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    Predefinito "Ma quale mistero, ecco la vera storia dell'assegno"

    5 febbraio 2010
    Si aggira di prima mattina nei saloni dell'Hotel Marriot con un diavolo per capello: "Ma perché questa campagna del Corriere contro di me? Perché? Ma ti rendi conto che il Corriere è l'unico giornale che non da nemmeno la notizia di questo congresso?".
    Tonino Di Pietro dice di non avere la più pallida idea del motivo per cui da quattro giorni il quotidiano di via Solferino picchia (duro) su di lui.

    La notizia del giorno, invece, è l'assegno di cui il Corriere pubblica la foto. Finanziamenti più o meno occulti? Prova di legami con personaggi poco chiari? Dardi avvelenati? La firma sull'assegno è quella di Gino Bianchini, un ex dell'Italia del valori, che aveva intestato la somma al movimento: importo, 50mila dollari. Scadenza, 13 maggio 2001.

    L'assegno finisce nelle mani di Mario Di Domenico, un altro ex dell'Italia dei valori (oggi con il dente avvelenato) che prepara un libro contro il suo ex leader.
    E dall'archivio di Di Domenico quell'assegno esce fuori proprio oggi, accreditando l'idea di un giro di denaro che ha il movimenti dipietrista come terminale.

    Mentre i militanti e i delegati del congresso dibattono sulla storia (e sulla ormai famosa foto con Contrada) Di Pietro ostenta un sorriso smagliante, e grande sicurezza. “È un'altra fregnaccia".

    Subito dopo spiega la sua versione: "Qui non c'è nessun mistero, nessuna insinuazione possibile". Però 50mila dollari non sono bruscolini. Risposta: "Sì, però quell'assegno non è stato mai incassato. E il motivo per cui non è stato incassato, che adesso spiego, è quello che mi permette di stare tranquillissimo".

    Cioè? L'ex pm racconta: "Alla vigilia delle elezioni del 2006, noi non avevamo in cassa nemmeno una lira per fare la campagna elettorale. Allora chiedemmo un mutuo in banca". Accettato? "No. Le banche ci chiesero di fare un fidejussione per coprire la cifra che ci serviva: volevano tutelarsi nel caso di mancato raggiungimento del quorum".

    Prudenza legittima (Infatti il quorum fu mancato per lo zero virgola uno per cento). "La fidejussione quindi - prosegue Di Pietro - doveva essere garantita dai candidati". Ovvero anche da lei? "Caspita! Io e Calò ci accollammo la quota superiore: 100mila euro a testa. Il criterio generale, invece, era che i candidati con maggiori possibilità di essere eletti versassero gli importi più alti".

    L'assegno di Bianchini era una di queste quote? "Certo, e non era la sola. Non a caso viene raccolta da Di Domenico, ma non viene incassato. Infatti lui ce l'ha perché se lo è tenuto, no? Se lo avessimo preso noi, l'assegno semplicemente non ci sarebbe".

    Ed è per questo che è datato? "Certo. La causale election, suppongo che si riferisse alla fidejussione. La data era quella del giorno del voto, perché allora avremmo saputo se ottenevamo il rimborso o meno".

    L'Italia dei valori un eletto lo ebbe: Carrara. Di Pietro sorride amaro: "Come no... Però passò a Forza Italia in meno di 24 ore! Un record. Ottenemmo lo stesso, però una parte di quello che avevamo speso. 400mila euro. Così ci toccò scontare in ogni caso, noi che avevamo le quote più alte, un parte della fidejussione".

    E Bianchini? "Non essendo stato eletto non versò nulla". La fidejussione fu estinta tutta da voi? Di Pietro è sicuro: "Sì. Anche perché dopo, visto che non solo noi eravamo rimasti fuori dal proporzionale, fu fatta una leggina che concedeva il rimborso anche a chi aveva ottenuto solo l'uno per cento. Cui arrivarono altri soldi, e la situazione del movimento divenne florida".
    "Odiare i mascalzoni è cosa nobile, onora gli onesti"

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  2. #2
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    Predefinito Rif: "Ma quale mistero, ecco la vera storia dell'assegno"

    Tonino Di Pietro dice di non avere la più pallida idea del motivo per cui da quattro giorni il quotidiano di via Solferino picchia (duro) su di lui.

