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    Predefinito Pressioni atlantiche sulla Russia

    | Lunedi 30 Ottobre 2006 - 18:39 | Andrea Perrone |

    Proseguono le ingerenze internazionali sul Cremlino da parte dell’Unione europea e degli Stati Uniti sul tema dei diritti umani e della libertà e le pressioni dei maggiordomi di Washington sulla politica estera attuata da Putin.
    Ormai accerchiato dalla comunità internazionale, il capo del Cremlino si dice sempre più diffidente nei confronti della Nato e dei suoi alleati. A tale riguardo, nei giorni scorsi, si è tenuto un incontro tra il segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, il presidente russo, Vladimir Putin, e il suo ministro degli Esteri, Alexander Grushko. Il principale argomento trattato è stato quello sui problemi riguardanti l’Alleanza Atlantica e i suoi rapporti con i Paesi dell’ex-Unione Sovietica, leit motiv delle pressioni internazioni che la Russia subisce ormai da tempo.
    Dopo il summit Scheffer ha dichiarato che “la Russia ha grandi responsabilità nelle questioni mondiali e la sua partecipazione attiva nella soluzione di molti conflitti è essenziale”. Da parte sua, il ministro del Cremlino ha evidenziato quanto difficili siano diventati i rapporti fra Mosca e Tiblisi, affermando che le decisioni di aprire un “intenso dialogo con l’Alleanza Atlantica sono state interpretate dalle autorità georgiane come un incentivo a condurre una politica di scontro aperto con la Russia”. Grushko ha ricordato che Mosca è esasperata anche dal persistente rifiuto, da parte dei membri della Nato, di ratificare una diversa versione del ‘trattato sulle forze convenzionali in Europa’, che limiti il numero delle truppe, degli aerei militari, dei carri armati e di altre armi non-nucleari nel Vecchio Continente. Inoltre, la Russia teme che delle nuove basi Nato vengano situate ai suoi confini, ed in particolare negli Stati baltici dell’ex blocco sovietico come Estonia, Lettonia e Lituania, oltre al pericolo di postazioni anti-missilistiche, radar e uomini dislocati a Varsavia e Praga. Un vero e proprio accerchimento che fa il paio con le cosiddette rivoluzione arancioni.
    Intanto, il governo di Tiblisi, forte dell’alleanza con Washington, aspira ad entrare nella Nato entro il 2008, grazie ai finanziamenti promessi dagli Usa per la sua adesione. Per questo, il mese scorso, le autorità georgiane avevano arrestato 4 ufficiali russi con l’accusa di spionaggio. L’azione compiuta da Tiblisi aveva provocato la peggiore crisi diplomatica fra i due Paesi degli ultimi anni e per tutta risposta Mosca aveva istituito un blocco dei trasporti con la Georgia imponendo un giro di vite sui lavoratori provenienti da Tiblisi. A dare man forte al governo georgiano e alle mire anti-russe dell’amministrazione statunitense è sceso in campo, come al solito, anche il Parlamento europeo che ha dato “pieno sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale della Georgia”, invitando “le autorità russe a rispettare in modo completo la sua sovranità entro i confini internazionalmente riconosciuti”.
    Intanto, per rispondere alle scelte guerrafondaie di Washington e della Nato, il presidente Lukashenko vorrebbe costruire una centrale nucleare in Bielorussia entro il 2015, preferibilmente con l’assistenza di Mosca. Questa collaborazione bilaterale fra Mosca e Minsk costituirebbe un argine alla presenza della Nato ai confini con la Federazione russa e alle mire crescenti di Washington in Europa orientale. Non a caso negli ultimi tempi si è registrato un crescente attacco mediatico contro l’ex Paese satellite dell’Urss, indifferente alle tentazioni filo-atlantiche.

    Andrea Perrone

  2. #2
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    intanto anche Giulietto Chiesa prende soldi da saros. venduti!

  3. #3
    Ridendo castigo mores
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    intanto anche Giulietto Chiesa prende soldi da saros. venduti!

    come , come ? ....
    dopo " don cammillo" si sono comprati anche " peppone" ?..
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

  4. #4
    kalashnikov47
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    intanto anche Giulietto Chiesa prende soldi da saros. venduti!

    Raccontaci.

