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    Predefinito La diaspora templarista italica

    Tratto dal Centro Studi Nuove Religioni (CESNUR)

    di Massimo Introvigne


    Nel 1948 Antonio Campello Pinto de Sousa Fontes (1878-1960) – ultimo (ma non incontestato) erede di una lunga genealogia neo-templare che risale ai tempi della Rivoluzione francese – designa a succedergli come Gran Maestro il figlio Fernando Campello Pinto de Sousa Fontes (designazione contestata dai critici di quest’ultimo, che replica esibendo documenti registrati presso le autorità portoghesi); alla morte di Antonio, il 15 febbraio 1960 a Porto, Fernando assume il titolo di “Principe Reggente”. Peraltro, diverse branche nazionali avevano un’esistenza autonoma, non avendo riconosciuto l’autorità di Antonio. Altre branche nazionali si separano in occasione della successione di Fernando, dichiarandosi indipendenti.
    Nel 1970, a Parigi, alcuni dei Gran Priorati che non accettano l’autorità di Antonio Sousa Fontes si riuniscono a Parigi e nominano Gran Maestro il maresciallo polacco Antoine Zdrojewski (†1988). Da questo momento esistono tre principali filiazioni internazionali: una di obbedienza Sousa Fontes; una di obbedienza Zdrojewski; e una che riunisce coloro che non riconoscono Sousa Fontes ma diffidano di Zdrojewski e delle voci che lo collegano al sottobosco dei servizi segreti francesi. Rendendo il quadro estremamente complicato, tutte le filiazioni usano sia la sigla latina OSMTH (Ordo Supremus Militari Templi Hierosolymitani) sia quella francese OSMTJ (Ordre Souverain et Militaire du Temple de Jérusalem). Nascono pure una dozzina di altre organizzazioni e numerosi priorati nazionali “indipendenti”. Più tardi si formano varie federazioni internazionali, alcune peraltro di esistenza effimera. Gli scismi sono stati complicati negli ultimi anni dal desiderio – e dalla necessità – per tutti i gruppi neo-templari di prendere le distanze da una scheggia impazzita del loro movimento, l’Ordine del Tempio Solare, protagonista dei suicidi-omicidi del 1994-1997.
    La filiazione che possiamo chiamare ex-Zdrojewski sopravvive in Svizzera con Alfred Zappelli e George Lamirand (†1994). Quest’ultimo, nel 1988, riunisce quello che rimane della filiazione ex-Zdrojewski al gruppo di uno dei pretendenti “autonomi” al ruolo di Gran Maestro, Pierre Pasleau (1932-2004), un personaggio assai noto nel mondo delle “massonerie di frangia” (da cui si era peraltro staccato nel 1991) e dei “vescovi vaganti”. La filiazione Pasleau, avendo incorporato dunque quella ex-Zdrojewski, è all’origine dell’attuale OR.MO.TE. (Organizzazione Mondiale dei Templari), mentre i seguaci di Sousa Fontes, continuano a dare vita a una serie di filiazioni autonome ma collegate e unite dal riconoscimento dell’autorità dell’anziano dirigente portoghese.
    La più grande articolazione – ma anche il maggior numero di neotemplari presenti oggi nel mondo – si ha nell’ambiente di quei Gran Priorati che hanno rifiutato a suo tempo la guida sia di Sousa Fontes sia di Zdrojewski o Pasleau. Alcuni sono rimasti risolutamente autonomi. Altri hanno cercato di collegarsi in federazioni, e la città di Ginevra – dove opera peraltro anche la filiazione ex-Zdrojewski – è emersa come un centro importante di queste iniziative. All’interno del gruppo con sede “federale” a Ginevra si sono però manifestate divergenze – e occasionali alleanze – fra gruppi che fanno capo rispettivamente al belga Michel Van der Stock, a Nicolas Haimovici Hastier, e infine ai dirigenti dei più grandi e numerosi ordini inglesi e americani. Questi ultimi costituiscono nel 1999 l’OSMTHdi Ginevra, debitamente registrato presso le autorità del Cantone e presieduto dall’ammiraglio statunistense (oggi in pensione) James J. Carey, che presiede anche la think thank conservatrice National Defense Committee. Questo OSMTH non è l’unica organizzazione neotemplare a portare questo nome, ma è probabilmente – con circa cinquemila membri – la più grande realtà contemporanea del neo-templarismo mondiale.
    Semplificando, possiamo dunque schematizzare la linea principale del panorama neotemplare internazionale facendo riferimento a tre filiazioni: quella Sousa Fontes, quella Pasleau, e quella dei priorati dissidenti da Sousa Fontes ma non legati né a Pasleau né a Zdrojewski, a loro volta oggi divisi nelle tre principali filiazioni Van der Stock, Haimovici Hastier e Carey.
    Le vicende italiane risentono di quelle internazionali, e non sono meno complesse. Il Gran Priorato italiano, come si è accennato, nel 1815 si dissocia da Fabré-Palaprat e dalle sue credenze “gioannite”. L’autonomia è ribadita al Capitolo tenuto a Venezia nel 1867, e – sia pure con non molti membri – il Gran Priorato continua la sua esistenza fino al 1945, quando il suo ultimo Reggente, Alessandro Vettori di San Marco e Valdorica, in carica dal 1925 e di idee politiche fasciste, è ucciso dai partigiani a Bologna. Prima di morire aveva affidato il destino dell’Ordine a cinque cavalieri, uno solo dei quali – Gastone Ventura (1906-1981), su cui si troveranno maggiori informazioni nella sezione de Le religioni in Italia dedicata al martinismo – sopravvive alla guerra, ma attende fino al 1964 per “risvegliare” l’Ordine. A partire dal 2000 le attività dell’organizzazione che discende dal Gran Priorato italiano, il Supernus Ordo Equester Templi – che oggi sottolinea con forza la sua ispirazione cattolica – sono divenute decisamente più pubbliche.
    Diverse organizzazioni di obbedienza Sousa Fontes si costituiscono negli anni 1980.
    In data 19 febbraio 2005 lo stesso Sousa Fontes, impegnato in un tentativo di riorganizzazione mondiale dell’Ordine e con apposito decreto, istituisce un Gran Priorato d’Italia con giurisdizione su tutto il territorio italiano, nominando Gran Priore d’Italia la professoressa Leda Paola Tonon di Padova, in passato responsabile di un OSMTH-Gran Priorato Lombardo Veneto. A partire da questa data quindi, in linea di principio i Priorati e le numerose precettorie italiane di obbedienza Sousa Fontes, sono tutte riunite in un unico Gran Priorato d'Italia.
    Quanto alla filiazione Pasleau (che, come si ha accennato, ha incorporato quella ex-Zdrojewski), è rappresentata in Italia da un OSMTJ – Gran Priorato della Lingua d’Italia, aderente all’OR.MO.TE. (di cui è anzi il principale animatore). Costituito come ONLUS il 25 luglio 2002, ha incorporato altre filiazioni minori e ha oggi sede a Montevecchia (Lecco).
    Il nucleo attuale di questo Gran Priorato – il quale, dal canto sua, insiste sull’assenza nelle sue fila di qualunque legame massonico, sottolineando anzi la sua ispirazione cattolica e il fatto che le sue iniziazioni avvengono esclusivamente in chiese o abbazie cattoliche nel corso di cerimonie che comprendono la celebrazione della Messa – nasce da cavalieri da cui nel 1996 si era separato un gruppo legato a Haimovici Hastier.