    Magari perchè l'attuale direttore teme di fare la fine di De Bortoli.iaociao:
    La malinconia è la felicità di essere tristi. V. Hugo

  3. #3
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    Predefinito Rif: "Ma quale mistero, ecco la vera storia dell'assegno"

    Citazione Originariamente Scritto da Ochtopus Visualizza Messaggio
    5 febbraio 2010
    Si aggira di prima mattina nei saloni dell'Hotel Marriot con un diavolo per capello: "Ma perché questa campagna del Corriere contro di me? Perché? Ma ti rendi conto che il Corriere è l'unico giornale che non da nemmeno la notizia di questo congresso?".
    Tonino Di Pietro dice di non avere la più pallida idea del motivo per cui da quattro giorni il quotidiano di via Solferino picchia (duro) su di lui.

    La notizia del giorno, invece, è l'assegno di cui il Corriere pubblica la foto. Finanziamenti più o meno occulti? Prova di legami con personaggi poco chiari? Dardi avvelenati? La firma sull'assegno è quella di Gino Bianchini, un ex dell'Italia del valori, che aveva intestato la somma al movimento: importo, 50mila dollari. Scadenza, 13 maggio 2001.

    L'assegno finisce nelle mani di Mario Di Domenico, un altro ex dell'Italia dei valori (oggi con il dente avvelenato) che prepara un libro contro il suo ex leader.
    E dall'archivio di Di Domenico quell'assegno esce fuori proprio oggi, accreditando l'idea di un giro di denaro che ha il movimenti dipietrista come terminale.

    Mentre i militanti e i delegati del congresso dibattono sulla storia (e sulla ormai famosa foto con Contrada) Di Pietro ostenta un sorriso smagliante, e grande sicurezza. “È un'altra fregnaccia".

    Subito dopo spiega la sua versione: "Qui non c'è nessun mistero, nessuna insinuazione possibile". Però 50mila dollari non sono bruscolini. Risposta: "Sì, però quell'assegno non è stato mai incassato. E il motivo per cui non è stato incassato, che adesso spiego, è quello che mi permette di stare tranquillissimo".

    Cioè? L'ex pm racconta: "Alla vigilia delle elezioni del 2006, noi non avevamo in cassa nemmeno una lira per fare la campagna elettorale. Allora chiedemmo un mutuo in banca". Accettato? "No. Le banche ci chiesero di fare un fidejussione per coprire la cifra che ci serviva: volevano tutelarsi nel caso di mancato raggiungimento del quorum".

    Prudenza legittima (Infatti il quorum fu mancato per lo zero virgola uno per cento). "La fidejussione quindi - prosegue Di Pietro - doveva essere garantita dai candidati". Ovvero anche da lei? "Caspita! Io e Calò ci accollammo la quota superiore: 100mila euro a testa. Il criterio generale, invece, era che i candidati con maggiori possibilità di essere eletti versassero gli importi più alti".

    L'assegno di Bianchini era una di queste quote? "Certo, e non era la sola. Non a caso viene raccolta da Di Domenico, ma non viene incassato. Infatti lui ce l'ha perché se lo è tenuto, no? Se lo avessimo preso noi, l'assegno semplicemente non ci sarebbe".

    Ed è per questo che è datato? "Certo. La causale election, suppongo che si riferisse alla fidejussione. La data era quella del giorno del voto, perché allora avremmo saputo se ottenevamo il rimborso o meno".

    L'Italia dei valori un eletto lo ebbe: Carrara. Di Pietro sorride amaro: "Come no... Però passò a Forza Italia in meno di 24 ore! Un record. Ottenemmo lo stesso, però una parte di quello che avevamo speso. 400mila euro. Così ci toccò scontare in ogni caso, noi che avevamo le quote più alte, un parte della fidejussione".

