I RICCHI PIANGONO SEMPRE
La finanziaria italiana è sempre stata una sceneggiata, un tormentone che comincia prima dell'estate, poi riempie di flatus vocis l'estate e arriva al suo risibile denoument nell'autunno, che è il vero inizio d'anno all'italiana, quando cadono le foglie e crescono le menzogne.
Quest'anno abbiamo scoperto che ci sono i ricchi e i poveri.
Con grande slancio lessicale, i rifondaroli-oh, sublime coraggio rivoluzionario!- han messo su un manifesto: "Anche i ricchi piangano" Ma i ricchi già piangono, piangono sempre. (il" chiagni e fotti" è il loro motto).
Hanno i commercialisti(5Omila) che costano loro più delle tasse, hanno da far sparire i capitali nei paradeisi fiscali, hanno problemi di sicurezza, guardie del corpo e sfrenata quasi illegale avidità (competitività mafiosa e mafia competitiva) che li accerchia.
Dai notai ladri alla Ghino di Tacco, ai baroni della salute che costano quanto un rene se la moglie ha un brufolo, ai figli stupidi, ignoranti, viziati e convinti che il mondo sia quello di canale cinque e loro devono piazzarli ad ogni costo in qualche buco, qualche anfratto ricco prima che gli consumino il capitale in coca...
Vita difficile, vita stressata. Vivono con case pacchiane, blindate, guardie del corpo nel letto, fughe in improbabili atolli in ghetti per ricchi loro simili, e non hanno più nemmeno Berlusconi che gli dice quanto sono buoni...
Non è un bel vivere, credete a me.
Forse stanno meglio i ricchi/poveri, quelli dei 50/100mila euro all'anno, che hanno casa, o due case, due macchine e non riescono a far quadrare i conti quando c'è da pagare la retta del figlio in qualche università americana per ricchi cretini ignoranti...
Forse stanno meglio i poveri/ricchi che se la cavano con un 40/50mila, insomma un duetremila al mese e faticano quando c'è qualche spesa (sono sopratutto in Lombardia e Veneto, votano Berlusconi e gridano come matti perchè si sentono impoveriti, con quello che costa un fine settimana e una cena...)
Poi ci sono gli altri, i 50 milioni di italiani che vivono (pensionati, con 500/1000 euro al mese) che faticano ad arrivare a fine mese e quelli che faticano (li vedete alle sette di mattina uscire di casa e farsi ogni giorno due ore di pendolarismo, oltre alle otto dieci di lavoro) e che non ce la fanno ad arrivare in fondo, e la quarta settimana del mese badano pure all'euro del caffè...
Ma loro, i poveri poveri, non hanno il tempo di piangere, ma fatemi dire, a voi miei lettori, che probabilmente vivono con più dignità dei poveri/ricchi e dei ricchi/poveri di questo paese di Alice, che ogni anno produce (con i suoi Visco e Bertinotti) questa scerneggiata antica;
Con la collaborazione, si intende, dell'Europa, faro di Occidentale civiltà.
Malatempora




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