non voglio essere provocatorio ma posto qui quello che tal Sullivan ha postato su Nuova Frontiera Monarchica sapendo che li non avete modo di rispondere e sapendo che qui ci sono iscritti alle associazioni citate vorrei delle risposte che spero smontino queste infamanti affermazioni
Matteo Cornelius Sullivan
Unione Monarchica Italiana, un segreto di troppo
.
L’Unione Monarchica Italiana, cioè quell’associazione guidata da una cricca di traditori del Re e degli ideali monarchici, ama sbandierare il fatto di essere erede di una specie di volontà di Re Umberto II, niente di più falso, semmai sono i monarchici più indegni di Re Umberto. Ma per spiegarmi bene si devono fare un paio di balzi, e chi mi ricorda che sono anche australiano ne sarà felice, ma sono balzi indietro nel tempo…. negli anni ottanta e novanta, epoca in cui ero attivissimo con l’associazione culturale “Amici della Corona Ferrea” che si distinse dalle altre associazioni del periodo perché sosteneva che Vittorio Emanuele non era, e non è, pretendente al Trono ma Re. Ci si incontrava tutti i martedì sera nel salotto del conte Enrico E. Clerici, Presidente dell’associazione e mente sublime, e si discuteva tutto ciò che si voleva fare. Il nostro mezzo di diffusione della cultura monarchica era la rivista monarchica “il Pungolo”. Un martedì mio ex cognato lesse il suo articolo, credo fosse “L’ipocrisia” che uscì sul numero 4 della seconda serie del maggio 1990, chiedendo poi la nostra opinione… questo articolo conteneva un segreto scottante e io stesso mi espressi a sfavore della rivelazione di tale segreto. Sono passati quindici anni e non è cambiato molto, il mondo monarchico è ancora lacerato a causa degli anarcomonarchici dell’U.M.I.. Il segreto? Un altro balzo a ritroso nel tempo, nel 1983, anno in cui ero Segretario del Fronte Monarchico Giovanile dell’U.M.I…. un segreto che a Milano era noto a tutti gli attivisti dell’epoca… A febbraio, marzo di quell’anno i monarchici chiedevano e speravano nel rientro di Re Umberto in Patria, affinché vivesse i suoi ultimi momenti nel desiderio della seconda parte di tutta la sua vita: rivedere la Patria; L’Italia che abbandonò per non farla cadere nella guerra civile una seconda volta. Mentre tutti speravamo, i dirigenti dell’U.M.I. facevano di tutto per ostacolare il rientro, per perdere tempo ed evitare che il Re morisse in Patria come era suo ultimo desiderio, il desiderio di un morente. Lo scopo era semplicemente di far fare una figuraccia alle autorità repubblicane. Non si può dire se sarebbe effettivamente rientrato se non ci fossero stati tutti quegli ostacoli ma è sicuro che fu un’azione meschina, indegna e spregevole. Quella fu la “politica” dell’Unione Monarchica Italiana, quell’associazione di farabutti che da anni propongono e ripropongono immagini e frasi di Re Umberto come se ne fossero gli eredi, loro che hanno voluto che morisse in esilio.
(da: “La Circolare Spigolosa” n.79)
.
Matteo Cornelius Sullivan
Le speranze esaudite e Rasputin
.