    Quest’ultimo gruppo – la cui continuità è rivendicata, nonostante difficoltà sopravvenute nel 1997 con lo stesso Haimovici Hastier, dall’ OSMTJ – Ordine Sovrano e Militare del Tempio di Jerusalem, che ha come Priore generale d’Italia dal 2004 Rosario Filippo Tomarchio – ha poi patito ulteriori divisioni interne, a partire da quella del triestino Walter Grandis, che ha dato vita a un suo priorato di filiazione Van der Stock chiamato Cavalieri Templari – O.S.M.T.J.
    Haimovici Hastier è invece tuttora riconosciuto come Gran Comandante Internazionale dal gruppo italiano denominato OSMTJ – Ordine dei Cavalieri del Tempio di Gerusalemme.
    Ma un buon numero di ex-seguaci di Haimovici Hastier si è invece legato a quella che, come si è accennato, è attualmente la più numerosa realtà neo-templare internazionale, l’OSMTH costituita nel 1999 a Ginevra, andando a fondare il Gran Priorato d’Italia OSMTH, cui corrisponde l’associazione civile Gran Priorato d’Italia dei Cavalieri del Tempio di Jérusalem, con Gran Priore Stelio Venceslai. Da Haimovici Hastier e Venceslai si era separato a sua volta nel novembre 1999 il Commendatore di Bologna, Maurizio Chiavari, dando vita a Roma all’Ordine dei Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme, vantando riconoscimenti di diversi Gran Priorati stranieri.
    Ma il quadro che si è così delineato, anche solo con riferimento alla linea principale del neotemplarismo, è tutt’altro che completo, perché operano in Italia pure diversi gruppi semi-autonomi.
    A Torino, in particolare, tra il 1972 e il 1974 si costituisce un Priorato diretto da Ferruccio Castoldi (†1998), che cresce fino a una sessantina di unità, e cui le prime iniziazioni sono conferite direttamente da Sousa Fontes, che peraltro lo sottopone alla giurisdizione di Milano.
    La prolungata malattia e la morte di Castoldi riducono il Priorato a un’attività nominale, anche se la presenza di un personaggio noto sulla scena torinese come animatore di iniziative culturali e programmi televisivi, Gianluigi Marianini, gli conferisce una sua rilevanza mediatica. Nel 1996 un buon numero di cavalieri che avevano fatto parte del Priorato di Castoldi costituiscono l’Ordo Templi Hyerosolimitani - Militia Christi, indipendente rispetto a Sousa Fontes, guidato da Marco Sannino e Valter Maria Gatti. Dissensi fra i due animatori portano Gatti nel 1998 a fondare l’autonomo Ordine del Tempio, costituito in associazione nel 1999 e venuto allo scoperto nello stesso anno con una mostra presso l’Associazione Artistico Culturale “La Tesoriera” sulla storia templare. Le investiture di questo Ordine avvengono presso l’Abbazia di Staffarda, e l’Ordine – che ha anche nelle sue fila novizi e dame – conta una decina di cavalieri fra Piemonte e Veneto, fra cui un sacerdote cattolico.
    Sullo sfondo di questa proliferazione apparentemente infinita di ordini e priorati rimane, come ai tempi di Fabré-Palaprat, la dialettica fra due polarità, una cattolica e una laico-massonica: fra chi sogna di ricostruire l’Ordine del Tempio nell’ambito della Chiesa cattolica e chi è di solito contemporaneamente neo-templare, martinista e massone regolare o “di frangia”.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito templari

