Gentiloni: Riforma Rai in due fasi e valuteremo il "modello spagnolo"
Lunedì, 23 ottobre
Il governo mettera' mano agli assetti Rai in due fasi: prima una serie di linee guida da sottoporre entro novembre al confronto pubblico, poi un apposito disegno di legge. In un'intervista che apparira' sul Riformista di domani, il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, anticipa il modello di governance che ha in testa per il servizio pubblico. Infatti, dopo il ddl sulla transizione dall'analogico al digitale terrestre, il ministro parla della riforma della tv pubblica. Ovviamente il nodo centrale e' la governance.
Giorni fa e' trapelato che Gentiloni abbia in testa il modello inglese della Bbc, ovvero una fondazione con esponenti della politica e della societa' civile. Il ministro conferma ma rivela che per i criteri di nomina, pur tenendo conto della proposta che fa capo alla parlamentare ulivista Tana De Zulueta (modello tedesco), gli piacerebbe seguire la riforma spagnola del socialista Zapatero: ''Personalmente e' la strada che mi convince di piu', perche' prevede candidati selezionati in modo severo, sulla base esclusiva dei loro profili, e poi eletti con una maggioranza qualificata dal Parlamento''.
E aggiunge: ''Noi abbiamo bisogno di una Rai piu' autonoma dalla politica e il sistema della fondazione eletta in questo modo puo' andare bene''. Un'altra novita' anglosassone riguarda poi il prossimo contratto di servizio con la Rai: ''Per superare l'omologazione commerciale dell'ultimo decennio e' necessario sganciarsi dalla dittatura degli ascolti. Anche per questo nel prossimo contratto di servizio che stiamo definendo con la Rai e' previsto un altro strumento d'importazione anglosassone: accanto alla misurazione degli ascolti ci sara' infatti un sofisticato indice che elaborera' il valore pubblico, un indice che tiene conto soprattutto della qualita'. Se dovessimo tenere conto solo dell'audience, sarebbe difficile sperimentare nuovi formati, nuove forme di linguaggio e cosi' via''.
Infine, Gentiloni replica anche alle accuse di presunti favoritismi a Murdoch con il recente ddl: ''I paletti a Sky li ha messi gia' l'Unione europea, primi fra tutti il divieto di scendere dal cielo verso la tv terrestre e di fare contratti di lunga scadenza nel calcio. Senza dubbio, pero', Murdoch ha il merito di aver rilanciato il satellitare in Italia dopo una lunga stagione di difficolta'. Il suo e' senz'altro un bilancio positivo. Ma non enfatizzerei piu' di tanto perche' occupa una quota si' importante ma piccola rispetto al duopolio. L'offerta a pagamento dei canali satellitari copre un segmento di ascolti del 5-6 per cento. Che sono il doppio della Sette o la meta' di Raitre''.




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