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    Predefinito The Maremmatrix - un film dei fratelli Cohen

    Carissimi,

    su invito dell'ottimo Zaffo vengo a postare alcuni dei miei ultimi racconti a sfondo politico, sperando di regalare qualche sana risata agli amici liberali e un po' di bruciore di stomaco a chi sta dall'altra parte.
    Inizio con il mio ultimo "film", The Maremmatrix. Chi volesse per conto suo leggersi la mia "opera omnia" (o giù di lì) può andare alla seguente pagina:

    http://www.ilgiulivo.com/cms/forum/v...hp?forum_id=40

    Buona visione.

    Pietro Aretino

    "The Maremmatrix" - Un film dei fratelli Cohen

    In anteprima mondiale, i fratelli Cohen presentano al pubblico il loro nuovo capolavoro:
    “The Maremmatrix”.
    - Signori Cohen, cosa ha ispirato questo remake di “The Matrix”? E perché ambientarlo proprio in toscana?
    - Why don’t you just watch it, dude?
    - Ok... Grazie, gentilissimi… Cari amici, eccovi la trama!


    Arezzo, Ipercoop “Setteponti”, un giorno qualunque nel prossimo futuro, o forse nel presente, o magari nel passato, chissà... Un giovanotto, Federigo Bobini, si aggira fra gli scaffali dell’edicola.
    - Repubblica, Corriere, Manifesto... Liberazione, Unità... mmmmh... Scusi... mica per caso ci sono “Il Giornale” o “Libero?
    - Come dice?
    - Cerco Il Giornale oppure Libero....
    - Mai sentiti nominare...
    - Mai sentiti?!
    - Mai. Però aspetti... aspetti un attimo ché controllo...
    L’uomo alza la cornetta, mentre Federigo torna a scrutare gli scaffali. Dopo neanche un minuto, compaiono tre figuri non proprio rassicuranti.
    - Buongiorno signor Bobini, cosa stava cercando di preciso?
    - Ma... voi chi siete? Come fate a conoscere il mio nome?
    - Siamo i “kompagni di merende”, per servirla...
    - Compagni di merende? Pacciani, Vanni e Lotti?
    - Non ho detto compagni, ma Kompagni. Leonardo Domenici, Vannino Chiti e Fabio Mussi, siamo qui per servirla... cosa cercava lei, Bobini?
    - Io cercavo Il Giornale oppure Libero...
    - Dia retta, Bobini, lasci perdere certe schifezze, fanno male alla salute...
    Una fastidiosa sensazione assale Federigo, che subitamente si porta le mani sulla fronte per lenire un dolore improvviso.
    - Ma cosa... cosa mi state facendo?... facendo... aaahh... facendo-fardello... fardello-Marcello... ahiaa... Marcello-martello, falce e martello... falce e martello... falce e martelloooohh... aaahh... falce... falce...
    - Bravo Bobini, vedo che comincia a ragionare... vada a curarsi quel suo mal di testa e lasci perdere i giornali, meglio tenere la mente sgombra dai cattivi pensieri.
    Federigo si avvicina così al banco dei medicinali, uno dei grandi “vanti” del’Ipercoop.
    - Ohi ohi... falce, falce e martello... martello-sportello... ecco lo sportello della farmacia, accidenti a D’Alema e alla su’ zia.... aaaahhhh.... ohiii!!!.... bastaaa!!
    - Posso aiutarti, Federigo?
    - Sì, grazie, ma... ci conosciamo? Come fa a sapere il mio nome? Oddìo, non sarà mica un kompagno di merende anche lei? Non mi faccia del male, non voglio giornali, voglio soltanto un’aspirina! La prego!
    - Tranquillo Federigo, non sono un kompagno di merende, né un kompagno in genere. Sono un amico, mi chiamo Indrus.
    - Mi dia un’aspirina Indrus, ché mi scoppia la testa.
    - Rossa o azzurra?
    - Che differenza fa?
    - Rossa fa passare il mal di testa ma non la causa, invece azzurra apre i tuoi occhi sul mondo reale, quello che il mal di testa e l’aspirina bianca non ti permettono di vedere.
    - Non capisco...
    - Prendi l’aspirina azzurra e capirai, Federigo. Fidati di Indrus.
    Federigo, dapprima titubante, agguanta l’aspirina, la scioglie in un bicchier d’acqua, la butta giù e...