    E Bianchini? "Non essendo stato eletto non versò nulla". La fidejussione fu estinta tutta da voi? Di Pietro è sicuro: "Sì. Anche perché dopo, visto che non solo noi eravamo rimasti fuori dal proporzionale, fu fatta una leggina che concedeva il rimborso anche a chi aveva ottenuto solo l'uno per cento. Cui arrivarono altri soldi, e la situazione del movimento divenne florida".
    quanto descritto avvenne nel 2001
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  4. #4
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    Predefinito Rif: "Ma quale mistero, ecco la vera storia dell'assegno"

    Citazione Originariamente Scritto da Giulia Visualizza Messaggio
    Tonino Di Pietro dice di non avere la più pallida idea del motivo per cui da quattro giorni il quotidiano di via Solferino picchia (duro) su di lui.

    Magari perchè l'attuale direttore teme di fare la fine di De Bortoli.iaociao:
    l'attuale direttore è Flebuccio De Bortoli.
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
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  5. #5
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    Predefinito Rif: "Ma quale mistero, ecco la vera storia dell'assegno"

    Citazione Originariamente Scritto da furbo Visualizza Messaggio
    quanto descritto avvenne nel 2001
    Lo so.

    Nei ricordi dell’accusatore di Tonino c’è chiara una data: il 28 ottobre 2000. Quel giorno, lui, il leader Idv, la tesoriera Silvana Mura e altri due personaggi, un avvocato e un imprenditore americani, si imbarcano sull’aereo con destinazione gli Usa. Prima la capitale, poi l’East coast fino a Miami, «alla ricerca di dollari» scrive il Corriere citando l’autore del libello anti-Tonino. I soldi arrivano sotto forma di un assegno postdatato di 50mila dollari della Chase Manhattan Bank con scadenza 13 maggio 2001, la data delle successive elezioni politiche (sull’assegno, come causale sotto la cifra, si legge “elections”), consegnato da Bianchini a Di Domenico. Secondo Di Domenico, custode per tutti questi anni di quell’assegno, la somma (post-datata) sarebbe servita «come anticipo della ben più cospicua somma, si parlava addirittura di somme dieci volte superiori», da versare dopo l’elezione.
    Ma qui il mistero diventa ancora più complicato.



    Dal giornale da cesso
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  6. #6
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    Predefinito Rif: "Ma quale mistero, ecco la vera storia dell'assegno"

    "Odiare i mascalzoni è cosa nobile, onora gli onesti"

  7. #7
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    Predefinito Rif: "Ma quale mistero, ecco la vera storia dell'assegno"

    Citazione Originariamente Scritto da Giulia Visualizza Messaggio
    Tonino Di Pietro dice di non avere la più pallida idea del motivo per cui da quattro giorni il quotidiano di via Solferino picchia (duro) su di lui.

    Magari perchè l'attuale direttore teme di fare la fine di De Bortoli.iaociao:
    il direttore è proprio quel molliccio..... forse gli hanno detto di darsi una mossa contro D Pietro altrimenti lo cacciano.

  8. #8
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    Predefinito Rif: "Ma quale mistero, ecco la vera storia dell'assegno"

    Come volevasi dimostrare... la solita bufala ad uso e consumo dei creduloni e dei loro imbonitori.
    Se uno è stronzo, nu' je posso dì stupidino - si crea delle illusioni - je devi dì stronzo!

    Gianfranco Funari

  9. #9
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    Predefinito Rif: "Ma quale mistero, ecco la vera storia dell'assegno"

    Citazione Originariamente Scritto da bator Visualizza Messaggio
    il direttore è proprio quel molliccio..... forse gli hanno detto di darsi una mossa contro D Pietro altrimenti lo cacciano.
    ri-cacciano
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

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  10. #10
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    Predefinito Rif: "Ma quale mistero, ecco la vera storia dell'assegno"

    tranquilli...tanto ci pensa Paragone su rai2 a sparlare ulteriormente su Di Pietro.
    Si dice il corrotto ma non il corruttore

 

 
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