Anche il governo Prodi secreta gli atti sul caso dell'imam rapito dalla Cia
Segreto di Stato apposto sul fatto se le autorità Usa avessero avvertito il governo italiano del presunto rapimento
ROMA - Sul cao del rapimento dell'imam di Milano Abu Omar a opera della Cia, anche il governo Prodi ha imposto il segreto di Stato. «Alle nostre domande precise se le autorità americane avessero avvertito il governo italiano prima, dopo o durante il presunto rapimento di Abu Omar, il sottosegretario Micheli ha risposto che su questo tema esiste il segreto di Stato». Lo ha detto Claudio Scajola, presidente del Copaco (Comitato di controllo dei servizi segreti), al termine dell'audizione del sottosegretario con delega ai servizi segreti Enrico Micheli. Su questo tema il segreto di Stato era già stato posto dal goverrno Berlusconi.
Quanto al giorno del sequestro di Abu Omar, il 17 febbraio 2003, ha proseguito Scajola, «Micheli ha detto che non risulta nulla su quel giorno che coinvolga responsabilità di organi o strutture dello Stato italiano». Il governo ha inoltre dato piena fiducia ai vertici del Sismi, definiti da Micheli «una rete di alta efficienza».




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