    - Maremma maiala! Indrus, ma che posto è questo? Dov’è finita l’ipercoop?
    Agli occhi di Federigo appare, al posto dell’ipermecato, un orrendo tugurio dove decine di persone malnutrite e inebetite fanno la fila per acquistare verdure moscie, pasta radioattiva dell’uzbekistan, insaccati maleodoranti e formaggi ammuffiti. Nessuno protesta, nessuno si crolla di un millimetro.
    - Questa è la realtà, Federigo, l’ipercoop esiste solo nella tua mente rincoglionita da falci e martelli e dalle aspirine rosse. Questa non è la Maremma maiala, questo è il Maremmatrix, caro il mio Gnicche! E per piacere dammi del tu.
    - Maremmatrix?! E tu come conosci il mio nickname, Indrus?
    - Caro il mio Federigo Bobini detto “Gnicche”, tu sei l’omonimo del brigante più gentiluomo d’Arezzo, il “Robin Hood della Valdichiana”. Sono convinto intimamente che tu ne sia, come dire, la reincarnazione. So di che pasta sei fatto e sono convinto che tu sia la persona che aspettavamo. Tu puoi distruggere il Maremmatrix, Gnicche.
    - Ma insomma, che roba è ‘sto Maremmatrix?
    - E’ un sistema diabolico di controllo delle coscienze, ideato dal Partito Comunista e perfezionato negli anni dai DS, dall’Ulivo e infine dal Partito Demokratiko, che poi è “confluito” nel Maremmatrix stesso come sua parte integrante.Tanti anni fa i dirigenti del PCI decisero di impiantare una serie di industrie pesanti nel cuore della Maremma toscana: la Solvay a Rosignano, le acciaierie a Piombino, la Tioxide a Follonica e via dicendo. Una scelta apparentemente incomprensibile in un territorio per sua natura votato al turismo e all’agricoltura.
    In realtà queste strutture celavano un progetto ben preciso: fornire materiali ed energia alla costruzione di un mega-cervello artificiale da impiantare nel bel mezzo della toscana rossa per poi da lì irradiare miliardi di onde subliminali con cui condizionare le menti dei toscani e in seguito di tutti gli italiani. Il progetto partì bene e già alla fine degli anni’70 tutte le regioni del centro Italia si dimostravano molto recettive e politicamente controllabili. Il salto di qualità avvenne nel 2006, quando l’Ulivo invitò milioni di simpatizzanti a girare per strada con delle t-shirt recanti la scritta “sono un coglione”. L’esperimento fu un successo strepitoso e nell’arco di un paio d’anni si passò alla fase finale.
    Il Partito Demokratiko, infatti, promosse una campagna a tappeto per convincere la gente a farsi impiantare un micro-chip sottocutaneo in fronte, col quale difendersi dai sedicenti messaggi subliminali delle tv del malvagio nemico del popolo Berlusconi (sic). Milioni di coglioni abboccarono immediatamente e nel giro di poche settimane si fecero gioiosamente impiantare i microchip in testa. A quel punto terminare il piano fu questione di un battito di ciglia: il Comitato Centrale del Partito Demokratiko decise all’unanimità di dare il via al controllo delle coscienze e quando l’ultimo bottone venne premuto, il Maremmatrix iniziò a girare alla massima potenza, irradiando una quantità enorme ed ininterrotta di onde infrarosse (poco infra e parecchio rosse) con cui si impossessò definitivamente delle coscienze di milioni di italiani.
    - Ma tutto questo è mostruoso, Indrus! E nessuno resistette?
    - La lotta fu impari. Magistratura, media, perfino le forze dell’ordine furono condizionate, i “nemici del popolo” catturati nel sonno, processati e sottoposti all’impianto sottocutaneo contro la loro volontà. I resistenti dovettero scegliere la clandestinità, ma fortunatamente non mancarono i posti dove nascondersi. La cellula toscana, ad esempio, è sistemata dentro i tunnel abbandonati della variante di valico appenninica, una “grande opera” la cui realizzazione fu abortita dal secondo governo Prodi. Similmente altri amici hanno trovato riparo fra i cantieri dismessi della TAV, della Salerno-Reggio Calabria e via dicendo. In posti del genere siamo sicuri che i kompagni non ci metteranno mai piede.
    - Con quali armi combattete, Indrus? C’è una speranza?
    - Sfruttiamo alla meglio le stesse armi dei kompagni. Il Maremmatrix agisce attraverso la tv, i giornali, i circoli ARCI, il cinema, il teatro, ma anche attraverso internet e moltissimi siti e blogs ad esso collegati, come ad esempio quello di tale Beppe Grillo, che da anni diffonde propaganda sinistrorsa in quantità industriali. I kompagni censurano siti e blogs loro sgraditi, noi resistenti però apriamo in continuazione altri siti e blog pirata per diffondere i nostri messaggi e cercare di risvegliare le coscienze. Riusciamo ancora a pubblicare dei quotidiani, che però vengono diffusi in via clandestina, come il Giornale e Libero.
    - Indrus, ma tu non hai per caso a che fare col Giornale?
    - Beh... in un tempo ormai lontano o forse in un‘altra vita ne ero il Direttore, ma adesso... non farmici pensare, Gnicche. Attraverso internet, come ti dicevo, cerchiamo di risvegliare le coscienze e di contattare gli spiriti più svegli, come te, ad esempio. Tu sei entrato in un nostro sito pirata, quello del Giulivo, che apre e chiude i battenti ogni 24 ore su indirizzi sempre diversi per evitare di farsi attaccare e distruggere dai potentissimi virus del Maremmatrix. Hai postato alcuni commenti interessanti, hai risolto una serie di rebus ed enigmi online che nessuno aveva risolto prima d’ora. Forse tu sei la persona che cerchiamo. Sapevamo che oggi saresti venuto qui e che avresti ingenuamente cercato dei quotidiani proibiti. Adesso che hai preso l’aspirina azzurra sei immunizzato: l’aspirina contiene infatti una sostanza che corrode i diodi del microchip, pertanto ora sei libero di vedere in che razza di mondo schifoso i kompagni ci hanno precipitato. E sei libero di scegliere se unirti a noi o se continuare a vivere da pecora in un mondo di pecore, con la differenza che tu puoi vedere e ragionare, mentre le altre pecore sono cieche e rincoglionite. Cosa scegli, Gnicche?
    - Diobòno, e me lo chiedi?! Scelgo di lottare, Indrus. Meglio morire da leone che campare da komunista!
    - Bravissimo Gnicche, non ne dubitavo. Ora osserva attentamente questo oggetto.
    - Ma è un cellulare, che me ne faccio? Ho già quello della Prodifone...
    - Certo, ma non hai le funzioni avanzate di questo qua. Vedi, Gnicche, alcuni anni fa Prodi mise le mani su Telecom Italia, defenestrando l’amministratore delegato Tronchetti, reo di essersi opposto al piano di riassetto voluto dallo stesso Prodi e scritto dal suo leccapiedi Rovati. In realtà il piano di riassetto prevedeva la fusione di Telecom e Vodafone in un’unica compagnia, la Prodifone, per poi far confluire quest’ultima nel Maremmatrix, cosa poi puntualmente realizzata. I kompagni hanno distribuito gratis milioni di telefonini Prodifone coi quali possono inviare messaggi scritti o subliminali di vario tipo allo sterminato popolo dei coglioni. La contromossa dei nostri hacker è stata di impossessarsi di questi strumenti, modificandone le funzioni e trasformandoli in armi di difesa e di offesa.
    Premendo questo tasto, ad esempio, attivi il servizio “TIMassacro”, grazie al quale il cellulare emette un raggio laser capace di stordire o di uccidere, a seconda della potenza utilizzata. Colla funzione “Prodifone Stordiscity” puoi invece lanciare un’onda azzurra che confonde i microchip sottocutanei ed immobilizza per alcuni secondi il coglione di turno, un’arma molto utile nel caso tu debba sfuggire alla caccia delle forze dell’ordine o di qualche coglione sempre in agguato. La batteria si ricarica ad una qualsiasi presa di corrente, ma tieni conto che l’autonomia è limitata e quindi dovrai centellinare al massimo le potenzialità del tuo cellulare per non rischiare di restare disarmato proprio sul più bello.