“Ora spero di vedere la notizia sulla circolare spigolosa”, così Carmine Passalacqua ci invia un comunicato stampa dell’U.M.I.. Passalacqua dovrebbe solo ricordarsi che noi del P.d.A.M. siamo gli unici a pubblicare non solo i comunicati dei monarchici su posizioni diverse dalle nostre ma anche quelli di gruppi politici che non sono affatto delle nostre idee. Quasi solo “Tricolore” e “Corona Oggi” e il Mimedit di Trieste, fanno eccezione, perché molte altre organizzazioni stanno ben attente a far credere ai loro “fedeli” di essere le “portatrici uniche dell’ampolla sacra”. Comunque sia, il fatto che Boschiero, il Rasputin dei monarchici, vada ad Alessandria a riattaccare uno dei suoi dischi rotti, poco ci importa, purché non riattacchi con quello del falso pretendente Amedeo Savoia…“uomo avvisato mezzo salvato”. Per quanto riguarda il sito di “Alleanza Monarchica” dove si parla di “servi”, ricordo ai nostri lettori che se ci sono dei servi, questi sono proprio i dirigenti di Alleanza Monarchica che, non invitati a Genova da Vittorio Emanuele di Savoia nell’aprile 2006, hanno pensato bene di protestare assieme ai nemici dei Savoia e poi di abbandonare il lealismo in favore di un “i principi sono tutti uguali”, che puzza di comunismo. Inutile dire che Massimo Mallucci, che ha tenuto esposto nella bacheca di Chiavari un discorso di Amedeo Savoia per quasi due anni e che è sempre stato l’occulto sostenitore nelle file di Alleanza Monarchica delle teorie aostane, era prontissimo ad andare a “rendere omaggio a Vittorio Emanuele”. Ricordiamo a chi non lo sapesse che l’Associazione “Alternativa Monarchica” e il P.d. A.M. poi, è la prima organizzazione “interdinastica” e la prima ad aver portato avanti il discorso sull’istituzione Europa, con la proposta di un Impero; Il P.d.A.M. non è finanziato da nessuno ma la stessa cosa non si può dire delle altre organizzazioni. Per esempio quasi tutte le organizzazioni monarchiche vendono oggetti, o pubblicità di oggetti, che riportano lo stemma della Real Casa, e questo fa intuire la vera ragione per cui ci fu tanto sollevarsi di scudi quando Emanuele Filiberto di Savoia brevettò il suo stemma di famiglia! Ma un episodio simpatico, che aprirà gli occhi a quei babbioni che credono che sia un merito se re Borchiero fa il disco rotto da cinquanta anni, risale al 1997, quando come Presidente della Associazione Artisti Monarchici inviai un comunicato stampa in merito al giuramento dei Savoia alla Repubblica, in cui dicevo, risolvendo una situazione di stallo che si trascinava da diverso tempo, che i Savoia non dovevano giurare perché non avrebbero ricoperto alcuna carica pubblica e che tutta la questione era una provocazione fine a se stessa; “il Giornale” del 27/12/1997 pubblicò il comunicato tra le lettere e successivamente fu ripreso, nel contenuto, da un giornalista de “il Giornale”, fatto sta che in Parlamento non si parlò più della cosa a lungo. Ma il fatto interessante è quanto mi riferì mio ex cognato Pierluigi Arcidiacono, che era presente a Ginevra quando Vittorio Emanuele, il quale letta la notizia del mio comunicato, disse a Boschiero, pure presente: “c’è gente che neanche conosco che si dà da fare per l’esilio! A te ho dato (bip)cento milioni e non fai niente!”. Il “bello” è che Boschiero alias Rasputin, durante un incontro che ebbi con lui al Circolo di San Maurizio e Lazzaro a Milano, sempre nel 1997, si lamentava di dover andare a Ginevra nei fine settimana, perché l’aereo costa di più e c’è più folla… Bandiera?: £.
(da: “La Circolare Spigolosa” n.77)
Matteo Cornelius Sullivan
Stop!: trasparenza monarchica!
.
