casualmente navigando mi sono imbattuta in questo articolo:
Avvocato Dario Canovi, si presenti.
“Da dove comincio? Vediamo. Sono un avvocato, e questo è il titolo più appropriato. Sono un esperto di diritto internazionale; facevo tutt’altro, poi la contingenza mi ha dirottato verso il calcio, ma non ho perso la mia passione di gioventù e le due professioni possono essere complici. Sono un procuratore, il primo assieme ad Antonio Caliendo, ho visto nascere questo movimento. Attualmente sono agente Fifa e presidente di una delle due associazioni di procuratori; ormai lavoro con i miei figli”
Conflitti d’interesse?
“E’ la cosa che odio di più. Il male più grande e devastante: il male che ha distrutto il calcio”
Ma i procuratori sono antipatici.
“C’è un’idea sbagliata sulla nostra categoria, non la difendo per spirito corporativo, ma perché ci sono delle belle realtà”.
C’erano e ci sono brutte realtà. Nel giurassico 2001, lei avvertì: “Attenti alla Gea”. Semplice sospetto?
“Mi diletto a fare la cassandra”.
Suvvia. Non scherzi, il pronostico era quotato a 1: chi c’ha beccato ha vinto un viaggio in procura.
“Ci sono passato… Ho fatto le mie battaglie, le ho portate avanti con coraggio e per il bene dei procuratori. La Gea è stata un’anomalia, non sarebbe dovuta esistere. Invece: chi doveva controllare non l’ha fatto, ha fatto finta di non vedere e ne era partecipe”.
Ci risiamo: conflitti d’interesse. Ma i procuratori non hanno un albo apposito nell’alcova Figc. Mi faccio una domanda e mi dò una risposta: chi era la vestale del sistema? Franco Carraro. Indovinato?
“Il discorso è molto complesso”.
Ok, non me la dà vinta. Passiamo alle maniere esplicite: Carraro ha permesso il proliferarsi della Gea. E’ stato lui lo spermatozoo più lesto?
“Non era e non è plausibile che un procuratore sia legato, per parentele o associazione, con dirigenti, allenatore e affini. La Gea era un insieme di irregolarità, destinata a finire. Adesso s’è sciolta per colpa della bufera calciopoli, anche se io la chiamerei Geronzopoli”.
Capitalia era una nazione, anzi una nazionale: selezionava i più potenti. E i più ricchi.
“E non a caso, Chiara Geronzi, la figlia di Cesare, è stata presidente della Gea. Sappiamo le cariche di Carraro all’interno di Capitalia, sappiamo, ritornandoal discorso primario, tanti conflitti d’interesse”.
Impedire i conflitti d’interesse: primo punto per rendere i procuratori più simpatici?
“Sarebbe un grande successo. Non bisogna alimentare il sospetto, il calcio deve esser trasparente, chiaro e non creare imbarazzi. Siena-Juventus, l’anno scorso, ha creato imbarazzi: c’erano quattro, cinque giocatori Gea nel Siena e, quella domenica, De Canio, allenatore in quota Gea, cambiò addirittura modulo. Sarà una casualità, De Canio è una persona stimabilissima”.
E la Norimberga del calcio ha depurato le acque?
“Hanno aggiunto un po’ di profumo, ma le acque rimangono torbide. Non è cambiato assolutamente niente. Calciopoli è stata la conseguenza di un’indagine della magistratura che mirava a ben altro. Diciamo che non è stata solo la magistratura a creare calciopoli, c’è stata una concomitanza di cause. Hanno pagato solo Moggi e la Juve”.
Secondo lei Massimo Moratti è una vittima?
“Premessa: Moggi non è un carnefice. Moratti ha dimostrato di esser molto ingenuo: perché pedinare uno come Vieri che fa 30 reti all’anno? E, poi, non rendendo le sue informazioni pubbliche, credo, ha dimostrato di non voler smantellare il sistema. Forse, era dispiaciuto che gli arbitri non gli offrivano lo stesso trattamento offerto alla Juve e ad altre società”.
