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Mantide
Premiata società Chavez-Ahmadinejad
di Alessandro Da Rold da L'Opinione
Dall’inizio della guerra tra l’organizzazione terroristica Hezbollah e lo stato d’Israele, il presidente del Venezuela Hugo Chavez non ha fatto altro che criticare duramente la posizione della nazione ebraica: ha definito ‘nazista’ il comportamento del governo di Ehud Olmert e ha richiamato a Caracas l’ambasciatore venezuelano, rompendo i rapporti diplomatici con Gerusalemme; martedì, per una visita diplomatica in Siria, il paramilitare sudamericano è stato accolto per le strade di Damasco come un eroe “arabo”, “un compagno contro il potere imperialista e le pretese egemoniche degli Stati Uniti”. Il comportamento di Chavez e i suoi orientamenti in politica estera sono noti. Lo confermano gli scatti fotografici visibili sul sito dell’ayatollah Khamenei, dove il dittatore venezuelano posa insieme al leader religioso islamico e al presidente Mahmoud Ahmadinejad, che proprio questa settimana, a Teheran, ha ricominciato ad inveire contro Israele (“bisogna estirpare la radice delle tensioni in Medio Oriente”). Parte dell’opinione pubblica internazionale è convinta che le dichiarazioni del presidente iraniano e di quello venezuelano siano innocue, utili a tenere a bada la popolazione e a deviare l’attenzione dai ben più gravi problemi economici di cui sono afflitte le rispettive nazioni. In realtà, questi segnali di distruzione e di odio non devono passare inosservati.
Il Simon Wiesenthal Center (SWC), organizzazione umanitaria ebraica intitolata a quello che fu il più noto “cacciatore” di nazisti, sostiene che in Venezuela siano presenti militanti di Hezbollah, incoraggiati dal governo Chavez. Alla fine di luglio, l’associazione ha sollecitato il Comitato interamericano contro il terrorismo (Cicte), affinché avviasse un’indagine a riguardo: su Internet da qualche mese circola un gruppo denominato “Hezbollah Venezuela”, che “esorta ad una Jihad in America latina”. L’associazione ha ricordato anche che tra il 1992 e il 1994 sono stati compiuti atti terroristici in Venezuela, contro l’ambasciata di Israele e la sede dell’Associazione di mutua assistenza israelita-argentina (Amia). Soprattutto, il Simon Wiesenthal Center, chiede che i paesi del MERCOSUR, il mercato comune dell’America latina, “considerino attentamente se supportare o no le aspirazioni del Venezuela ad un seggio al Consiglio di Sicurezza dell’Onu: una chiara occasione per Chavez di difendere i piani nucleari dell’Iran”.