In un comizio vicino a Venezia il leader della Lega accende il popolo verde
"Il Nord potrebbe vivere meglio da solo senza il centralismo dello Stato italiano"
E sull'islam: "Ne penso tutto il male possibile, dovrebbero rimanere a casa loro"
Umberto Bossi
VENEZIA - "Dovremo fare la marcia su Roma", dice il Senatur. Sulle tasse è ancora più esplicito: "In Lombardia e in Veneto la gente ne ha le palle piene di essere derubata".
E' il Bossi di un tempo, dagli slogan grossolani e un po' grevi quello che parla dal palco di Pramaggiore, vicino a Venezia. Nell'anniversario della marcia fascista su Roma, il leader della Lega Nord accende il popolo verde rispolverando la vecchia bandiera della secessione e di "Roma ladrona".
Parla di Finanziaria Umberto Bossi e annuncia una nuova marcia su Roma: "Dovremo davvero andare a Roma, fare la marcia su Roma. La Lega darà battaglia in aula e sulle strade contro la Finanziaria". A questa legge, secondo Bossi, si è arrivati partendo da un errore: "Quello di aver perso le elezioni". Grazie a voti che oggi non hanno più padri: "Non c'è nessuno in giro - ha spiegato - che dice di aver votato Prodi, eppure qualcuno deve averlo fatto per formare un governo che sa imporre tasse, solo tasse, e tasse".
"In Lombardia e in Veneto - ha detto Bossi senza troppi giri di parole - la gente ne ha le palle piene di essere derubata". Invoca la secessione il Senatur: "Il nord potrebbe vivere meglio da solo senza tirarsi dietro il centralismo dello Stato italiano. Dobbiamo svegliarci". E visto come stanno andando le cose, "non ci rimane che la via della secessione. Basta con le chiacchiere".
Nonostante tutto, Bossi conferma l'alleanza con Forza Italia: "Uno dei motivi è che da soli non avremmo mai la forza di fare il federalismo. Berlusconi ha dato il via in Veneto e in Lombardia al federalismo". Per questo assicura che "la Cdl è ancora una realtà". "Tutto però può rompersi - avverte - anche se fin quando c'è Fini, io e Berlusconi, la Cdl resta una realtà grossa".
I toni battaglieri il leader leghista li risfodera anche a proposito dell'islam, rispondendo alla domanda di un giornalista: "Sull'islam penso tutto il male possibile. Sarebbe meglio se quelli rimanessero a casa loro; questo non è un paese che può accogliere tutti. Il rischio principale è che gli islamici aprono moschee che non sono chiese, ma scuole. Bisogna stare attenti, soprattutto a una immigrazione problematica come quella musulmana. Chi prende la questione con semplicità è stupido, perché può provocare in futuro danni al Paese".
(29 ottobre 2006)
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