Soldi, soldi, soldi...
Oppo
Riecco Berlusconi in strada, circondato di microfoni: come al solito, dà i numeri. È convinto che fare delle cifre sia un modo sicuro di sembrare credibile. Ieri era la volta del 73 % degli italiani che gli danno ragione, l'altro ieri erano 67 nuove tasse, e tutti i giorni c'è qualche conto della serva da buttare nel girmi della comunicazione. Anche i capelli e gli anni ha deciso lui quanti debbano essere. D'altra parte, è abituato a calcolare in ogni circostanza che cosa ci guadagna. Di qualunque cosa parli, sembra di vedergli roteare gli occhi come Zio Paperone quando gli si disegna il simbolo dei dollari sulla pupilla e si sente in sottofondo lo scampanellio della cassa. Il suo conflitto col disinteresse è totale: niente in lui è gratis, come quando da ragazzo vendeva i compiti in classe ai compagni. E quando busserà, per carità, il più tardi possibile, alle porte del cielo, cercherà di comprarsi anche San Pietro, oppure di ricattarlo sventolandogli sotto il naso le cifre e gli atti messi gentilmente a sua disposizione dal Sismi.
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