Chi è Luciano Moggi?
“Uno dei più grandi direttori sportivi della storia del calcio italiano. Non fosse successo questo putiferio, sarebbe stato all’Inter o al Milan. E non dimentichiamoci che Moggi ha dato una grossa mano all’Inter nei primi anni della presidenza Moratti. Moggi ha peccato d’ignoranza: non s’è accontentato del potere. E’ rimasto con l’arma del delitto in mano, ma ci sono tanti Moggi in libertà”.
Chi potrebbe essere un nuovo Moggi o un simil Moggi?
“Ce ne sono tantissimi. Meglio non fare nomi. Moggi ha sbagliato nel momento in cui s’è sentito onnipotente e ha cercato di coinvolgere altre società: aveva la Juve, la Gea e la Federazione, ma non s’è accontentato. Dava consulenze, ma doveva fare gli interessi soltanto della Juve. Anche con Moratti aveva rapporti. Moggi era un mito in un paese dove i miti si creano e si distruggono con la stessa facilità. Ma c’è chi lavora sottotraccia e fa più male di Moggi al calcio”.
I procuratori fanno male al calcio e all’immagine del calcio italiano?
“Non è stato bello vedere il figlio dell’allenatore dell’Italia, Davide Lippi, andare in ritiro in veste di procuratore; e non è stato bello vedere i procuratori trattare sull’aereo per gli Europei di Portogallo. La categoria deve essere disciplinata, Figc e Fifa debbono esser più presenti e attivi: basta conflitti d’interesse, basta abusivi”.
Ma non serve studiare per diventar procuratore?
“Servono delle credenziali, delle qualifiche. Un tizio come Ernesto Bronzetti non può esercitare questa professione”.
Ci sveli un segreto: che lavoro fa Bronzetti?
“Fa il mediatore. Cosa assurda. Dovrebbe intervenire la Fifa, questi personaggi macchiano l’intera categoria e sporcano chi è pulito al suo interno”.
Alla Fifa sono abbastanza statici.
“Bronzetti ha lavorato per Real Madrid e Milan. Questa Fifa non andrebbe mai a danneggiare due laute fonti di guadagno. Questo è un problema molto serio”.
Obbediamo all’usanza. Non si parla con Canovi se non si parla del caso Nesta.
“Sono un novizio in tutto: sono stato il primo procuratore professionista, e il primo a vedersi sottrarre un calciatore importante dalla Gea, anche se all’epoca era la Football Management di Alessandro Moggi e Franco Zavaglia”.
Che calcio c’è in giro?
“Un po’ finto, noioso, mascherato. Troppi convenevoli e formalismi. Che strazio le interviste ai calciatori: sempre abbottonati, sempre a soppesare ogni parola. Occorre più libertà, ma non libertinaggio. Lo spettatore, l’utente-tifoso vede sfocato, filtrato, attraverso l’occhio dei media. Le colpe sono un po’ di tutti, anche di noi procuratori. Non dobbiamo essere un mondo a parte”.
Ultima curiosità: il mercato italiano esiste ancora. Operazioni in corso?
“Niente di particolare per gennaio, mentre dichiaro impossibile il passaggio di Ronaldinho al Milan. Conosco bene la realtà di Barcellona, una società del genere non si priverebbe mai di un re e, di conseguenza, il re del suo regno. A gennaio, forse, l’unico movimento eclatante potrebbe farlo la Juve: cedendo Buffon in prestito, perché Mirante è forte e la Juve sarà già nei pressi della vetta”.
Carlo Tecce
http://www.indiscreto.it/indiscreto....5720D003504EF/
per chi non lo sapesse Dario Canovi è un procuratore di molti giocatori di serie A, uno molto dentro il mondo del calcio quindi![]()
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Rispondi Citando
E noi pagavamo lui e pure gli altri con la bolletta della TIM o con la Nutella...
