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.SOVIET.
RUSSIA: G.CHIESA, PUTIN NON CREDE NELLA DEMOCRAZIA
(AGI) - Roma, 30 ott - "Vladimir Putin non crede nella democrazia. Non ha fatto nulla per svilupparla, per dare forza alle istituzioni democratiche. Il Parlamento e' stato sostanzialmente azzerato. Una delle due Camere, il Consiglio della Federazione, e' stato trasformato in un organismo di nomina presidenziale. L'altra, la Duma o Camera bassa, e' ormai dominata dal partito del Presidente, coadiuvato da un partito fantoccio come quello di Zhirinovskij e da un altro partito, Rodina, che fiancheggia la retorica nazionale del Presidente.
Gli unici rimasti a fare l'opposizione di Sua Maesta' sono i comunisti, ma ridotti ormai ad una posizione nettamente minoritaria, isolati e tenuti a bada con ogni forma di ricatti e di pressioni nei rari casi in cui cercano di alzare la etsta.
I partiti di opposizione come Jabloko (liberalsocialisti) e l'Unione delle Forze di Destra (filo-occidentali) sono fuori dalle aule della rappresentanza popolare". Lo scrive sull'Unita' l'europarlamentare italiano Giulietto Chiesa, profondo conoscitore dell'Urss prima e della Russia oggi.
Chiesa aggiunge: "Il sistema dell'informazione e' stato in sostanza riportato allo stato elementare della soggezione ai voleri del Presidente e del suo Governo.... In queste condizioni Putin riceve informazioni sullo stato delle cose nel suo Paese piu' o meno come le ricevevano i segretari generali del Pcus: attraverso gli organi di informazione segreti. Ma sappiamo che questo sistema ha molti difetti gravi, tra cui l'assenza quasi totale di feed-back. Diciamo che, alla lunga, il Presidente della Russia capira' poco o nulla dello stato del Paese che dirige. Se non si crede nella democrazia (magari perche' si pensa - come credo pensi Putin - che a questa ci si dedichera' 'dopo', una volta consolidato il proprio potere e messo in condizioni di non nuocere tutti gli avversari) si finisce per diventare ciechi e sordi. E per scoprire che, una volta eliminata ogni dialettica politica, ogni voce scomoda, resta soltanto lo spazio per il piombo. Non quello della stampa metaforico, ma quello reale, che uccide".(AGI) -
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