Adesso alla Camera: ha ordinato ai commessi di rimuovere cartelli con su scritto PRODI BUGIARDO


Adesso alla Camera: ha ordinato ai commessi di rimuovere cartelli con su scritto PRODI BUGIARDO


Per sicurezza ha anche sospeso la seduta


ma xchè è stata sospesa la seduta? i "commessi" sembravano preoccupati, ho sentito il nome di fabris e un altro tizio....si sono mica presi a legnate?




Pooovero prodi...![]()


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A fool and his money can throw one hell of a party.


BERLUSCONI, ALLA FINE SARA' GOVERNO ISTITUZIONALE
ROMA - Alla fine arriveremo ad un "governo istituzionale". Silvio Berlusconi sembra sempre più convinto: il governo Prodi, prima o poi, è destinato a cadere per l'implosione della maggioranza, ma difficilmente si tornerà alle urne visto che il presidente della Repubblica non lo permetterà. Si aprirà così la strada a due possibilità: un nuovo inquilino a Palazzo Chigi o, più auspicabilmente, un "governo istituzionale" in cui Forza Italia potrà giocare un ruolo determinante. Un ragionamento, quello sul prossimo futuro della politica, che l'ex premier ha fatto a voce alta nel corso di una riunione con i coordinatori del partito a Palazzo Grazioli. Chi vi ha partecipato, racconta di un Berlusconi "molto lucido" nel prevedere quello che succederà nei prossimi mesi.
Per Berlusconi "é possibile, anzi probabile", che il governo di Romano Prodi cada in Senato. Ciò, ha detto ai vertici del partito riuniti nel 'Parlamentino' di Via del Plebiscito, non tanto per il fatto che i senatori della sinistra siano pronti a lasciare il centrosinistra, ma semplicemente perché "i più moderati" si renderanno conto che il paese è ingovernabile. L'attuale esecutivo, dunque, potrebbe cadere presto non per una "spallata" del centrodestra, ma a causa di una "implosione". Magari non sulla finanziaria, ma comunque "presto". In ogni caso, ha aggiunto Berlusconi secondo il resoconto di alcuni presenti, "scordiamoci ci andare a nuove elezioni perché il presidente della Repubblica, che è uno di loro, non ci manderà alle urne". Parole che lo stesso Berlusconi ha immediatamente precisato: nel dire che "é uno di loro" non c'é nessun "tono offensivo", ha detto, ma la consapevolezza che i partiti dell'attuale maggioranza chiederanno di non andare alle urne e che Napolitano acconsentirà.
"La sinistra - ha aggiunto Berlusconi distribuendo ai partecipanti gli ultimi sondaggi che danno in netto vantaggio il centrodestra (54.4% a 45%) - sa perfettamente che andare al voto ora sarebbe un suicidio, ecco perché farà di tutto per evitare le elezioni". Considerazioni che portano il leader di Fi a prevedere due ipotesi: un governo tecnico, con un "sostituto" di Prodi, oppure un "governo istituzionale". Il primo scenario non è gradito all'ex premier. "Sarebbe meglio tenersi Prodi, visto i danni che fa...", ha ironizzato Berlusconi. Quella di una grande coalizione, dunque, è l'ipotesi che (scartato il ritorno al voto) alletta di più il Cavaliere. Con il 29,4%, ha spiegato ai suoi, Fi avrebbe un peso determinante. Intanto, prosegue il duello a distanza fra e Pier Ferdinando Casini e Berlusconi, con il primo sempre più critico e pungente nei confronti del Cavaliere ed il secondo ancora più determinato ad ignorare le provocazioni del leader centrista. Il copione dei giorni scorsi fra i due leader della Cdl si è ripetuto anche oggi.
Casini ha dato fuoco alle polveri, confermando di non voler scendere in piazza a fianco del Cavaliere per protestare contro la finanziaria. "Berlusconi e Prodi - ha spiegato - sono due facce della stessa medaglia: il modo migliore per mantenere in vita Prodi è organizzare insieme una manifestazione di massa". Nel ribadire che serve un "salto di qualità, per superare un "bipolarismo con le ali estreme", l'ex presidente della Camera ha quindi attaccato frontalmente Berlusconi: "Abbiamo Dna diversi. Lui è la novità, io sono la tradizione, lui è venuto dal nulla, io dalla Democrazia Cristiana e credo che le storie politiche siano importanti per costruire il futuro", ha attaccato il leader centrista. Parole che non hanno minimamente scosso l'ex premier. Nel corso dell'incontro con i coordinatori azzurri, Berlusconi ha nominato Casini solo una volta, ma solo per dire che "sbaglia" a non voler scendere in piazza visto che sono "gli italiani a chiederlo". Per il resto silenzio assoluto. Un copione, per l'appunto, già visto.


il presidente della Camera ha il dovere di far togliere di mano qualsiasi striscione o cartello di qualsiasi natura venga esposto. E' il regolamento della Camera.
Si sono comportati così tutti i presidenti della Camera, Pivetti e Casini compresi. Eppure gridate al complotto se è Berty a far rispettare il regolamento della Camera.