ennesima dimostrazione
Il presidente onorario bianconero scatenato contro la proposta di cambiare il logo
«Vergogna, insulto alla città»
Boniperti: «Il torello fa parte del patrimonio di tutti noi autentici juventini»
«Qui ci troviamo di fronte a un’assenza assoluta di buon senso e di buon gusto. Dopo la disgrazia sportiva, per la Juve ci sono un sacco di cose nuove da fare. Parlo di progetti seri...»
NON TOCCATEGLI la sua Juventus. Non fategli sapere che, magari anche sol*tanto per eccesso di modernismo, qual*cuno sta pensando di rifare il maquillage a Nostra Signora degli scudetti. Non im*maginate neppure lontanamente di po*terlo convincere che sarebbe indispensa*bile porre correzioni al passato con la fi*nalità di rendere più affascinanti sia il presente sia il futuro. Soprattutto, to*glietevi dalla mente l’idea di poter en*trare nel tempio a capo scoperto o ani*mati da intenzioni sacrileghe. Se ciò do*vesse accadere, anche solamente una pic*colissima parte del tutto sopraindicato, nessuno potrebbe sfuggire all’anatema con il rischio notevolissimo di una susse*guente scomunica. Presidente Boniperti, l’ultima in ordi*ne di tempo sarebbe questa. Dopo forma*le summit, i nuovi “ cervelloni” biancone*ri riuniti sotto la sigla di Comitato dei fa*mosi sono arrivati alla seguente conclu*sione: il simbolo della Juventus dovrà es*sere rivisitato e corretto con la cancella*zione del torello rampante la cui immagine verrà, verosimilmente, sosti*tuita con quella di una zebra stilizzata, ancora non si sa in quale posizione fissa*ta. La suddetta zebra, naturalmente. Il risveglio dell’Etna fa meno chiasso e an*che meno paura. « Io di stupidaggini, nel corso della mia vita, ne ho sentite tante. Per qualcuna di esse, malauguratamen*te, ho anche dovuto assistere alla realiz*zazione. Ma questa, a mio avviso le su*pera veramente tutte. Un’autentica sciocchezza figlia di un pensiero insen*sato » .
L’eruzione non si placa. Anzi. L’imma*gine di una possibile rivisitazione del lo*go ultracentenario provoca nel presiden*te un autentico attacco di ira. « Io vorrei proprio sapere che cosa ha in testa certa gente. Ma si rendono conto, lorsignori, che il torello rampante dentro lo scudet*to bianconero rappresenta la città di To*rino? Qui, dove è nata la nostra Juventus e tra la gente che è orgogliosa di essere bianconera esattamente come è fiera di sentirsi torinese. Si tratterebbe di uno sgarbo inaccettabile ai danni della sto*ria. Sicché mi auguro proprio che una si*mile idiozia venga considerata come tale e perciò dimenticata » .
Eppure qualcuno esterna adducendo necessità di irrinunciabile revisione este*tica mirata al marketing. Come dire, per una nuova Juventus un nuovo sigillo da mostrare e, naturalmente, da vendere sulle bancarelle del suk calcistico. Ulte*riori fragori dalla bocca del vulcano or*mai in piena attività eruttiva. Zolfo e la*pilli si innalzano al cielo, colate di lava scendono verso valle. « Ma si rende conto di che cosa mi tocca ancora sentire? Qui ci troviamo a fronte di un’assenza asso*luta di buon senso e anche di buon gusto mostrata da persone le quali, evidente*mente, parlano senza sapere esattamen*te quel che dicono o, perlomeno, di ciò che discutono. Per la Juventus, dopo la di*sgrazia sportiva che ci è toccato subire, ci sarebbero un sacco di cose nuove e utili da fare. Progetti seri e concreti in grado di soddisfare realmente le esigenze dei nostri magnifici tifosi. Invece si pensa a un’operazione che, personalmente, mi umilia e mi mortifica perché io sono na*to, come calciatore, e ho poi vissuto, come presidente, la Juventus griffata da quel simbolo che adesso qualcuno vorrebbe sciaguratamente modificare. Allora io in*vito queste persone a osservarsi intorno e a vedere quanto vi sia bisogno, nel mon*do, di opere utili all’umanità. Che si met*tano ai piedi dei sandali, dunque, e che vadano in Africa per esempio. Lì, in mez*zo a tanta gente che muore di fame, tro*veranno i leoni e non i tori » .
Ma forse sarebbe sufficiente che qual*cuno, prima di deliberare, desse un colpo di telefono a Giampiero Boniperti. Così anche soltanto per ripassare un poco la storia di una squadra e di una società tal*volta sconosciuta anche a chi sostiene di agire per volerla modernizzare.
FONTE: MARCO BERNARDINI - TUTTOSPORT
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