Nel mirino soprattutto i candidati liberal, bersaglio di spot video Basta Dio e Osama: in Usa si litiga sul sesso Lo scontro tra gli schieramenti in vista delle elezioni di mid term si gioca tutto sulle preferenze (o le deviazioni) sessuali dei candidati
WASHINGTON (Stati Uniti) – Da Dio e da Bin Laden, le loro carte vincenti alle elezioni congressuali del 2002 e presidenziali del 2004, al sesso, la loro ultima spiaggia. Dati per perdenti nei sondaggi a causa della guerra dell’Iraq, sempre più candidati repubblicani alla Camera e al Senato accusano i rivali democratici di perversione sessuale. Negli spot televisivi, la sinistra è spesso il covo della pornografia, del sesso telefonico, della prostituzione. Molti «liberal» sarebbero dei depravati, «peccatori» irredimibili, che tollererebbero persino la pedofilia. E’ un’improvvisa riscoperta dell’America puritana del 600, l’America della lettera scarlatta, A, adultera.
Michael Arcuri (da Internet)
SESSO TELEFONICO - Lo spot più celebre, dal contenuto anche razzista, è quello contro Harold Ford, il candidato democratico al Senato nel Tennessee. Ford, un nero di 36 anni, scapolo, figura nella rivista People tra i cento politici più belli degli Stati uniti. Lo spot televisivo afferma che partecipò a una festa di Playboy, e ritrae una giovane e avvenente bianca, bionda e discinta, che gli strizza l’occhio ricordando quei «bei tempi» (■ Guarda il video). Vittima di una identica denuncia è Michael Arcuri, un altro democratico «bello», candidato alla Camera nello stato di New York. Arcuri avrebbe fatto sesso telefonico a spese dei contribuenti, e lo spot mostra una invitante ragazza che balla e gli sussurra: «Sei sexy, fantastichiamo insieme». Ma la realtà è che non chiamò mai il numero verde: lo fece per errore un aiutante telefonando a un numero simile del Ministero della giustizia (■ Guarda il video).
«SENSORI AI GENITALI» - Lo spot più esplicito è forse quello del conservatore Paul Nelson contro il liberal Ron King nel Wisconsin, la cui volto è celato da tre X, la moderna lettera scarlatta: «Per il sesso, King è pronto a pagare - sostiene - ma per i soldati al fronte no». Il deputato avrebbe caldeggiato ricerche sulle reazioni delle teenagers ai video porno «con sensori attaccati ai genitali» e sulle prostitute vietnamite in America (■ Guarda il video). Ancora più infamante è lo spot del neocon Ken Blackwell contro Ted Strickland, uno psichiatra, nella elezione a governatore dell’Ohio: Strickland avrebbe rifiutato di appoggiare una legge del Parlamento statale contro la pedofilia.
LIBRI E PORNOGRAFIA - Alcuni candidati democratici hanno involontariamente fornito delle munizioni ai rivali con libri da loro scritti in passato. In Virginia Jim Webb, un prolifico autore di racconti di guerra, è stato accusato dal senatore repubblicano George Allen di pornografia per le scene di amore da lui descritte tra militari gay, tra minorenni e tra adulti e bambini: «Nei suoi romanzi - ammonisce inoltre Allen - le donne sono tutte perverse, promiscue e servili». Ma è un gioco a cui i candidati democratici si stanno abituando. Nel Texas a esempio, Fred Head ha attaccato l’assessore repubblicano all’agricoltura Susan Combs, una signora di 61 anni che predica l’astinenza sessuale agli adolescenti, per un suo libro del ’90, «Una coppia perfetta», troppo spinto per i presunti gusti americani.
Ennio Caretto
28 ottobre 2006
corriere.it




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