Il recente assassinio della giornalista Politkovskaya, che ha destato clamore in tutto l’occidente dove, dall’Europa agli Stati Uniti,
i media si sono scatenati contro il governo Putin, paventando pure la possibilità di un coinvolgimento del Cremlino nell’omicidio,
rientra a pieno titolo nel più ampio disegno di destabilizzazione volto a colpire un soggetto politico oramai divenuto scomodo per gli interessi a stelle e strisce.
Innanzi alla scomparsa della giornalista russa, più famosa e conosciuta, in quanto meglio pubblicizzata, in occidente che all’interno della vita politica del proprio paese, nessuno ha alzato un solo flebile alito di voce per ricordare, qualche settimana prima, l’assassinio di Andrei Kozlov, vice-presidente della Banca Centrale russa, inviso al sistema bancario internazionale per le sue posizioni protezioniste e legate al controllo pubblico per la salvaguardia degli interessi del proprio paese,
mostrando una disdicevole disparità di trattamento da parte dei media occidentali, verso cui è lecito chiedersi se esistano realmente morti di categorie differenti.
Piero Puschiavo
Segreteria nazionale


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