Ecco due articoli su VBS pubblicati oggi su Bresciaoggi.
di Francesco Di Chiara
La relazione d’impatto ambientale del Piano d’area dell’areoporto di Montichiari? Respinta al mittente. Quattro Amministrazioni civiche della Bassa si riuniscono oggi per fissare una strategia Comune sull’intricato e controverso nodo della Valutazione ambientale strategica del «D’Annunzio». Nell’occasione, Castenedolo, Ghedi, Montichiari e Montirone metteranno a punto un documento destinato alla Provincia di Brescia dopo che venerdi scorso l’Agenzia regionale dell’ambiente ha presentato la relazione in merito all’impatto ambientale dello scalo aereo.
Una relazione che non ha convinto i quattro Comune poichè considerata incompleta, dal momento che non vi sarebbe nessuna indicazione sulle ricadute ambientale dell’aeroporto militare di Ghedi.
Nel lungo documento che verrà siglato oggi si parla infatti degli effetti provocati dal movimento degli aerei, commerciali e non, per quanto riguarda il D’Annunzio, si ipotizzano inoltre gli effetti futuri della bretella della sp 19 in via di realizzazione che unirà le autostrade A21 e A4 e della linea ferroviaria dell’Alta Capacità con stazione a Montichiari, per ora solo disegnata, ma nulla vien detto dello scalo militare.
«Eppure non ci risulta che sia in disuso, anzi - sbotta Giuliano Salomoni, sindaco di Castenedolo -: come possiamo dare il nostro contributo se non ci vengono consegnati i dati completi? Non siamo tra quelli che vogliono mandar via i militari da Ghedi ma è giusto avere dati sui loro movimenti poichè respiriamo tutti la stessa aria, sentiamo gli stessi rumori, usiamo le stesse strade».
Nell’incontro si parlerà anche dei tre livelli di sviluppo in cui il Piano d’area prevede che possa crescere l’aeroporto: le tre opzioni parlano rispettivamente di un milione e mezzo, di otto milioni o di 25 milioni di passeggeri l’anno.
«Nessuno dei sindaci dei Comuni del bacino dello scalo accetta il terzo livello che vorrebbe dire stravolgere tutta la Bassa - continua Salomoni -: abbiamo riserve sul secondo livello da sette-otto milioni di transiti e siamo più favorevoli sul primo livello da 1,5 milioni di passeggeri l’anno, oltre al lavoro del cargo».
Altra contestazione sollevata dagli Enti locali sono i tempi con cui la relazione finale del Vas è stata consegnata ai sindaci. «L’abbiamo ricevuta venerdi 13 ottobre - spiega ancora Salomoni -: un malloppo di oltre 200 pagine tecniche da leggere e valutare in tre giorni considerato che il 19 era stata convocata la prima riunione con l’assessore provinciale al Territorio Aristide Peli. La Provincia ci prende in giro o dobbiamo lavorare anche di notte? Venerdi 20 l’Arpa si è poi presentata con una relazione incompleta. Ora la Provincia ci chiede di inviare le nostre osservazioni entro l’11 novembre. Far le cose in fretta si rischia di farle male, oltretutto riguardano un Piano d’Area che avrà valore per decenni».
Infatti la Regione obbliga la Provincia ad inviare entro fine novembre al Pirellone il Piano d’area completo di valutazione ambientale.
Un percorso non semplice dal momento che nell’assemblea del 6 ottobre scorso si sono sollevate numerose voci critiche da parte delle associazioni ambientaliste presenti al Tartaglia di Brescia. Inoltre il Comune di Carpenedolo, tramite il suo sindaco Gianni Desenzani, ha protestato per non essere stato aggiunto al gruppo dei quattro comuni interessati al Vas.
«Eppure la linea d’atterraggio degli aerei passa proprio sul campanile di Carpenedolo - afferma Desenzani deciso a non lasciare cadere quella che ritiene un’ingiustizia -: abbiamo chiesto di spostare quella linea di pochi gradi ma non ci hanno risposto. Abbiamo chiesto di far parte del gruppo d’area del Vas ma si son dimenticati di noi. Non possono chiedere alla comunità di stare buona e tranquilla. In un modo o nell’altro le istituzioni dovranno ascolatare la nostra voce».
Tra i progetti dello scalo bresciano anche un hangar per il cargo
Aeroporto, in gara le nuove piazzole L’investimento supera i 4 milioni
Cantieri a spron battuto all’aeroporto di Montichiari per la posa di una serie di attrezzature e la realizzazione di spazi destinati al potenziamento dell’area cargo, in vista dell’inizio da gennaio del servizio postale, ma anche dell’incremento dei voli merci. È, ad esempio, ormai pronta nelle vicinanze dell’attuale zona cargo una tensostruttura del costo di 350mila euro, necessaria per soddisfare le esigenze dello smistamento postale.
Più in generale, il D’Annunzio e il Catullo (l’aeroporto di Verona che controlla lo scalo bresciano) hanno stanziato circa 6 milioni di euro per il potenziamento delle infrastrutture che si aggiungono ai 5 milioni di euro spesi l’anno scorso per il passaggio dello scalo nella terza categoria, ovvero la possibilità di atterraggio e decollo in condizioni di minima visibilità.
Nella lista della spesa per 6 milioni tra illuminazione, rifacimento segnaletica, adeguamenti del piazzale di sosta, figura anche il sistema di monitoraggio acustico (600mila euro) e un sistema elettronico di simulazione del traffico aereo su Montichiari per immaginare sviluppi ed esigenze dello scalo.
Attende invece lo svolgimento della gara d’appalto il progetto per la costruzione del nuovo piazzale di sosta degli aeromobili, uno spazio di circa 50mila quadrati, vale a dire il raddoppio della superficie esistente. «Abbiamo ricevuto la richiesta di partecipare alla gara - spiega Antonio Zermian, direttore infrastutture aeroportuali - di circa 150 imprese. Si tratta di un investimento di 4,2 milioni di euro». I tempi? Se tutto andrà per il meglio il piazzale sarà pronto nell’autunno del prossimo anno. Un 2007 che potrebbe aprirsi con un’altra importante novità per Montichiari: la scelta del D’Annunzio come scalo europeo della Jade Cargo, compagnia cinese di trasporto merci con sede a Shenzen nella regione del Guandong, costituita da una partnership tra capitale pubblico cinese, la tedesca Lufthansa e investitori tedeschi.
E proprio per far fronte a quest’ultimo impegno, che va ad aggiungersi all’espansione costante dei voli della Ocean, il D’Annunzio ha in programma la costruzione di un nuovo hangar accanto all’attuale per una spesa di 5 milioni di euro.
w.g.
In merito al primo articolo mi chiedo cosa bevano, pensando a 30 milioni di PAX, forse gli amministratori non sanno di cosa stanno parlando, anzi ne sono sicuro.
Per quanto riguarda il secondo, lo trovo interessante.




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