Napoli, "Repressione ed educazione"
"Contro il crimine c'è bisogno di repressione ed educazione". Per fronteggiare l'emergenza di quest'ultimi giorni a Napoli il premier Romano Prodi, intervenuto nel capoluogo campano, spiega il piano elaborato dal governo, annunciando l'istituzione di "un'unità di sviluppo per l'area metropolitana di Napoli e per la Campania". Nello stesso tempo è necessario "rafforzare il settore della giustizia".(importante)

"Bisogna uscire tutti dal tunnel dell'abbattimento e della tristezza, bisogna mettere da parte lo scetticismo". Così ha poi continuato il presidente del consiglio, cercando di spronare i napoletani a "darci una mano a vicenda". Per Prodi "Napoli ha potenzialità strepitose" dal punto di vista economico, artistico e scientifico: "proviamo a metterle in rete". Poi Prodi ha ribadito: "Si deve costruire un unico centro decisionale, per dare una risposta, servono centinaia e migliaia di persone che dicono ce la possiamo fare perché questa sia una battaglia vincente".

Nessun legame tre indulto e crimine
Poi Il premier è tornato sul tema dell'indulto negando i legami con la criminalità rivendicando la scelta di varare il provvedimento di clemenza e precisando che è stata una decisione non solo del governo ma di tutto il Parlamento: "Non c'è alcun legame statistico tra i fatti criminosi di questi giorni e l'indulto: nessuna prova quantitativa''.

"L'esercito per ora non è necessario"
Poi ha ribadito la non necessarietà dell'esercito a Napoli: "L'esercito per ora non è necessario" ribadendo il no a una legislazione d' urgenza perché quella di Napoli "non è un' emergenza speciale". "In questo momento - ha continuato Prodi - è più efficace un aumento della presenza e dell'attività di carabinieri, polizia e guardia di finanza, che hanno un compito più preciso e marcato. L'impiego dell'esercito non è escluso a priori e in modo totale, ma per ora nell'allocazione delle risorse riteniamo di dover lavorare in altra direzione".