DOMANI INCONTRO-STUDIO A PALAZZO MARINO (ANSA) - MILANO, 26 OTT - Ricordare, nei suoi aspetti positivi e negativi, e commemorare la rivolta d'Ungheria del 1956, considerata 'il primo passo verso il disfacimento dell'Unione Sovietica'. E' questo l'obbiettivo di un incontro di studio organizzato da An e dal Gruppo europeo Uen, per domani sera a partire dalle 20.30, a Palazzo Marino a Milano.
Il tema dell'iniziativa, 'Rivolta d'Ungheria 1956-2006.
L'invasione sovietica, la repressione, il martirio di un popolo', e' stato presentato oggi in Regione Lombardia dall'europarlamentare Romano La Russa e dal giornalista e storico Mario Cervi che saranno fra i relatori del dibattito a cui prenderanno parte, fra gli altri, gli esponenti di Alleanza Nazionale Franco Sevello, Pierfrancesco Gamba e Carlo Fidanza.
Nell'incontro saranno mostrate fotografie, saranno sentite canzoni dell'epoca e sono previsti interventi e testimonianze dirette della ribellione.
Romano La Russa ha sottolineato che 'la rivolta fu una pietra miliare nella formazione politica di tanti giovani democratici, non solo di destra' e che 'certamente vi fu un colpevole silenzio dell'Occidente per motivi di equilibrio internazionale e per la concomitante guerra per il controllo del Canale di Suez'.
'Non posso portare una testimonianza personale - ha detto Cervi - perche' fui mandato in Israele per seguire le vicende del canale. Ma non ignorai certamente cosa accadde: i comunisti italiani si aggrapparono alla guerra di Suez per denunciare il colonialismo e dire che il problema non era l'Ungheria.
L'Occidente e gli Stati Uniti non fecero nulla nonostante Radio Europa Libera avesse sempre invitato chi viveva nei regimi comunisti a ribellarsi'.(ANSA).
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