…a casa
L’accordo sul Tfr con esonero delle imprese sino a 50 addetti dall’obbligo di devolverlo all’Inps contrasta con gli obbiettivi di sviluppo.
Segmenta ulteriormente le imprese, fra le minori e le medie e maggiori, ponendo un altro paletto alla crescita dimensionale, in aggiunta a quello riguardante il “passaggio del Rubicone” dell’applicazione dello statuto dei lavoratori.
Adesso c’è un altro Rubicone a 50 addetti, oltre i quali l’impresa perde il notevole beneficio dell’utilizzo interno della liquidità del Tfr, al costo medio del 3 per cento (costituito dall’1,5 più il 75 per cento del tasso di inflazione, di cui si rivaluta, annualmente il Tfr) senza bisogno di garanzie alle banche.
E c’è una nuova bizzarria, quella riguardante il 51° addetto.
Assumere un persona in più per l’impresa di 50 dipendenti diventerà molto oneroso, perché perderà la disponibilità finanziaria di una somma pari a 50 volte un settimo della retribuzione annua dei suoi dipendenti.
Ancora più singolare il caso dell’impresa con 51 dipendenti. Dovrà rivolgersi al 51°, pregandolo di prepensionarsi o di licenziarsi, magari con un bonus aggiuntivo, per poter mantenere i 50 Tfr dei restanti addetti. Gli avvocati avranno da lavorare per chiarire l’ambito della nuova norma, per le imprese che superano i 50 addetti mediante lavoro part time o stagionale.
Due mezzi addetti fanno un addetto ai fini della norma sul Tfr o valgono come uno?
saluti




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