    - Cosa devo fare, Indrus? Vado ad eliminare i tre kompagni di merende che mi hanno rintronato all’edicola?
    - No, anche se se lo meriterebbero, specialmente quel quacquaracquà di Leonardo Domenici: se penso come ha ridotto Firenze quand’era sindaco... Il tuo compito sarà ben più arduo. Devi recarti a Siena, alla sede centrale del Monte dei Paschi di Palazzo Salimbeni.
    - Occòsa c’incastra Siena con questa storia, Indrus?! Che mi dici?
    - Vedi, Gnicche, quando si trattò di costruire fisicamente il Maremmatrix, i kompagni dovettero scegliere un posto sicuro, riparato e inaccessibile dai “nemici dl popolo”. E cosa c’è di più sicuro, inaccessibile e riparato dei sotterranei di palazzo Salimbeni di Siena, sede del MPS e tempio intoccabile della Finanza Rossa?
    - Non fa una grinza...
    - Già. Un mese fa abbiamo tentato per la prima volta una missione rischiosissima. Anziché spedire i nostri ragazzi a compiere i soliti sabotaggi di routine contro i nodi periferici del Maremmatrix, abbiamo inviato a Siena il migliore dei nostri uomini, lo 007 Sandro Bond, col compito di penetrare nel caveau del MPS e di carbonizzare l’elaboratore centrale del Maremmatrix. Purtroppo i sensori del suo cellulare si sono ammutoliti improvvisamente proprio quando Sandro sembrava esser penetrato nei sotterranei. Abbiamo ragione di ritenere che non ce l’abbia fatta. Guarda, questa è la sua foto, chissà che tu non riesca a riportarlo indietro.
    - Maledizione. Abbiamo un’idea di cosa esattamente cercare là sotto, Indrus?
    - Più o meno. A quanto ci risulta, l’elaboratore centrale del Maremmatrix avrebbe la forma di un gigantesco rotolo di mortadella che gira su sé stesso scivolando con le proprie untuose interiora attorno ad un pilastro metallico. L’accesso alla sala dell’elaboratore è protetto da alcuni trabocchetti e da un codice enigmatico. Tu, Gnicche, con la tua passione per l’enigmistica ed i giochi logico-matematici, puoi farcela.
    - Dammi un buon motivo per crederci, Indrus.
    - Il buon motivo sta solo nella tua fede, Gnicche. Buona fortuna, ragazzo mio.
    - Addio, Indrus. Anzi, arrivederci!