  5. #5
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    RUSSIA: G.CHIESA, PUTIN NON CREDE NELLA DEMOCRAZIA
    (AGI) - Roma, 30 ott - "Vladimir Putin non crede nella democrazia. Non ha fatto nulla per svilupparla, per dare forza alle istituzioni democratiche. Il Parlamento e' stato sostanzialmente azzerato. Una delle due Camere, il Consiglio della Federazione, e' stato trasformato in un organismo di nomina presidenziale. L'altra, la Duma o Camera bassa, e' ormai dominata dal partito del Presidente, coadiuvato da un partito fantoccio come quello di Zhirinovskij e da un altro partito, Rodina, che fiancheggia la retorica nazionale del Presidente.
    Gli unici rimasti a fare l'opposizione di Sua Maesta' sono i comunisti, ma ridotti ormai ad una posizione nettamente minoritaria, isolati e tenuti a bada con ogni forma di ricatti e di pressioni nei rari casi in cui cercano di alzare la etsta.
    I partiti di opposizione come Jabloko (liberalsocialisti) e l'Unione delle Forze di Destra (filo-occidentali) sono fuori dalle aule della rappresentanza popolare". Lo scrive sull'Unita' l'europarlamentare italiano Giulietto Chiesa, profondo conoscitore dell'Urss prima e della Russia oggi.
    Chiesa aggiunge: "Il sistema dell'informazione e' stato in sostanza riportato allo stato elementare della soggezione ai voleri del Presidente e del suo Governo.... In queste condizioni Putin riceve informazioni sullo stato delle cose nel suo Paese piu' o meno come le ricevevano i segretari generali del Pcus: attraverso gli organi di informazione segreti. Ma sappiamo che questo sistema ha molti difetti gravi, tra cui l'assenza quasi totale di feed-back. Diciamo che, alla lunga, il Presidente della Russia capira' poco o nulla dello stato del Paese che dirige. Se non si crede nella democrazia (magari perche' si pensa - come credo pensi Putin - che a questa ci si dedichera' 'dopo', una volta consolidato il proprio potere e messo in condizioni di non nuocere tutti gli avversari) si finisce per diventare ciechi e sordi. E per scoprire che, una volta eliminata ogni dialettica politica, ogni voce scomoda, resta soltanto lo spazio per il piombo. Non quello della stampa metaforico, ma quello reale, che uccide".(AGI) -
    301547 OTT 06

    http://www.agi.it/news.pl?doc=200610...nline.dalmondo




    almeno spero che non sia lui.





  6. #6
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    RUSSIA: G.CHIESA, PUTIN NON CREDE NELLA DEMOCRAZIA
    (AGI) - Roma, 30 ott - "Vladimir Putin non crede nella democrazia. Non ha fatto nulla per svilupparla, per dare forza alle istituzioni democratiche. Il Parlamento e' stato sostanzialmente azzerato. Una delle due Camere, il Consiglio della Federazione, e' stato trasformato in un organismo di nomina presidenziale. L'altra, la Duma o Camera bassa, e' ormai dominata dal partito del Presidente, coadiuvato da un partito fantoccio come quello di Zhirinovskij e da un altro partito, Rodina, che fiancheggia la retorica nazionale del Presidente.
    Gli unici rimasti a fare l'opposizione di Sua Maesta' sono i comunisti, ma ridotti ormai ad una posizione nettamente minoritaria, isolati e tenuti a bada con ogni forma di ricatti e di pressioni nei rari casi in cui cercano di alzare la etsta.
    I partiti di opposizione come Jabloko (liberalsocialisti) e l'Unione delle Forze di Destra (filo-occidentali) sono fuori dalle aule della rappresentanza popolare". Lo scrive sull'Unita' l'europarlamentare italiano Giulietto Chiesa, profondo conoscitore dell'Urss prima e della Russia oggi.
    Chiesa aggiunge: "Il sistema dell'informazione e' stato in sostanza riportato allo stato elementare della soggezione ai voleri del Presidente e del suo Governo.... In queste condizioni Putin riceve informazioni sullo stato delle cose nel suo Paese piu' o meno come le ricevevano i segretari generali del Pcus: attraverso gli organi di informazione segreti. Ma sappiamo che questo sistema ha molti difetti gravi, tra cui l'assenza quasi totale di feed-back. Diciamo che, alla lunga, il Presidente della Russia capira' poco o nulla dello stato del Paese che dirige. Se non si crede nella democrazia (magari perche' si pensa - come credo pensi Putin - che a questa ci si dedichera' 'dopo', una volta consolidato il proprio potere e messo in condizioni di non nuocere tutti gli avversari) si finisce per diventare ciechi e sordi. E per scoprire che, una volta eliminata ogni dialettica politica, ogni voce scomoda, resta soltanto lo spazio per il piombo. Non quello della stampa metaforico, ma quello reale, che uccide".(AGI) -
    301547 OTT 06

    [/RIGHT]
    E gli europei ringraziano Dio che Putin non crede nella democrazia-liberale di stampo occidentale.
    Bene così !

  7. #7
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    speri male, cosa ti aspetti da un comunista ?

  8. #8
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    speri male, cosa ti aspetti da un comunista ?
    servilismo alla massoneria giudaica.

  9. #9
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    servilismo alla massoneria giudaica.
    ognuno paga con la moneta che ha , e starei attento pure a blondet, vedesi nel suoi libretti editi dal minotauro quando paventa il pericolo di una russia nera

  10. #10
    kalashnikov47
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    ognuno paga con la moneta che ha , e starei attento pure a blondet, vedesi nel suoi libretti editi dal minotauro quando paventa il pericolo di una russia nera

    Vabbe' ragazzi, se qui non ci fidiamo più di nessuno, è finita. Giulietto Chiesa è uno furbo (Blondet e lo dico con simpatia, è un babbeo). sa che per poter sopravvivere nel sistema della comunicazione e poter parlare, deve pagare l'obolo a Caronte. L'obolo è quello magari di parlar male oggi di Putin e domani di AhmadineJad. In questo modo gli è concesso di scrivere su La Stampa, essere europarlamentare, girare film sull'11.9 etc. Poi è comunista.
    Blondet invece non nasconde la sua avversione per Israele, è cattolico, parla male degli USA. Insomma è un suicida. Tant'è che è stato licenziato dall'Avvenire e scrive i suoi articoli più interessanti su Effedieffe, che nel mondo della comunicazione non è proprio il massimo.

 

 
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