La mia lettera aperta a Ugo D’Atri ha creato una sollevazione di scudi in sua difesa ma quello che i monarchici non hanno capito è che io non dubitavo di lui ed ero sicuro che non l’avrei spiazzato od offeso perché è una persona seria; ora ha risposto: è un lealista. Le mie intenzioni erano di chiudere gli spifferi, polemiche che favoriscono solo l’anarchia degli aostani e conseguentemente la repubblica. Ma la cosa più importante è che quella lettera è un atto di trasparenza. Senza che i monarchici si facciano veramente portatori di una nuova e superiore ideologia, essi non sono affatto un’alternativa alla repubblica ma solo un gruppo politico o ideologico che è affascinato dal passato. Le Monarchie occidentali, non mi stancherò mai di ripeterlo, sono Stati superiori anche per cultura e la trasparenza è scontata! La nostra rivoluzione inizia da queste cose: imporre una cultura che renda impossibile tutto il marcio che esiste nel Paese: con l’esempio e con l’assunzione da parte nostra, e di altri che concordino in questo, di una cultura e un agire superiore. Come monarchici siamo in tanti ma non siamo un granché. La maggior parte dei monarchici italiani difatti non si differenziano molto da chi non lo è: il senso dello Stato, del dovere e soprattutto dell’Onore e via dicendo, non sono rimasti integri alla perfezione nei monarchici, questo significa che i sessanta anni di repubblica hanno intaccato anche noi! Gli anarcomonarchici, cioè gli aostani, ne sono un esempio. Una delle ragioni che ci fece pentire quasi subito di aver aderito a Stella e Corona per le amministrative passate, fu che, durante un colloquio con Massimo Mallucci, egli mi disse che il loro vero scopo non era di portare avanti un discorso di una cultura nuova o di ottenere un certo numero di rappresentanti politici che facessero ciò ma solo di far vedere alla destra che esistono i monarchici, per poi entrare nella loro coalizione. Questo è, a parer mio, un modo di far politica con mentalità repubblicana, da intrallazzoni, non da persone con le idee chiare. Il fatto stesso che Alleanza Monarchica si presentò alle elezioni dopo venti anni dalla sua fondazione a Torino, e la cosa significa venti anni di preparazione, per ottenere un due di picche e che tale due di picche sia stato il risultato anche alle ultime elezioni amministrative, fa chiaramente emergere che la loro dirigenza non offre agli elettori nessuna prospettiva e non alletta nemmeno i monarchici, che a Torino non sono quattro gatti! Adesso loro sono semiaostani, cioè si aggiungono a qual gruppo di anarcomonarchici che per comportamento sono paragonabili agli irakeni: vengono sconfitti continuamente e poi iniziano con le loro solite azioni di terrorismo in nome di falsità varie e alla fine favoriscono la repubblica. In testa un Boschiero che “interpreta” una prima donna, che non ha tradito solo Vittorio Emanuele tre volte ma anche la fiducia di quei fessi degli aostani, perché ogni volta che tornava da Vittorio Emanuele… tradiva loro. Gente così se non fosse una scarsa prima donna ma “fosse” una donna, come la definireste? una puttana? A noi del P.d.A.M. non interessano affatto tutte queste miserie, ma ci intendiamo stroncarle definitivamente! Purtroppo questi vecchi “leaders” monarchici hanno solo dimostrato di agire più o meno come i repubblicani e quindi non saranno mai di aiuto al Paese ed è un fatto che hanno fortemente contribuito a ridurre il numero dei monarchici rappresentati in politica. È invece necessario che si formi una nuova classe politica di gente onesta che si ispiri non al passato ma alla parte migliore del presente: gli Stati avanzati occidentali. E se non riescono a farlo nelle loro associazioni, lo facciano uscendo dalle stesse e formando nuovi gruppi, senza preoccuparsi di essere più o meno riconosciuti dalle altre associazioni o dal Re, perché dobbiamo portare avanti una cultura che includa anche il senso di civiltà di ammettere quello che già le leggi riconoscono: il diritto di associazione e di fondare partiti politici. Il fatto stesso che esistano associazioni che si definiscono “vicine al Re” è un controsenso perché così diventano un partito del Re, mentre, dal 1848, per la tradizione italiana, il Re è costituzionale, non assoluto. Chi scambia il legittimismo monarchico per servilismo, non ha capito niente dei pincìpi fondamentali della Monarchia stessa. Dunque: nuova cultura, nuovi leaders e nuove organizzazioni! E molto presto “tornerà” la Monarchia!
(da: “La Circolare Spigolosa” n.78)
.
Matteo Cornelius Sullivan
Considerazione sul Sigillo
.
Su queste pagine sono già apparse ampie delucidazioni sul fatto che il sigillo reale non ha alcun peso sulla questione del diritto al trono ma una considerazione da non trascurare sta nel fatto che gli aostani sostengono che il fatto che si dica, senza poterlo provare, che detto sigillo fu tumulato con Re Umberto II, perché questo significava la fine della Dinastia. Loro ne fanno un cavallo di battaglia per Amedeo Savoia, il falso pretendente. Me se questo fatto non comprovabile e quindi privo di qualsiasi valore, fosse stato vero, ciò non comproverebbe solo l’esclusione di Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto ma anche Amedeo. Se c’è “la fine della Dinastia” decretata per spiritismo, sarebbe per tutti, non solo per chi decidono loro.
(da: “La Circolare Spigolosa” n.78)