    E questi sarebbero uomini disciplinati armati di candido ardore?

  3. #3
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    Predefinito Più che guerrieri

    Ha beh più che guerrieri affamati di gloria mi sembrano affamati di soldi: ma è possibile trovare qualcuno che non pensi a Mammona?

  4. #4
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    Predefinito

    domani vedrò di raccontarvi la mia esperienza nell'osmth.
    Vi anticipo che è stata davvero pessima.......

  5. #5
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    Predefinito aspetto con ansia

    Sarò ansioso di ascoltare le esperienze di Breitling per paragonarle alle mie (che sono altrettanto non positive)

  6. #6
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    Predefinito

    Gentilissimi Signori amanti della tradizione Templare.
    Studio l'argomento da circa 5 anni.
    Nel 2004 dopo aver fatto una cernita dei vari "ordini templari" solo ed esclusivamente utilizzando INTERNET arrivo alla seguente conclusione.
    (Premetto le mie scuse ma d'ora in avanti non li chiamerò più ordini.Gli Ordini sono un'altra cosa).
    Il gruppo d'ispirazione templare più ortodosso e che più si avvicina ai costumi dei Cavalieri del XII secolo è il gruppo che fa capo alla Magione di Poggibonsi, ma il gruppo che più degli altri dovrebbe avere credibilità internazionale e organizzazione qui in Italia mi sembrava essere l'OSMTH (osservanza Venceslai per intenderci, quelli di osmth.it).
    Ciò in base al numero di "commende" aperte ed in base ad un documento che conferisce all'osmth internazionale lo status di ONG internazionale.
    Per la cronaca questo significa che l'osmth è iscritto nell'elenco insieme a centinaia di associazioni che ne abbiano fatto richiesta e che rispettino determinati requisiti come quello delle contribuzioni volontarie in denaro (immagino).Si badi bene però che l'osmth in Italia NON HA alcun riconoscimento di ONG nazionale, in Italia l'osmth non è nulla, è solo una associazione.
    Fatta questo ragionamento inviai una mail al sedicente Commendatore della commenda della mia città, il quale dopo avermi piantato la prima volta si fece trovare al posto convenuto per conoscermi e - pensate un pò - giudicarmi!!
    Fino a qui un sorriso e nulla più. Nel marzo del 2005 ebbi la mia nomina a "scudiero templare" insieme a due amici. Sembrava tutto rose e fiori: fratello qui, fratello là....colpi di Eccellenza e di Cavaliere si sprecavano, Gran Priori, Gran cancellieri, Gran lup man ecc...ecc....... .
    Dopo solo 6 mesi mi merito il TITOLO DI CAVALIERE TEMPLARE!!!
    Una goduria, mantello bianco, croce da collo, spilletta d'ordinanza....
    Pensate che nel frattempo durante un viaggio in Spagna comperai una autentica spada templare di toledo della Marto, la più antica azienda del luogo.Quindi a parte il cavallo avevo tutto.
    Tutto bene direte voi, allora che è successo??
    Ve lo racconto subbito.
    Tutto questo era l'aspetto esteriore, in realtà si celavano ben altri propositi in merito.
    Intanto per tutto questo percorso ho uscito quasi 2.000€, tra mantello, capitazioni oboli e tutto il cucuzzaro!Metteteci anche che mi sono fatto trasferte a Perugia, a Regio Calabria, sempre per seguire sti tizi.
    Nel concreto non si è fatto assolutamente niente di niente oltre chè finanziare un sito internet, il materiale di cancelleria e le prebende al parroco che ci affittava la Chiesa!!Si, avete capito bene, pagavamo a titolo di offerta e di contributo 150€ ad un prete.In realtà ci riunivamo in quella Chiesa ed usufruivamo della luce, per cui alla fine se questi soldi andavano effettivamente alla Chiesa ed ai suoi fabbisogni, nulla quaestio.
    Un anno condito dai discorsi del nostro capo sulle fantomatiche interlocuzioni con la Santa Sede per avere un riconoscimento da Essa, sulla solidarietà che a parte aver comprato un tv 14'pollici e 4 dvd per un reparto di un ospedale non si è fatto. Tenete presente che avranno speso si e no 150/200 euro e forse sono pure troppi, rispetto a 15/20 persone che ogni anno pagavano un bel pò di soldi.Neanche il gran priorato mi risulta abbia fatto granchè rispetto a quello che incassa.Considerate che questi signori aprono commende su commende (perfino in Romania......) e ovviamente tutte ste commende pagano al gran priorato (sigh!) la loro quota.Comunque, tutto questo.....sarebbe già abbastanza per alzare i tacchi.
    I nodi vengono al pettine, quando io ed un mio amico "confratello" vogliamo svegliare la nostra commenda ed organizzare qualcosa di serio e concreto.
    La nostra forza la mettemmo in campo allorquando il parroco di cui sopra ci intimò uno sfratto per non meglio precisati motivi.
    La commenda si trovò senza un tetto, ed ecco che il sottoscritto unitamente al suo amico trovarono per quest'allegra combriccola di ammantellati signori il tetto più presigioso c he potesse esistere in città: una Casa Professa dei Padri Gesuiti, i quali in virtù dei nostri buoni uffici concessero uno spazio al gruppo (per altro ancora oggi questi adoperano quello spazio).Ovviamente anche li la solita prebenda in denaro. Una volta sotto i miei occhi uscirono 150€.
    I rapporti interni si incancrenirono e scoperchiarono il tutto. Intervenne il sedicente gran priore il quale ci aprì gli occhi con una lettera nella quale si diceva tra le altre cose che "l'ordine" come lo chiama lui e quelli che si credono Cavalieri Templari, accetta Gay, Atei e miscredenti o che comunque non può impedire che al suo interno vi siano queste persone.
    Ebbene signori miei da quel momento io decisi.BASTA! Io, il mio amico e altri dopo di me siamo andati via con diffida inviata all'associazione e recessione dall'associazione.
    E' stata un'esperienza da cancellare se si eccettua il fatto che in quell'occasione ho conosciuto qualche bravissima persona.
    Questa è per sommi capi la mia piccola esperienza documenteta, per altro, da carteggi, emai, lettere e quant'altro.
    Ad oggi la commenda è sempre guidata dal 26 enne (!) commendatore, da suo cognato granbalivo granprecettore uberalles, dal cugino e da qualche altro che vedendo la diaspora sta reclutando a sua volta cugini e parenti; i quali però poi si liquefanno come neve al sole, come è già accaduto (per esempio con me).
    Un vero peccato perchè credo che l'osmth a livello internazionale sia un pò più considerato.
    Questo è un estratto succinto di quanto è accaduto, ma vi assicuro che ne potrei raccontare ancora tante.
    Un saluto.


