Dalla Voce Repubblicana di domani
LE RAGIONI DI LIBERAZIONE ED I COMPROMESSI DI RIFONDAZIONE
E che forse non ha ragione da vendere, Imma Barbarossa, che su "Liberazione" ricorda che “Dante preferì l’esilio piuttosto che inchinarsi al potere dei papi”, quando i nostri “cattolicissimi ministri invece si fanno dettare la linea” dal Vaticano? Certo che ha ragione. Come ha ragione anche nel dire che ci dovrebbero indignare non i fischi al presidente del Consiglio in quel di Verona, ma il fatto che “il capo del nostro governo, cioè del governo della Repubblica italiana democraticamente laica e due ministri del medesimo governo siano andati a genuflettersi all’autorità vaticana”. Insomma, per essere chiari, i fischi, quale che fosse la ragione, a Prodi ed ai ministri, erano strameritati. Ora però, accertata la più che lecita indignazione, la domanda che ci poniamo è se è forse colpa nostra se la sinistra radicale si è scelta un consumato leader cattolico e vi ha stilato un compromesso. E’ vero che è uno dei pochi capace di fare una finanziaria “digeribile” per la Cgil e il sindacato, di più è stato perfino capace di confiscare il tfr alle aziende sopra i cinquanta dipendenti – disincentivando quelle di 49 ad assumere, fra l’altro – ma allora, almeno a messa, lo lasciate andare? E se poi vuole dare un centinaio di milioni di euro alle scuole private - quando chiede di tagliare i posti di insegnante nella scuola pubblica - avrà pure questo suo diritto, o no? Insomma, forse la Imma Barbarossa, desidererebbe avere un leader di sinistra alla guida del paese, non un cattolico che è, di riffa o di raffa, al potere dalla seconda metà degli anni ’70. Quale innovazione vera potrà mai venire da un leader di questa fatta? E’ una domanda che dovrebbero incominciare a porsi nelle file delle sinistra, invece di appiattire il loro profilo in una maniera così evidentemente snaturante. Almeno la Barbarossa si indigna. Volentieri le facciamo avere la nostra solidarietà laica.





Rispondi Citando