    Poche ore dopo Gnicche si muove con circospezione fra le vie di Siena, finché non sbuca in Piazza del Campo, rimanendo basito.
    - Maremma Mussulmana Ladra! O questa? La Torre del Mangia è diventata un minareto... al posto dei ristoranti ci sono i kebab... chissà se il Palio lo corrono coi cammelli! Questi comunisti del c****! Non gli bastava farci il lavaggio del cervello colle loro fregnacce ideologiche, ora c’hanno anche islamizzato. Accidenti, doppio accidenti, triplo accidenti... e questo coglione qua cosa vuole?
    - Hey kompagno, ti va un kebab col latte di cammella?
    - Ma vaffan**** te, il kebab, il latte di cammella, il Partito e tutta Siena! Accidenti a quando i fiorentini non v’hanno massacrato a Montaperti nel 1260!
    Improvvisamente Gnicche vede lampeggiare uno strano segno sulla fronte dell’altro: una falce e martello intermittenti. Lo strano tipo inizia una tiritera sinistra:
    - Montaperti... Montaperti-Montepaschi... montepaschi-banca... montepaschi-Partito... montepaschi-sportello.... sportello-martello... falce e martello... falce e martello... falce, falcista-fascista... dagli al fascista!!!
    - eh no, stavolta non mi fregate, brutti coglioni. Io TIMassacro! “Flaaaaaaashh” !!
    “Aaaaaaahhhh”. La scarica del cellulare-laser centra il coglione carbonizzandolo, ma intanto qualcun altro è accorso sul luogo. Un tipo avvolto da una toga rossa si avvicina minacciosamente a Gnicche.
    - Hey, lei, cosa combina, non sa che in Piazza del Campo è proibito accendere fuochi? Si becchi quest’avviso di garanzia! “Swiiiiiiishhh”!!
    Gnicche schiva il colpo per un pelo, rispondendo nuovamente col cellulare laser, stordendo il magistrato per qualche istante e dandosi alla fuga.
    - Meglio non carbonizzare un magistrato, porta male! E poi ho risparmiato anche energia...
    Mentre Gnicche cerca di guadagnare l’uscita di Piazza del Campo, falce e martello iniziano a lampeggiare sulla fronte di tutti i coglioni ivi presenti. E’ questione di attimi...
    - Dagli al fascistaaaa!!! Aaaaaahhh!!!...
    - Maremma del Maremmatrix, ma questi sono proprio sónati!
    Gnicche imbocca la via del Corso in direzione Piazza Salimbeni con un gruppo di coglioni sempre più numeroso ed agguerrito dietro di sé.
    - Altro che Maremmatrix, questa è l’ Invasione degli Ultracorpi!... pant pant... non posso neanche sparare a tutti, devo conservare la batteria... Signore, fammi arrivare a Palazzo Salimbeni, poi qualcosa m’invento...
    Gnicche è a 300 metri dal Palazzo, 30 coglioni alle calcagna...
    - Signore aiutami...
    200 metri, 70 coglioni. “Dagli al fascistaaa!!” “Lo vedo, lo becco!”...
    - Se esco vivo da questa storia butto una bomba atomica su Siena....
    100 metri, 145 coglioni “Eccolo, eccolo, ce l’ho quasi”....
    50 metri... Una botola si apre davanti al Palazzo, inghiottendo Gnicche.
    “Vraaaaaaaam”
    - Aiutoooooooooo.......