    Per essere un Templare non occorre scucire quattrini, basta osservare la Regola Militum Templi.

    Non Nobis........

  7. #7
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    Predefinito

    perdoante la consecutio temporum ma ho scritto di fretta e mi scoccia ricorreggere

  8. #8
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    Predefinito

    Caro Breitling sei capitato proprio in una conventicola raffazzonata...
    Io allora sono stato molto più fortunato di te, ma in realtà quasi tutte le realtà templariste "ammantellate" del terzo millennio si basano sul volontariato e sul sacrificio in termini di tempo, fiducia e disponibilità, dei postulanti, nonché sul pressapochismo dei sedicenti "gran maestri".
    Si spreca tanto amore ed entusiasmo, degli aspiranti milites che sono quasi sempre pieni di buona fede.
    Ma dirò di più: tutte le fonti storico documentali su cui si basano tutti gli ordini templaristi (e dico tutti: OSMTJ, OSMTH, SOET, ec...), che ormai hanno rinunciato a qualsiasi evidente continuità con l'antico Ordine (con buona pace finalmente del presunto maestro continuatore dopo Molay: l'Armenius o Jean Marc de L'Armenie), sono un ernorme bufala!
    Filippo d'orleans, il duca di Cossè de Brissàc, non avevano alcun diritto di definirsi eredi dei templari, né più legittimazione di quanto tu possa averne oggi di tenere una "grande adunanza" dei "nuovi templari".
    Se mai ti hanno parlato di un archivio a Parigi con i nomi ed i documenti sulla presunta continuità dell'Ordine, allora sappi che quell'archivio contiene solo poche righe scritte a mano nel '800 su una pagina di taccuino di 5 per 5 cm...
    Tornando a noi, gli ideali, l'amore per la tradizione e lo spirito templare di migliaia di genuini amanti dell'Ordine ormai estinto, vengono sprecati nel peggiore dei modi, anche per colpa della Chiesa che prima l'invoca, ma poi si spaventa di questa rinascita spirituale neo crociata, forse temendo l'uso della spada più che la volonta di farsi 2scudo" della Fede.
    L'unica spernza sarebbe la nascita di una nuova "militia" del terzo millennio, che allo spirito di missione cristiano, associ l'amore per la tradizione ed il rispetto delle nostre origini.
    Le croci patenti, i mantelli bianchi, fanno fare un gran figurone sugli altari delle chiese e fanno tutto molto "templare", ma tutti noi meriteremmo la scomunica per averli indossati a meno che non siano quellli
    concessi, da chi può concedere qualcosa ad una nuova fratellanza, non discendente, ma bensì ispirata dai pauperes milites che c'insegnarono la difesa del Cristo.

 

 

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