' di soldi dalle varie sanguisughe circolanti ( non posso far nomi, sono troppo noti e poi, in mezzo a 4 gatti ...). Non a caso in quella regione è nato Di Pietro, una specie di contrappasso! Spero comunque che tu possa ottenere buoni risultati senza ricorrere ad eccessivi compromessi.
    Auguri!

  5. #5
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    Hai ben individuato sia la problematica, che la mentalità; dici bene "con quel cognome sardo" la prima battaglia in questa terra è quella d'essere riconosciuto come molisano non come persona valida".
    Buona Fede, be no, condivido pienamente il Tuo Pensiero, il tuo Coraggio e apprezzo la tuo risentimento, non è facile!!!, metto da parte la buona fede per porre in essere quel principio che condividi " di non fidarmi eccessivamente di taluni Molisani" a riprova di questo nell'ultima campagna elettorale per le politiche, ho chiuso la stessa facendo ascoltare ai molisani quelli onesti l'inno della BRIGATA SASSARI, ho chiesto con ciò che tirassero fuori l'orgoglio ed iniziassero a considerarsi cittadini di serie A e non privi d'identità.
    La mia battaglia per questa terra e per i suoi abitanti la voglio portare avanti fin in fondo

  6. #6
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    Scusa Domenico, non ho capito, sei molisano?

    Sapete dirmi, tu o Vend.solitario, se il Pri si presenta alle regionali e in quale lista?

  7. #7
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    No, non sono Molisano, ma rappresento in amboto molisano il Partito Repubblicano Italiano come commissario straordinario;
    Il Partito non è presente ufficialmente come simbolo in quanto le forme necessarie per presentare la lista a Campobasso ed isernia erano di 1.800 firma, ne ho recuperato solo 1.400; abbiamo comunque un candidato di riferimento in F.I. Dott. MOGAVERO.
    Spero in un successo!!!!

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da RISCOSSA PRI Visualizza Messaggio
    No, non sono Molisano, ma rappresento in amboto molisano il Partito Repubblicano Italiano come commissario straordinario;
    Il Partito non è presente ufficialmente come simbolo in quanto le forme necessarie per presentare la lista a Campobasso ed isernia erano di 1.800 firma, ne ho recuperato solo 1.400; abbiamo comunque un candidato di riferimento in F.I. Dott. MOGAVERO.
    Spero in un successo!!!!
    Te lo auguro di cuore, ma conoscendo i miei pollastrelli, purtroppo ne dubito: mi viene in mente la candidatura di un certo Enzo Enriques Agnoletti (direttore della rivista letteraria " Il ponte ", quindi uomo di cultura), una trentina e passa anni or sono, che pur avendo raggruppato i partiti socialista e comunista non riuscì a farsi eleggere. Come al solito andarono al Senato due democristiani. C. V. D.
    In bocca al lupo!

  9. #9
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    Si, credo di aver letto il tuo nome come candidato in qualche elezione. Come è andato il candidato di riferimento del PRI?

    In bocca al lupo al PRI. C'è bisogno di un partito libertario e anticlericale come il PRI, il più vecchio partito italiano.

    Saluti radicali.

  10. #10
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    Forse hai letto il mio nome fra i candidati al Senato in Molise, il candidato di riferimento del PRI alle provinciali ha ottenuto l' 1,9% non sono soddisfatto, ma spero di poter amalgamare un gruppo ideologicamente forte che possa contrapporsi alle logiche clientelari, per affrontare e quindi risolvere i veri problemi della regione.
    Cari saluti
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