    - Benvenuto Gnicche, adesso è la tua vita ad essere in... Palio. Ah ah ah ah....
    17 individui mascherati, ognuno con una maschera rappresentante le diverse contrade della città di Siena, circondano Gnicche, puntandogli contro un’arma.
    - Hai 17 armi puntate contro di te. Uno solo di noi è reale, gli altri sono degli ologrammi. Hai 17 secondi per capire chi è quello vero ed eliminarlo. Il primo colpo è tuo, il secondo è mio. Hai una possibilità su 17, Gnicche, vediamo se Indrus ha riposto bene la sua fiducia. Ah ah ah ah ah ah!!
    - Maledetti kompagni, ride bene chi ride ultimo!
    - Risparmia il fiato, Gnicche e pensa velocemente. 17, 16, 15...
    - Forse l’Onda, come le onde subliminali del Maremmatrix...
    - 12, 11, 10...
    - Forse la Lupa.... famelici e feroci come i kompagni non c’è nessuno... no, non ci siamo...
    - 5, 4, 3.... addio Gnicche!
    - Addio Istrice! “Flaaaaaaaaashh”
    - “Waaaaaaaaaaaaahhhh!!!!”
    L’Istrice crolla a terra carbonizzato.
    - Istrice / porcospino / porco / maiale / mortadella / Maremmatrix. In fondo era logico...
    Gnicche si avvicina al corpo carbonizzato e ne solleva la maschera.
    - Sandro Bond, l’agente 007! Maledizione!!! Non lo avevano ucciso, lo avevano condizionato mentalmente!... e adesso, amico, ho un dovere anche verso di te.
    Giunto nel caveau del Palazzo, Gnicche entra finalmente nella sala dell’elaboratore centrale. La vista che gli si para davanti è ancora più sconvolgente del previsto. Un enorme rotolo di mortadella ruota intorno ad un asse, emanando un odore nauseabondo, ma non è tutto. Appena entrato il nostro, il rotolo assume viscidamente le sembianze di un volto umano, una ributtante testa quadra e occhialuta dalla voce melliflua e sgradevole.
    - Benvenuuuuuuuuto Gniiiiiicche. Ti aspettaaaaaavo... cosa desiiiiiiideri?
    - Lo sai benissimo, Maremmatrix. Voglio te! E adesso, finalmente... TIMassacro!!!!
    “Flaaaaaaaasssshhh” “Ciomp.... blop... bluarg... pop... mmmmmhhh”
    - Maledizione, ha assorbito il colpo ed è pure aumentato di volume!
    - Eeeeeeehhh, come dice il proveeeeeerbio.... quel che non ammaaaaaazza, ingraaaaassa... mmmmmhh... oooohh”
    “Flaaaaaaassssh” “Ri-flaaaaaaassshh”
    - Mannaggia, qui ci vuole un miracolo, Signore aiutami!
    - Noooo.... non ti aiuterà nessuuuuno... ed è inutile che tu invochi Diiiiiio, perché non esiiiiiste.... parola di cattolico aduuuuuuulto... mmmmhhh”
    Improvvisamente una voce nel buio:
    - Talk for yourself, bloody roll of rotten mortadella!
    - Capitano Kirk, lei qui??! Ma com’è possibile? Lei non può esistere, lei è fantascienza...
    - Are you sure, Gnicche? Rifletti un momento. Guardati attorno, guarda la tua toscana, terra di Dante, Petrarca, Boccaccio, Cavalcanti, Lorenzo il Magnifico. Terra che fu la culla dell’umanesimo e del rinascimento, dell’arte delle lettere, del trionfo dell’uomo nuovo sull’ignoranza e sulla superstizione, di un uomo per cui la religione si fonda su un cammino di fede anziché sul terrore. Questa stessa terra è oggi diventata il centro d’irradiazione di un’ideologia nemica dell’uomo, della libertà e della dignità individuali, una terra in cui gli uomini rinunciano a pensare con la loro testa per farsi indottrinare dal Partito o dagli imam. Maremmatrix maiala! Dimmi Gnicche, una toscana così malridotta è realtà o fantascienza?
    - Difficile a dirsi, Capitano...
    - E allora, caro Gnicche, dammi retta. Io sono molto più reale della toscana che hai davanti gli occhi. E adesso basta chiacchiere. Scotti, do you copy?
    - Loud and clear, Captain!
    - Here you are the coordinates of this huge shitty mortadella roll. Ready?
    - Ready, Captain!
    - Full Energy, Scotti!
    Un fascio di luce avvolge il mortadellone, che pian piano inizia a dissolversi.
    - Vi preeeego, feeeermi... troveremo una soluzioooooone... non eliminaaaaaatemi...
    Kirk e Gnicche osservano compiaciuti la progressiva scomparsa del mortadellone, risucchiato per sempre in chissà quale anfratto spazio-temporale.
    - Ok, ragazzo, adesso devo lasciarti. Torna a casa e sorridi, il lungo incubo è finito.
    - Addìo capitano e grazie infinite!
    Gnicche osserva il Capitano smaterializzarsi, dopodiché anche la stanza intorno a lui perde di solidità, finché...

    - Ma questa, questa è l’ipercoop di Setteponti!? Oh no, non ditemelo... possibile che sia stato tutto un sogno? Indrus, Indrus, dove sei? Datemi un’aspirina!
    - Mi scusi, giovane, cercava un giornale?
    Gnicche si sente assalire da un indefinibile senso di nausea.
    - Volevo, volevo Repubblica...
    - Repu... cosa??
    - Repubblica, il quotidiano. Non ce l’avete qui all’ipercoop?
    - Ipercosa? Questi sono i supermercati Renzetti, giovane. I quotidiani sono tutti dietro di lei, veda un po’...
    - Dunque: ecco Il Giornale e anche Libero!... il Corriere, La Nazione, Il Foglio, Avvenire... Repubblica non c’è, il Manifesto neanche, Liberazione e l’Unità neppure...
    Sul volto del giovane si delinea un sorriso dolcissimo seguito da qualche lacrima di gioia.
    - Giovane, si sente bene?
    - Oh, sì.... mai stato meglio in vita mia!

    Fine

    Pietro Aretino

    -------------------------------------------------------

    Ps: per chi volesse conoscere la storia del brigante Gnicche, vedasi il seguente link. E non è fantascienza!

    http://www.battifolle.it/gnicche_Mitch.htm

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    perle di saggezza... o di follia, alla Erasmo

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    perle di saggezza... o di follia, alla Erasmo

    Caro Ugo, un paragone del genere mi fa quasi arrossire...

    ciao!

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    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Aretino Visualizza Messaggio
    Caro Ugo, un paragone del genere mi fa quasi arrossire...

    ciao!
    Non mi diventare rosso pure tu, che altrimenti ci tocca di paragonarti a, che so... Luttazzi?

  6. #6
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